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Coronavirus, crollato il prezzo del latte. Coldiretti chiede lo “stato di crisi”

Coldiretti punta l'indice sugli effetti che il Covid 19 sta avendo sulla filiera. Avviato un confronto con le cooperatore del settore. L'obiettivo è stabilizzare il prezzo del latte vaccino

Latte. Foto Pixabay

Il protrarsi dell’emergenza Coronavirus sta mettendo in seria difficoltà il settore lattiero caseario. Le modificate abitudini alimentari dei romani hanno infatti aggravato una situazione che, ancor prima della pandemia, versava in condizioni critiche.

Il Covid ed il latte vaccino

Sono vari i fattori che si stanno innescando su un comparto che, da tempo, naviga in cattive acque. I romani si stanno orientando sempre di più verso i prodotti a lunga conservazione. Una scelta di consumo quasi inevitabile per chi, in questi mesi, si è trovato a dover affrontare le file fuori dai supermercati. Il coronavirus non ha conseguenze solo sui prodotti che si mettono nel carrello della spesa. La prolungata chiusura di bar ristoranti e la riapertura per la sola vendita dei primi, ha fatto diminuire sensibilmente la richiesta del latte e dei derivati che, quelle attività, erano solite somministrare.

Lo stato di crisi

Le conseguenze per il settore lattiero caseario sono serie. Coldiretti Lazio ha chiesto alla Regione “lo stato di crisi per il latte vaccino”. E con i produttori della filiera ha avviato un tavolo per definire le iniziative da mettere in campo. “Non vediamo prospettive a breve – ha spiegato il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – la filiera ha cercato di sostenere la produzione e il prezzo, ma i danni alla produzione sono ingenti”. 

Le spese vive

Ci sono delle spese incomprimibili, date dal costo che ogni allevatore deve sostenere per alimentare il proprio bestiame. Si tratta di un costo che, normalmente, viene ammortizzato alla vendita del prodotto. Ma senza acquirenti le spese finiscono per non essere compensate in alcun modo. Motivo per cui, ha ricordato Granieri “la filiera non può essere interrotta”.

L'aiuto della Regione

La Regione ha già deciso di destinare dei “fondi speciali" alle industrie lattiero-casearie ed ai caseifici che garantiscono il ritiro di latte italiano. Nel pacchetto di misure annunciate dall'assessora all'Agricoltura, è stata annunciata anche l'intenzione di indennizzare le spese di stoccaggio per il congelamento del latte.  Coldiretti, dal canto suo, ha presentato delle proposte. 

Stabilizzare il prezzo del latte

Nel tavolo di confronto avviato con le cooperative del settore, l'associazione dei produttori ha spiegato  quanto sia importante prevedere un fondo ad hoc per il ritiro di latte Uht prodotto nel Lazio. Andrebbe destinato a case di riposo, ospedali, Protezione civile. Al tempo stesso, ha sottolineato Granieri, è necessario “prevedere anche un progetto di valorizzazione che qualifichi l’altissima sostenibilità degli allevamenti dei bovini da latte. E importante, oggi e nel tempo, un percorso di programmazione che consenta di indicizzare il prezzo del latte” ha ribadito il numero uno di Coldiretti Lazio. Servirà ad evitare quelle fluttuazioni delle quali i consumatori raramente hanno consapevolezza. Ma che finiscono per avere drammatiche ripercussioni per i produttori locali. E quindi per l'agricoltura di tutta la Regione.

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