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foto credit: Pixabay

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C’è chi aspetta Natale per la fase 2, stagionali dell’aeroporto in crisi: “Siamo stati dimenticati”

Senza cassa integrazione e con la disoccupazione in scadenza, per 4mila lavoratori stagionali di Fiumicino e Ciampino: “Bonus e misure attuali non bastano, ripresa solo nel 2021”

Esclusi dalla cassa integrazione e con l’indennità mensile di disoccupazione (Naspi) in scadenza: la crisi da Coronavirus si abbatte sui lavoratori stagionali aeroportuali. Circa 4mila quelli impiegati tra Fiumicino e Ciampino che a breve si ritroveranno senza reddito. 

Coronavirus, la crisi degli stagionali dell’aeroporto

Una galassia complessa quella dei lavoratori stagionali dell’aeroporto, alle prese con contratti di sei mesi e anche meno: tutti appesi ad una chiamata che però, con gli scali vuoti a causa della pandemia da Covid-19, non arriverà. Almeno nell’immediato. La stagione estiva è sfumata, quella natalizia quasi un miraggio.

Aeroporto, la fase 2 è lontana: stagionali in protesta

Per loro la fase 2 è ancora lontana. “Il nostro settore è tra quelli che ci metterà di più a ripartire, se tutto va bene alcuni di noi verranno richiamati a dicembre per il periodo natalizio” – spiega a RomaToday Roberta, tra gli stagionali di Fiumicino e Ciampino che hanno deciso di riunirsi in gruppo Facebook per affrontare la crisi e studiare una strategia comune affinchè anche l’universo degli stagionali possa essere messo in condizione di sopravvivere. 

Si perché per gli stagionali aeroportuali bonus e misure esistenti non bastano: gli una tantum e il prolungamento della Naspi non sono sufficienti a resistere sulla lunga distanza. “Siamo stati dimenticati” – dicono. Loro che nel corso dell’anno lavorano fianco a fianco, e con le stesse mansioni, dei loro colleghi con contratto a tempo indeterminato e oggi in cassa integrazione

Coronavirus, aeroporti deserti e stagionali in crisi

Il turismo è fermo, gli aeroporti deserti: la crisi degli stagionali, addetti al check in, alle pulizie di bordo, al carico e scarco bagagli, è acuta. Tutti attendono il prossimo decreto. “Sono necessarie misure specifiche per il settore e per gli stagionali. Le nostre risorse sono agli sgoccioli e, senza supporti, dobbiamo arrivare fino al 2021. Per la ripartenza del nostro settore ci vorrà tempo, ma noi – dice Roberta – di tempo non ne abbiamo”. 
 

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