Coronavirus: la propaganda di Raggi sul Forlanini fa arrabbiare il Pd e imbarazza il M5s nazionale

La sindaca lo ripete continuamente, sempre sottolineando che "i posti letto in terapia intensiva sono pochi". Ma forse non è il momento di fare polemica, e a dirlo sono pure i suoi

Virginia Raggi, immagine d'archivio

Riaprire l'ospedale Forlanini, perché nelle terapie intensive non ci sono abbastanza posti letto per fronteggiare l'emergenza coronavirus. La sindaca Raggi lo va ripetendo da giorni, e nonostante la pax politica invocata da più parti in un momento storico di comprovata emergenza sanitaria, non vuole rinunciare alla polemica. Riaprire il Forlanini, presidio ospedaliero abbandonato da anni a Monteverde, il più presto possibile. Lo ha detto durante il Consiglio straordinario del 13 marzo e ridetto in molti dei suoi messaggi lanciati sui social network in questa prima settimana di "quarantena" cittadina. 

Un'ipotesi che è stata subito bocciata dalla regione Lazio, direttamente competente in materia, non tanto perché avere un presidio sanitario in più sul territorio non sia una buona idea, quanto perché le tempistiche necessarie rendono pressocché impossibile un utilizzo per l'emergenza attuale. "Servono soluzioni per i prossimi sette giorni, non sette anni". Già, il Forlanini è una struttura fatiscente, in buona parte ridotta a magazzino di vecchi macchinari inutilizzati e inutilizzabili, nel migliore dei casi, o a cimiteri di piccioni e topi. 

C'era una volta l'ospedale Forlanini

"Riattivare una struttura del genere richiederebbe tempo, è una proposta assolutamente inutile" insiste la Regione, nel frattempo informando Raggi e il Campidoglio dei nuovi posti di terapia intensiva ricavati per fronteggiare il picco dei contagi, previsto per i prossimi giorni: saranno cinque i nuovi covid hospital. Ma la sindaca dall'orecchio della propaganda non sembra sentire, nemmeno in un quadro di straordinarietà come quello vissuto dalla città in queste ore. Insiste sul Forlanini come fosse la panacea di tutti i mali. 

Senza perdere mai occasione per attaccare seppur tra le righe: "I posti letto in terapia intensiva sono pochi". E ancora: "Oggi devo dire che è stato aperto un nuovo ospedale Covid, che è la Columbus, per cui abbiamo ringraziato il policlinico Gemelli che lo ha messo a disposizione, ma abbiamo la necessità di avere posti". Nemmeno un grazie alla regione Lazio e nemmeno un cenno ai 1000 nuovi posti letto trovati a Roma nelle ultime 52 ore, 200 in terapia intensiva. 

Com'è ridotto il Forlanini: le immagini del 2015

Un atteggiamento che ha fatto infuriare la Pisana ma anche i presidenti dei municipi a guida Pd. "Il Campidoglio si deve impegnare con fermezza e rigore nel segnalare i rischi e il pericolo se non si resta a casa e imporre più controlli e accertarsi che i romani  rispettino le regole imposte dal decreto #iorestoacasa" scrivono i quattro minisindaci di I, II, III, VIII municipio, Sabrina Alfonsi, Francesca Del Bello, Giovanni Caudo, Amedeo Ciaccheri. Tradotto: basta polemiche, ognuno faccia la sua parte. 

Ma non è solo il Pd a storcere il naso. Le continue polemiche aperte dalla sindaca creano imbarazzo anche tra i suoi. "Forse sarebbe il caso di rimandare le polemiche a quando l'emergenza sarà conclusa" fa notare una consigliera. Dal M5s nazionale al governo nessuno le è andato dietro, nessuno ha rilanciato le sue istanze. Essere uniti è il messaggio lanciato, e quella di Raggi suona come voce stonata fuori dal coro. 

La capogruppo M5s in Regione Lazio Roberta Lombardi preferisce non commentare direttamente le parole della sindaca, ma sul Forlanini precisa: "Sicuramente in questi anni abbiamo visto un impoverimento generale del patrimonio sanitario. Penso sì al Forlanini ma anche al San Giacomo, o al Nuovo Regina Margherita. Spero saremo noi, una volta finita l'emergenza, a invertire la rotta".  Se sul Forlanini ha senso parlare di una riapertura? "Mi sembra velleitario discuterne ora senza nemmeno aver fatto un sopralluogo e aver capito realmente le tempistiche". E Lombardi non è la sola. In tanti rispondono al telefono con un tentennante "no comment". "E non mi citare nel pezzo eh", aggiungono. Un imbarazzo palese nascosto solo dalle condivisioni a comando sui social di alcuni consiglieri comunali a cinque stelle.

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Con la sindaca però, in un asse decisamente inedito, c'è la Lega. Dal partito di Matteo Salvini, tramite i suoi esponenti territoriali, si continua a chiedere a gran voce la riapertura della struttura. Lo scorso settembre un sopralluogo della consigliera regionale Laura Corrotti, dell'esponente della Lega di Roma, Fabrizio Santori, del capogruppo della Lega dei XII Municipio, Giovanni Picone. Chiedevano una "valorizzazione" del bene e oggi per l'emergenza coronavirus "la riapertura immediata". 

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