"Stop a sfratti e sgomberi": i movimenti della casa sfilano per le vie della Capitale

Il corteo è partito piazza Vittorio con lo striscione: Legittima difesa con ogni mezzo necessario". Tanti i cori contro Salvini e la Lega

"Legittima difesa con ogni mezzo necessario". È un messaggio chiaro rivolto alla politica degli sgomberi degli immobili occupati quello lanciato dallo striscione di apertura del corteo 'sfratti e sgomberi zero' andato in scena sabato 13 ottobre a Roma. La manifestazione è partita intorno alle 16 da piazza Vittorio dopo essere passata da Santa Maria Maggiore, via Cavour, Fori imperiali fino in piazza della Madonna di Loreto

In piazza dai movimenti per il diritto all'abitare ai sindacati degli inquilini, passando per una serie di partiti politici della sinistra, tra anche realtà del mondo dell'associazionismo come la Rete dei numeri pari. Tante anche le famiglie con bambini che vivono nei palazzi occupati della città, nel mirino della circolare emanata il primo settembre dal Viminale che ha sancito un'accelerazione della politica degli sgomberi.

"No agli sgomberi" e "Salario garantito e soprattutto un tetto", i cori più cantati dai manifestanti che non hanno risparmiato messaggi a Matteo Salvini, alla Lega e a Luigi Di Maio. Al centro della protesta anche il decreto immigrazione e sicurezza del Ministro dell'Interno. E ancora le "inesistenti" politiche abitative dell'amministrazione guidata dalla 5 Stelle Virginia Raggi.



Il pensiero di chi era per le vie del centro di Roma, con striscioni, bandiere e cartelli è chiaro: "Questa è una manifestazione per il diritto all'abitare, per non essere cancellati. Contro una politica che non propone soluzioni e intanto si prepara a sgomberare chi una casa se l'è trovata da solo per necessità. La circolare Minniti imponeva di trovare delle alternative prima di sgomberare. Ma queste alternative non le ha trovate il governo, non le ha trovate nemmeno l'amministrazione Raggi. La circolare Salvini dice invece che ci possono cacciare anche senza alternative. Il decreto del ministro dell'Interno introduce pene più severe per chi occupa, per i lavoratori che protestano con i picchetti, restringe i diritti per i migranti".

La mobilitazione di oggi fa parte di un percorso lungo percorso che vede unite una serie di realtà in città lavoro non mettendo al centro il tema della povertà dell'emergenza abitativa e delle disuguaglianze in città. In mattinata, sempre a Piazza Vittorio, si è tenuta un'assemblea pubblica lanciata dal in seguito all'appello 'Sei uno di noi' con al centro il tema delle disuguaglianze che ha già raccolto oltre 350 firme. Un pezzo di città che ha avviato un percorso e si è già data appuntamento per il prossimo 10 novembre.

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