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Giovedì, 23 Maggio 2024
Politica Aventino / Piazzale Ostiense

"Adesso Basta", in centinaia in piazza a Roma per chiedere salari più alti e meno morti sul lavoro

La manifestazione, organizzata da Cgil e Uil, è partita dal Circo Massimo e si è conclusa a Piazzale Ostiense

Si è concluso con un comizio a piazzale Ostiense la giornata di mobilitazione per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro indetta da Cgil e Uil. Centinaia di persone si sono riunite la mattina al Circo Massimo prima di sfilare per le strade di Roma per chiedere, inoltre, anche un rafforzamento della sanità pubblica ed una riforma fiscale per la tutela dei salari.

Il corteo

Il corteo è partito intorno alle 10 del mattino da piazzale Ugo la Malfa sulle note della Bandabardò. Lavoratori e sindacalisti hanno sfilato lungo via del Circo Massimo, viale Aventino, piazza Albania, viale della Piramide Cestia, piazza di Porta San Paolo, fino a giungere in piazzale Ostiense.  Alla testa della manifestazione, riporta l’agenzia Dire, le lavoratrici e i lavoratori che portavano uno striscione con la scritta 'Adesso basta!'. Su altri cartelli si leggeva “C'hanno lasciato co' na scarpa e 'no zoccolo”, “So' tutti boni con il contratto dell'artri” e “Le chiamano morti bianche ma sono 'omicidi sul lavoro”.

Salari bassi

Non solo romani. Al corteo hanno partecipato persone da tutta Italia. In primo piano la questione della sicurezza sul lavoro e, soprattutto, quella dei salari troppo bassi. La Dire ha raccolto la storia di Antonio, professionista sanitario: “Dopo 34 anni di lavoro prendo 1.500 euro al mese" ha detto Antonio, mostrando la sua busta paga.  "Siamo noi quelli che mandano avanti il Paese, siamo quelli che chiedono diritti per le lavoratrici e i lavoratori", hanno spiegato i lavoratori.

busta paga - foto dire

Il comizio

Al termine del corteo, verso l’ora di pranzo hanno parlato ai manifestanti i segretari di Cgil e Uil. Maurizio Landini, oltre a difendere il diritto allo sciopero, ha parlato del problema del lavoro in Italia: "Noi stiamo dicendo una cosa molto precisa: il modello di fare impresa che si è affermato negli ultimi 20 anni è un disastro – riporta la Dire - se andiamo alla radice del problema delle morti sul lavoro, vediamo che c'è un sistema di appalti e subappalti, di finte cooperative e di precarietà senza fine. Quello che stiamo indicando non sono semplicemente dei referendum, noi vogliamo cambiare il modello di fare impresa e il modello economico e sociale che si è creato in questi anni, fondato sullo sfruttamento e la precarietà sul lavoro.

"Avevamo bisogno di vederci in piazza e raccontare la verità spesso oscurata dai giornali e dai telegiornali  - ha detto il leader della Uil Bombardieri - questa piazza chiede risposte al Governo, è una piazza che dice ora basta con le morti sul lavoro, con una sanità che non è in grado di dare risposte, è una piazza che dice ora basta con gli stipendi da fame e con le disuguaglianze. Avanti insieme per la giustizia sociale. Ce la faremo. I dati reali sono quelli dei salari che si sono impoveriti del 2,9 in Italia, mentre in Francia e Germania dello 0,6”.

L’assenza della Cisl

Si è notata, e non poco, l’assenza della Cisl. Sul tema è intervenuto il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, anche lui presente al corteo. “Ci sono diverse sensibilità, noi continuiamo sulle piattaforme unitarie" ha detto Bombardieri.  "Tutti insieme avevamo chiesto di intervenire sulla sanità e i dati del Def dimostrano che gli investimenti in sanità diminuiscono – riporta la Dire - al di là dei numeri, basta andare nei pronto soccorso e chiedere alle persone che non si curano. La domanda che facciamo ai politici è: in un Paese come il nostro, è accettabile una cosa del genere? Quattro milioni e mezzo di persone che non fanno visite mediche".

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