“La città la decide chi la abita”: i Movimenti della casa contestano il Campidoglio

Il Coordinamento cittadino di lotta per la casa, i lavoratori licenziati di Almaviva, gli ospiti dei residence in marcia verso il Campidoglio. Alla Giunta Raggi si chiede "un confronto più convincente su casa, servizi e cultura"

Ha preso avvio in piazza Vittorio il corteo che, nel pomeriggio di sabato 18, ha attraversato la Capitale. Una manifestazione annunciata dal Coordinamento cittadino di Lotta per la casa. Un' iniziativa che ha raccolto l'adesione di molteplici realtà. 

LA PARTECIPAZIONE - In strada sono scesi i lavoratori licenziati da Almaviva, i migranti, gli ospiti dei Centri di alloggio ed assistenza temporanea. Ci sono gli ex occupanti di colle Monfortani, sgomberati un mese fa e da alcuni giorni in presidio sotto l’Assessorato alle politiche sociali di viale Manzoni. E non hanno mancato all'appuntamento neppure i Blocchi precari metropolitani. “Sono tante le realtà che pur avendo guardato alla novità a 5 stelle immaginando una discontinuità tangibile con le passate amministrazioni, ora pensano che sia finito il momento di stare a guardare e di aspettare, di dare tempo” spiegano sul sito “abitare nella crisi” gli organizzatori del corteo.

LE ASPETTATIVE -  Viene contestata la decisione ispirata alla “ logica della riduzione del danno”. Quella che ha portato a preferire il Movimento 5 Stelle alle alternative politiche che si erano affacciate durante le ultime elezoni amministrative.  “L’arrivo del Movimento 5 Stelle al governo della città e le sue battaglie contro le grandi opere inutili come il Tav in Valsusa,  poteva indurre a immaginare in un cambio di passo” ricordava il Movimento per l’abitare, alla vigilia del corteo cittadino.

LA RIDUZIONE DEL DANNO  - La vicenda dello stadio della Roma sembra aver segnato uno spartiacque. “Cosa è avvenuto, se non un compromesso dei più riusciti tra costruttori e amministratori, in nome di un interesse generale che davvero si stenta a vedere?” si domandano gli attivisti impegnati sul fronte della lotta per la casa. A fronte di questi interrogativi, secondo il Movimento per l’abitare è venuto meno il principio della “rifuzione del danno”. Ed è arrivato il momento di “costruire spazi di confronto e agende comuni capaci di produrre nuovi rapporti di forza, prima che sia troppo tardi”. E’ arrivata l’ora di ribadire, megafono e striscione alla mano, che  “La città la decide chi la abita”. 

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