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Coronavirus, in Ama quattro positivi. La furia dei sindacati: "Tutele non bastano. Non siamo carne da macello"

La notizia di nuovi contagi in azienda agita ancor di più lo scontro. I Cobas: "Mascherine scarseggiano e le sanificazioni degli ambienti sono fatte a macchia di leopardo"

Camion Ama (immagine d'archivio)

"Non siamo carne da macello. Abbiamo notizia di nuovi contagi tra i lavoratori e non siamo più disponibili a concedere altro tempo". Stavolta a tuonare contro Ama sono i rappresentanti sindacali dei Cobas Roma.

La settimana scorsa la partecipata incaricata della raccolta rifiuti ha pianto la prima vittima di coronavirus, un capo operaio di 54 anni che lavorava nel deposito di Rocca Cencia. E a oggi, come riferito dai sindacati e come risulta a fonti aziendali qualificate, pur in attesa delle comunicazioni finali della Asl, risulterebbero quattro casi di positivi al covid-19. Tre sempre impiegati a Rocca Cencia e un quarto di servizio nello stabilimento di Ponte Malnome. Due in più rispetto alle ultime notizie circolate, abbastanza a scatenare la rabbia dei rappresentanti di categoria. 

Nel mirino le misure di sicurezza applicate in azienda da inizio emergenza, a loro dire ancora insufficienti. "I dispositivi di protezione individuale scarseggiano, le sanificazioni degli ambienti sono fatte a macchia di leopardo, le igienizzazioni dei mezzi di lavoro sono fatte con carta assorbente e detergenti commerciali che non sono nemmeno presidi medici".

E ancora, altro punto contestato, la chiusura delle docce ai dipendenti. "A fine turno ci viene impedito di fare la doccia come la tipicità del nostro lavoro richiede, cosicché siamo costretti a rivestirci dei nostri panni civili senza alcuna igiene e tornare a casa probabilmente contaminati". Un braccio di ferro quello sulla tutela della salute che va avanti oramai da inizio pandemia

La replica di Zaghis (Ama)

Sulla questione dei dispositivi di sicurezza si è espresso oggi l'amministratore unico di Ama Stefano Zaghis, convocato in commissione Ambiente. "Non temo smentita dicendo che Ama ha messo a disposizione un numero di dispositivi di protezione per persona non paragonabile a nessun'altra azienda del Lazio". E ancora: "Fino a domenica sono state distribuite ai nostri colleghi 160mila mascherine, tra quelle chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, e circa 220mila paia di guanti - ha aggiunto - attualmente abbiamo una giacenza in magazzino di circa 190mila mascherine e 50mila paia di guanti, oltre alle tute monouso che utilizziamo per gli interventi speciali". 

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