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La Corte dei Conti smaschera Raggi: bocciata la gestione delle partecipate. Incerto anche il recupero di Atac

La magistratura contabile ha passato al setaccio i bilanci delle società partecipate

Razionalizzazioni incomplete, richiesta di ridurre il numero delle partecipate, violazioni dei limiti di spesa, commistioni finanziarie improprie. E forti dubbi sul futuro di Atac. Dalla Corte dei Conti è stata consegnata una pagella amara al Campidoglio. Sulle partecipate, la magistratura contabile, ha infatti bocciato l’amministrazione Raggi. E la sindaca, a questo punto, difficilmente può nascondere la polvere sotto il tappeto. Troppe sono le contestazioni mosse per far credere che vada tutto bene e d'altra parte il sospetto che la Sindaca si aspettasse la bocciatura c'è, visto che non si era presentata all'adunanza convocata, proprio dalla magistratura contabile, per chiarire il rosso delle municipalizzate.

Troppi soldi alle partecipate

In generale sono state giudicate “incomplete” le operazioni di ricognizione e razionalizzazione delle partecipate, che si chiede intanto di ridurre nel numero. Nel dettaglio per un paio di società controllate del Comune, vale a dire Zetèma e Roma Servizi per la Mobilità, è stata accertata la violazione del limite di spesa e, di conseguenza, sarà necessario procedere al recupero delle maggiori somme erogate.

Bilanci inattendibili

Per quanto riguarda Roma Metropolitane srl, società che è in liquidazione, è stata invece evidenziata una “impropria commistione nei rapporti finanziari e contabili” con il sistematico “concorso finanziario”. E la conclusione, in questo caso, è che i bilanci del triennio 2016-2018, approvati solo nel 2021, risultano “inattendibili”.

Le criticità di Atac

“Criticità” sono state rilevate anche per la gestione contabile di Atac, nel periodo 2017-2019, tra l’altro pure in relazione al conferimento di incarichi professionali e appalti di servizi. Ed è proprio in merito alla gestione dell’azienda di trasporto pubblico che sono state evidenziati i maggiori problemi. Azienda su cui, tuttora, pende il procedimento del concordato preventivo.

Sono di natura diversa i rilievi che la magistratura muove nei confronti della gestione economica di Atac. Innanzittutto è stato evidenziato che “La spesa per manutenzioni è risultata particolarmente elevata, oltre che in continua crescita”. La cosa dipende anche dalla “eccezionale vetustà anche delle reti metropolitane, tramviarie, filoviare e ferroviarie ex concesse, gestite da ATAC”. Sono stati giudicati obsoloescenti anche i mezzi di Atac visto che, a fronte di un ciclo vita di 10-12 anni, i suoi autobus hanno una media di 15 anni. Ma su questo tema il Campidoglio ha annunciato il rinnovo, oltre che il potenziamento, dei bus.

Meno soldi dalla Regione

C’è un altro aspetto che preoccupa la magistratura contabile. Riguarda il passaggio di due delle tre ferrovie ex concesse (Roma Lido e Roma-Viterbo) per effetto del subentro delle Regione, con Astral e Cotral. Nel farlo Atac dovrà cedere un ramo d'azienda che comprende 703 unità di personale. La preoccupazione della Corte dei Conti è legata al fatto che per effetto di quest’operazione, ATAC perderà parte significativa del trasferimento regionale sin qui percepito che, da luglio 2021, subirà una riduzione da circa 85 milioni di euro/anno a circa 10 milioni di euro.  

Destino incerto per Atac

Nel complesso, pertanto, “Il recupero degli equilibri di bilancio di ATAC S.p.a., risulta incerto”. Lo è per il “concorso di fattori causali per la cui gestione è necessaria la massima vigilanza da parte del socio pubblico”. Ed a dirlo non è un esponente dell’opposizione, impegnato nella campagna elettorale. La bocciatura arriva da un organo indipendente, come la magistratura contabile. E non va sottovalutato.
 

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