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Coronavirus, 400 vigilantes senza stipendio da 7 mesi: "Lavorano anche senza mascherine"

Il calvario dei dipendenti dell'istituto di vigilanza privata che ha rilevato la ex Sipro commissariata: "Da agosto nessuna retribuzione, è inaccettabile"

Senza stipendio da sette mesi e al lavoro senza le mascherine necessarie per contrastare il contagio da Coronavirus. Prosegue il calvario dei lavoratori della Secur, istituto di vigilanza privata operativa su tutto il territorio nazionale. A Roma circa 400 i vigilantes rimasti senza salario dal mese di agosto. 

Coronavirus, il calvario dei vigilantes Secur

A nulla sono servite le proteste dei lavoratori e dei sindacati: le famiglie degli uomini della Secur, che ha rilevato la ex Sipro commissariata, soffrono la crisi nonostante continuino  a lavorare. 

“E’una situazione assurda, inaccettabile: gli oltre 400 lavoratori dell’Isitituto di Vigilanza privata Secur presenti sul territorio non solo non percepiscono lo stipendio dallo scorso agosto, ma in questo momento drammatico mettono a repentaglio la loro salute svolgendo un servizio che è ritenuto essenziale senza essere dotati di mascherine. In tutto questo contesto – denunciano Filcams-CGIL di Roma e Lazio, Fisascat-CISL di Roma Capitale e Rieti e UilTucs Roma e Lazio - registriamo il silenzio assordante delle Istituzioni, che non ci danno alcuna risposta sul futuro di centinaia di persone, e dell’azienda, che a quanto ci risulta non ha organizzato piani di rientro per gli arretrati dei dipendenti”.

Coronavirus, vigilantes senza stipendio e senza mascherine

Da qui il sollecito a un intervento urgente da parte delle Istituzioni “su una situazione che sta superando ogni grado di immaginazione”. 

“Chi vuole preservare il proprio lavoro è costretto a operare non soltanto senza retribuzione, ma anche senza i presidi necessari per la loro sicurezza, c’è chi invece si dimette per giusta causa a fronte di una situazione che sembra senza speranza, perdendo il proprio lavoro. Non è in alcun modo possibile che centinaia di persone – tuonano i sindacati - siano lasciate sole e senza diritti: continueremo a dirlo a gran voce e senza stancarci, finché non saremo ascoltati”.
 

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