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"Stop ad arresti, sfratti e privatizzazioni": movimenti in corteo da Piramide al Campidoglio

I movimenti fanno sentiere la propria voce sulle misure cautelari per 17 attivisti, casa e 'Salva-Roma'. In piazza anche il Coordinamento romano acqua pubblica

Liberare i 17 attivisti sottoposti alle misure cautelari, cinque dei quali ancora agli arresti domiciliari. Blocco degli sfratti e degli sgomberi. Applicare la delibera sull'emergenza abitativa approvata due mesi fa dalla giunta regionale. Opporsi a qualsiasi privatizzazione. I movimenti per il diritto all'abitare tornano in piazza. Appuntamento alle 15 a Piramide, dove da martedì una decina di attivisti è salito sulle transenne del cantiere di restauro del monumento: "Resteremo qui a oltranza". Ma anche a pochi passi dalla sede di Acea, la municipalizzata romana dell'acqua e dell'energia al centro nelle scorse settimana di ripetuti tentativi di ulteriore privatizzazione. Obiettivo: raggiungere il Campidoglio. Il corteo attraverserà viale Aventino, piazza di Porta Capena, via di San Gregorio, via Celio Vibenna, via dei Fori Imperiali. Alla manifestazione anche Coordinamento romano acqua pubblica e tutta quella rete cittadina che da tempo si oppone alla vendita di Acea.

“Un percorso più generale contro la precarietà e le politiche di austerity e per la libertà di movimento che guarda già al vertice sulla disoccupazione giovanile di luglio” spiegano in un comunicato. Non un passo indietro quindi “nonostante il pesante attacco subito” scrivono i movimenti riferendosi agli arresti. Forte la solidarietà anche per due degli attivisti agli arresti domiciliari, Paolo Di Vetta e Luca Fagiano, che per protesta sono al settimo giorno di sciopero della fame. “Vogliamo riaffermare la legittimità dei nostri percorsi di lotta e ribadire che la città meticcia è consapevole dello scontro in atto”.

A fianco dei movimenti anche quanti, costruito il percorso referendario per la ripubblicizzazione dell'acqua, hanno difeso negli ultimi anni i vari tentativi di vendere ulteriori quote di Acea, come cercò di fare Alemanno nel 2012. “Gli insegnamenti delle vicende legate al Salva-Roma sono chiare: il testo conferma il rischio di mettere sul mercato Ama e Atac e un'indicazione chiara alla vendita del suo patrimonio immobiliare e alcune controllate per poter evitare il default” commenta Paolo Carsetti del Comitato romani acqua pubblica. “E' questa la linea che intende seguire il nuovo governo ed è ormai chiaro che su Roma si sta giocando una partita che non è più solo locale ma dà idea del nuovo equilibrio politico con l'arrivo del governo Renzi” continua. “Marino ci deve dire cosa vuole fare. Il tentativo sembra quello di usare il rischio di default come ricatto per procedere con le privatizzazioni”.

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