Covid, la grande crisi delle imprese romane: il 16% ha chiuso o valuta la chiusura

È quanto emerge da un'indagine condotta dalla Cna di Roma e la società di rilevazioni Swg: "Chiediamo la sospensione dei versamenti Iva e contributi a fondo perduto per gli affitti"

Negozi chiusi in via della Conciliazione, luglio 2020 (foto Ansa)

La crisi generata dalla pandemia di coronavirus sulle imprese romane si sta acuendo con forza durante questa seconda ondata. Delle quasi 500 imprese intervistate, solo un terzo è pienamente operativa, ma anche tra queste non mancano le difficoltà. È quanto emerge da un'indagine condotta nel mese di novembre dalla Cna di Roma e la società di rilevazioni Swg. 

Il 16% delle imprese intercettate ha chiuso o sta valutando la chiusura definitiva della propria attività, l’84% prevede un fatturato a fine anno significativamente inferiore a quello del 2019, il 53% è operativa ma in misura ridotta. In questo panorama gli interventi di ristoro condotti fino ad ora sono stati utili solo per il 27% delle imprese.

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Le attese sono in primo luogo quelle di una riduzione o sospensione dei prossimi adempimenti fiscali (in particolare contributi previdenziali e versamenti IVA che da qui a fine anno potrebbero mettere in grande difficoltà molte delle imprese più in crisi) e di un intervento sugli affitti.

"I dati raccolti parlano chiaro: molte sono le imprese romane che rischiano di chiudere definitivamente - commenta Stefano Di Niola, Segretario della CNA di Roma - la restante parte, anche quando ricomincerà a lavorare a pieno regime, non avrà risorse, visto che dovrà pagare affitti arretrati, dipendenti, materiali e scorte di magazzino. La pace fiscale non è più procrastinabile. La Cna di Roma la sta chiedendo a gran voce come primo punto per ridare ossigeno a una categoria sociale fortemente provata dalla crisi". 

"Chiediamo la sospensione dei versamenti Iva e contributi a fondo perduto per gli affitti. Bene la sospensione dell'IMU, ma sottolineiamo che la maggior parte dei piccoli imprenditori non sono proprietari delle mura dove svolgono le proprie attività e per loro la misura non è applicabile".

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