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Lunedì, 26 Settembre 2022
Politica

Partecipate, Raggi manca di trasparenza e la Corte dei Conti la punisce per la relazione di fine mandato

Previsto il dimezzamento dell’indennità di mandato della Sindaca. Gualtieri: “Mancanza gravissima, altro che casa di vetro e trasparenza”

Costa cara la mancanza di trasparenza del Campidoglio. In assenza dell’invio della relazione di fine mandato, particolarmente attesa dopo gli ammonimenti sulla gestione delle partecipate, la legge prevede l'attivazione di serie misure sanzionatorie. 

Uno strumento di trasparenza

Lo ha ricordato la Corte dei Conti nella delibera, firmata il 4 agosto, in cui ammonisce Roma Capitale di non aver inoltrato il documento. Uno strumento “fondamentale di trasparenza nella fase di passaggio fra amministrazioni, da cui si prende atto della reale situazione dell’ente”. Andava consegnata entro sessanta giorni dalla scadenza del mandato elettorale, che avrà luogo con il ritorno alle urne del 3 e 4 ottobre. Ma cosa accade nel caso in cui l’amministrazione risulti inadempiente rispetto all’invio di tale documento? Partono delle sanzioni.

Stipendio dimezzato per tre mesi

“Per il sindaco, e qualora non abbia predisposto la relazione per il responsabile del servizio finanziario o per il segretario dell’ente” si legge nella delibera della Corte dei Conti, è prevista “la riduzione della metà, con riferimento alle 3 successive mensilità, rispettivamente, dell’importo dell’indennità di mandato e degli emolumenti”. A pagare le conseguenza di questa mancanza, quindi, sarà direttamente Virginia Raggi.

A cosa serve la relazione di fine mandato

Perchè era attesa la relazione

La Sindaca aveva già ricevuto una sorta di bocciatura da parte della magistratura contabile. Ad inizio di giugno, infatti, alla titolare al Campidoglio erano stati mossi una serie di rilievi in merito alla gestione delle società partecipate. In quel documento la Corte dei Conti contestava i bilanci del trienno 2016-2018 (approvati nel 2021) di Roma Metropolitane, bollandoli come “inattendibili”. Per un paio di società controllate dal Comune, vale a dire Zetèma e Roma Servizi per la Mobilità, era stata accertata la violazione dei limiti di spesa. E criticità erano state riscontrate anche nella gestione dell'azienda di trasporto pubblico comunale, tale per cui “il recupero degli equilibri di bilancio di ATAC S.p.a.” secondo la magistratura contabile, era risultato dall'esito  risulta “incerto”. Tutti nodi che il Campidoglio poteva contribuire a sciogliere con l'invio di una dettagliata relazione di fine mandato.

Addio casa di vetro

“Altro che casa di vetro e trasparenza come ci siamo sentiti dire per anni dalla sindaca” ha commentato Roberto Gualtieri, il candidato di centrosinistra per la fascia tricolore. “Non ci sono più parole per descrivere sciatteria e incapacità di questa amministrazione comunale. La mancata pubblicazione della relazione di fine mandato alla Corte dei Conti è gravissima dal punto di vista amministrativo - ha rimarcato Gualtieri - ma è forse la giusta conclusione da quello politico: cinque  anni di nulla conclusi nel nulla. Per fortuna questa agonia sta per finire”.

Ignorato l'ammonimento della Corte dei Conti

La Corte dei Conti, nella sua delibera, impone al Campidoglio anche la pubblicazione della delibera in cui si contesta il mancato invio della relazione di fine mandato. Solo che, fanno notare dal Partito Democratico, “a distanza di 2 giorni dal pronunciamento della Corte non c'è traccia sulla Home Page istituzionale di Roma Capitale della deliberazione della sezione regionale del Lazio”.

Il porto delle nebbie 

“L'assenza di trasparenza dell'attuale amministrazione è sempre più imbarazzante ed ora la compagine guidata dalla sindaca Raggi, pur di nascondere quello che gli impone la Corte, occupa il sito istituzionale con una miriade di notizie di stampo propagandistico sullo stile della sindaca informa” ha obiettato il gruppo PD del Campidoglio. Insomma dalla “casa di vetro”, si è precipitati in una condizione più simile a quella d’un “porto delle nebbie”. Con tanto di sanzioni per la mancata trasparenza.
 

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