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Immagine d'archivio

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Coronavirus, lavoratori Ama hanno paura e restano a casa. Sindacati: "Abbandonati da gestione irresponsabile"

Dipendenti impauriti non vanno a lavoro. Raggi: "Azienda controlli assenze". Su tutte le furie i sindacati: "Garantisca sicurezza"

Poche mascherine, mezzi non sanificati a sufficienza, assenza di protocolli per gli accessi agli impianti di smaltimento, un contagiato accertato e altri colleghi in quarantena. Poi il terrore di contrarre il virus che spinge molti dipendenti a restare a casa sfruttando ferie, congedi e malattia, e il rischio di rallentamenti nella raccolta dei rifiuti. Eccolo, il caos in corso in Ama nel bel mezzo dell'emergenza coronavirus. 

I sindacati lo ripetono da giorni: l'azienda tuteli i suoi dipendenti. Ora infuriati contro la dirigenza della municipalizzata per una gestione giudicata "dilettantistica e irresponsabile", si sostituiscono ai vertici nel dare tutte le raccomandazioni ai dipendenti. "Se non lo fanno i dirigenti ci pensiamo noi" spiega a RomaToday il segretario della Cgil Roma e Lazio Natale Di Cola. Di ieri un volantino dal titolo 'Ama abbandona gli operai' per mettere in guardia i lavoratori dai rischi e suggerire buone pratiche di comportamento. 

"Ama non ci tutela, facciamolo da soli"

"Mantenete sempre le distanze di sicurezza - si legge nel vademecum - come davanti ai supermercati, quando timbrate, negli spogliatoi, davanti alle macchinette, durante il servizio etc..". E ancora, si raccomanda di "non salire mai su un mezzo senza poter garantire la distanza di sicurezza" e di non prendere servizio "senza aver igienizzato tutte le superfici, le cabine dei mezzi, le maniglie"

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Toni durissimi quelli usati dai rappresentanti di categoria, specie dalla notizia di un primo contagiato, un impiegato 54enne nel deposito Ama di Rocca Cencia, di altri dipendenti in isolamento domiciliare e di voci che si rincorrono ogni ora su ulteriori possibili contagiati. 

"Sono due settimane che chiediamo una riorganizzazione del servizio, anche perché si producono 1500 tonnellate in meno a settimana di rifiuti, e adeguate misure di prevenzione, protocolli specifici su come comportarsi, a tutela dei lavoratori" spiega ancora Di Cola. "E invece in Ama continuano ad andare avanti come se nulla fosse, tengono aperti i cimiteri e i bar aziendali. Si chiama irresponsabilità". Per questo pomeriggio è convocato il Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione, previsto da accordi a livello governativo, con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali. 

Pugno duro di Raggi: "Controlli su assenze"

Mentre la sindaca Raggi ha chiesto il pugno duro sulle assenze dei lavoratori, cresciute nelle ultime 48 ore, come ammesso dagli stessi sindacati. Più controlli serrati da parte dell'azienda, necessari - fanno sapere fonti del Campidoglio - "per evitare che il servizio di raccolta dei rifiuti possa subire rallentamenti proprio in questo delicato momento di lotta alla diffusione del coronavirus"

La replica: "Parole al limite dell'offensivo"

Dichiarazioni che gettano benzina sul fuoco. "Vanno bene i controlli - commenta Di Cola - ma adottare atteggiamento da sceriffo senza garantire le condizioni di sicurezza sul lavoro per quegli stessi lavoratori che stanno a casa non porta a nulla. Dichiarazioni di Raggi sono al limite dell'offensivo. Come sindacati stiamo portando avanti una campagna per istruire sugli atteggiamenti da tenere in servizio, e quindi rasserenare i dipendenti". Ma, è il messaggio, dovrebbero pensarci azienda e Campidoglio. 

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