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Coronavirus: partite dal CTO le vaccinazioni delle persone vulnerabili

Somministrati i primi vaccini nel reparto paraplegici della Garbatella. Ass. D'Amato: "Rallentamenti e mancate consegne non aiutano nella programmazione di vaccinazione"

La campagna di vaccinazione contro il Covid 19 è entrata nel vivo anche per i soggetti definiti “vulnerabili”. Nella mattinata del 25 febbraio infatti, sono state somministrate le prime dosi all’interno dell'ospedale di via San Nemesio, alla Garbatella.

Le vaccinazioni alle persone vulnerabili

“Sono iniziate questa mattina presso l'Unità spinale dell'ospedale CTO di Roma le vaccinazioni delle persone vulnerabili” ha annunciato l’assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato. “Nel Lazio già da alcuni giorni abbiamo iniziato le vaccinazioni delle cosiddette vulnerabilità indicate nella circolare del Ministero della Salute ad iniziare dalle persone dializzate e trapiantate  - ha poi aggiunto D’Amato - Abbiamo individuato le persone estremamente vulnerabili e dato indicazioni operative alle Asl e le aziende ospedaliere per programmare e avviare le vaccinazioni ai soggetti già presi in carico”.

Un segnale importante

L’avvio delle vaccinazioni al CTO è stato salutato come “un segnale importante per tutte le persone con disabilità che fanno parte delle cosiddette persone vulnerabili e non hanno la possibilità di rispettare le regole del distanziamento fisico a causa delle loro necessità assistenziali, considerando anche la drastica riduzione delle dosi vaccinali a disposizione della Regione.” ha spiegato Daniele Stavolo, il presidente dell’Associazione Paraplegici di Roma e del Lazio.

Da Garbatella ad Ostia

All'indomani dell’apertura dell’hub dell’Eur, il più grande polo vaccinale d’Italia, prosegue dunque la campagna  di somministrazione. Nella mattinata, con il Reparto Unità Spinale del CTO e, nel pomeriggio del 25 febbraio, con il Centro Paraplegici di Ostia.  Anche lì si è recato, dopo la visita all'ospedale della Garbatella, l'assessore D'Amato, questa volta in compagnia del direttore della AslRm3 Marta Branca. "Mettere in sicurezza le persone più fragili non solo e giusto, ma ci consentirà di riaprire le tante attività importanti che si fanno come in questo centro. Ora è il momento di correre con le vaccinazioni compatibilmente con le forniture a nostra disposizione" ha commentato  D'Amato.  Servono però più dosi. “Ad oggi la Regione calcola in 50.000 i soggetti vulnerabili. Crediamo che aggiungerne 20.000 circa possa salvare vite e restituire alla vita le persone con disabilità” ha sottolineato il presidente dell’associazione paraplegici del Lazio.

La polemica sulle priorità

 “La campagna vaccinale nel Lazio sta correndo in piena aderenza alle priorità indicate dal Ministero” ha oggi ricordato D’Amato. Nei giorni scorsi l'assessore aveva dovuto ribattere ad una polemica avviata dal Campidoglio, proprio in relazione alle priorità assegnate nella somministrazione dei vaccini alle persone vulnerabili.

I ritardi che non aiutano

Archiviata la polemica, torna il momento di fare i conti con la realtà. Ed è quella caratterizzata dalla penuria di vaccini. Un tema che D'Amato non tralascia di sottolineare perchè “i continui rallentamenti e le mancate consegne non aiutano nella programmazione e nell'attivita' di vaccinazione”.  Ed è in un momento in cui, per stessa ammissione dell'assessore, “le varianti hanno iniziato ad essere presenti anche sul nostro territorio”, diventa fondamentale il corretto approvvigionamento delle dosi previste.
 

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