Mense scolastiche, l’ira dei sindacati: “Il Campidoglio non vuole confrontarsi sul destino di 2mila lavoratrici”

L’uscita del nuovo bando è stata fatta slittare di 4 mesi ma CGIL, CISL e UIL dichiarano di averlo appreso solo dai giornali. C’è preoccupazione per il destino delle lavoratrici e per il costo del futuro servizio

Il bando sulla refezione scolastica per il quinquennio 2020-2025 si fa attendere. Ci vorranno almeno altri tre o quattro mesi per pubblicarlo. Però, la decisione, non è stata concertata.

La protesta 

L’amministrazione cittadina ha deciso di procedere autonomamente alla proroga dell’attuale servizio. Lasciando in sospeso tutti gli interrogativi che da tempo i sindacati stanno ponendo. “Secondo l’Amministrazione, sarebbe prematuro calendarizzare qualsiasi incontro” hanno dichiarato in una nota Filcams-CGIL Roma e Lazio, Fisascat-CISL Roma Capitale e Rieti e Uiltucs Roma e Lazio. 

L'assenza di confronto

Le tre sigle sindacali hanno fatto sapere di aver “più volte sollecitato richieste d’incontro all’assessore Veronica Mammì”. Anche “per fare il punto sul destino di oltre duemila lavoratrici e lavoratori delle mense scolastiche che operano all’interno degli istituti scolastici di Roma Capitale”. La richiesta non è stata accolta dal momento che “secondo l’Amministrazione – si legge nel comunicato di Filcams, Fisascat e Uiltucs -  sarebbe prematuro calendarizzare qualsiasi incontro”.

Addio al menù vegano

Il futuro bando è destinato a far discutere. Nel definire il servizio che, per i prossimi cinque anni, dovrà essere somministrato, l’amministrazione dovrà sciogliere diversi nodi. Tra questi anche le quantità di cibo che vengono portate in tavola. Negli ultimi mesi sono state oggetto di proteste e segnalazioni, anche da parte degli insegnanti. Qualcuno ha contestato anche l’introduzione di pasti vegani nel menù. Su questo, nel corso della commissione Scuola svoltasi il 12 maggio, sono arrivare delle rassicurazioni.  Addio al menù vegano. 

Le decisioni del Campidoglio

Ma è stato proprio nel corso di quella seduta di commissione che sono emerse le novità sul futuro bando.  La direzione dei Servizi di supporto al sistema educativo scolastico, in quell’occasione, ha chiarito che “è necessario prendersi del tempo per mettersi in regola con tutta una serie di questioni non semplici. Ed ha precisato che l'applicazione di nuovi criteri “comporterà inevitabilmente una rielaborazione della spesa per pasto". Una decisione che però, ai sindacati, non era stata comunicata. Così come non era stato annunciata l'intenzione di procedere con una proroga.

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Il destino dei lavoratori

“Riteniamo inaccettabile che il Campidoglio si comporti in modo così unilaterale, senza confrontarsi su tematiche importanti come la continuità del servizio” ma anche su questioni, ha precisato il sindacato, che attengono al costo dei pasti ed alla sicurezza sul luogo di lavoro. Un aspetto tutt'altro che trascurabile se si vogliono evitare altri contagi da Covid 19. Per questo, le tre sigle sindacali hanno tornano a chiedere “un confronto urgente ed immediato”. Servono certezze, soprattutto in questo periodo. Ci sono migliaia di lavoratrici che, segnala il sindacato, “non hanno un’idea di quando riprenderanno a lavorare e non sanno se ci sarà continuità occupazionale con un’ulteriore proroga del bando”. 

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