Coronavirus, Raggi: "Tamponi ai senzatetto". Ma per loro manca una "casa in cui restare"

Un mese fa l'esposto di Baobab Experience a Comune e Prefettura con la richiesta di allestire un campo. L'assessore alla sanità del Lazio, D'Amato: "Senza fissa dimora già assistiti"

senzatetto a Tiburtina - foto Ghera/De Priamo

"La Regione Lazio faccia subito i tamponi ai tanti senza fissa dimora che trovano rifugio nell'area della stazione Tiburtina per evitare il rischio di focolai di infezione da coronavirus . È questa la richiesta di Virginia Raggi al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Coronavirus, Raggi: “Tamponi per senza fissa dimora”

La sindaca di Roma, in una lettera inviata anche al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, al prefetto Gerarda Pantalone e al capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, esorta a “tutelare i cittadini” isolando gli eventuali positivi al Covid-19

Controlli dunque non solo sugli spostamenti in città, con i vigili impegnati in accertamenti e verifiche, o sul rispetto di decreti e ordinanze con i romani chiamati a segnalare eventuali assembramenti sul portale del Comune: Raggi vuole i tamponi sui senza fissa dimora che orbitano intorno a Tiburtina. 

Coronavirus, accampamenti a Tiburtina: “Moltiplicatori del contagio”

“Persone che circolano in libertà e che rappresentano di fatto un moltiplicatore del contagio” – avevano fatto notare i gli esponenti di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo e Fabrizio Ghera, sollecitando il Comune ad intervenire sugli accampamenti davanti al capolinea della linea bus 548. 

Coronavirus, l’esposto del Baobab: “Manca una casa in cui restare”

Quasi un mese fa, allo scoppio dell’epidemia, proprio Baobab Experience, l’associazione di volontariato che si occupa dell’accoglienza dei migranti a Roma, aveva chiesto a Raggi e Prefettura di individuare locali presso i quali le persone senza fissa dimora nella Capitale potessero essere accolte; la distribuzione di mascherine protettive, disinfettanti e ogni utile presidio medico sanitario. Oltre a ciò gli attivisti del Baobab avevano reclamato la verifica delle condizioni di salute garantendo alle persone che vivono all’addiaccio la disponibilità dei servizi essenziali di sopravvivenza quali mense, distribuzioni di cibo e fruizione di docce e bagni. Dopo pasti e beni di sostentamento arriveranno, forse, i tamponi. Di un tetto che possa accoglierli nemmeno l’ombra con l’invito a “restare a casa” che da quelle parti appare così paradossale. 

Coronavirus, la Regione: “Senza tetto già assistiti”

Intanto dalla Regione Lazio l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, ha fatto sapere che l’assistenza ai senza fissa dimora è già in atto: “Abbiamo eseguito diversi tamponi a sintomatici e allargato la possibilità di accoglienza in residenze alberghiere. Ci coordineremo con il sindaco – ha detto fuori dall’ospedale Spallanzani - per eventuali altre esigenze della città per contenere l'epidemia".

Coronavirus, Baobax Experience scrive al ministro Speranza

Ma per Baobax Experience intenzioni e proclami non bastano. “Abbiamo ricevuto molte rassicurazioni e promesse ma al di là della battaglia di rivendicazioni siamo riusciti a mettere in sicurezza solo 10 persone. Non possiamo continuare ad assistere inerti a un rimpallo di responsabilità tra i diversi livelli di governo, nazionale e locali, come quello di questi giorni tra Comune di Roma e Regione lazio, in cui l’uno invita l’altra ad attivare screening sui senza fissa dimora di Tiburtina, senza impegnarsi nell’identificazione immediata di luoghi di accoglienza, e l’altra risponde dichiarando di provvedere già a un’assistenza alla quale Baobab Experience, presente tutti giorni sul territorio, non ha mai avuto la fortuna di accedere” – ha scritto l’associazione al Ministro della Salute, Roberto Speranza.

La richiesta è sempre la stessa: individuare con urgenza dei locali presso i quali le 120 persone che vivono e dormono a Piazzale Spadolini e tutti i senza fissa dimora a Roma possano essere accolti.

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“Covid-19 colpisce tutti indiscriminatamente e il contagio di ogni persona aumenta il rischio per tutte le altre. La risposta  di contrasto non può non coinvolgere tutti, nessuno escluso dal momento che ciascuno deve essere messo nella condizione di proteggersi e proteggere. Mai come adesso – scrivono da Baobab - è necessario riconoscere l’interdipendenza gli uni dagli altri, considerato che la nostra salute e sopravvivenza sono condizionate dai comportamenti altrui”. 
 

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