Coronavirus, dalla Regione sei milioni di euro per sostenere gli asili pubblici e privati

Con due delibere la Regione interviene a sostegno dei nidi, dividendo equamente uno stanziamento di sei milioni. Assessore Troncarelli: “Così alleviamo i contraccolpi del Covid 19 e gettiamo le basi per la fase 2”

La richiesta d’aiuto è stata ascoltata. Anche gli asili nido privati e quelli convenzionati potranno godere di finanziamenti economici. La prolungata chiusura, disposta per contenere il contagio del nuovo Coronavirus, sta infatti mettendo in crisi molte struttura. 

L'aiuto della Regione

Con due apposite delibere, la Regione Lazio è venuta incontro alle necessità dei nidi, stanziando complessivamente circa sei milioni di euro. Nel Lazio risultano accreditate circa 286 strutture. Duecentoventisette sono quelle private che, grazie al loro servizio, garantiscono alle famiglie della residente nel territorio oltre 7600 posti.

I fondi stanziati

Per i nidi privati non convenzionati si tratta di una boccata d’ossigeno. Il loro fatturato, derivando unicamente dalle rette pagate dalle famiglie, è crollato. Da un mese devono sostenere solo le spese per l’affitto e la manutenzione degli immobili, la loro sanificazione, i costi legati alle utenze ed al personale. Per queste realtà, che ospitano circa il 30% dei bambini iscritti nei nidi, sono stati stanziati 3 milioni. Serviranno a corrispondere 100 euro al mese da marzo e fino alla ripresa delle attività educativa, per ogni iscritto. Il provvedimento, comunque, non potrà estendersi oltre il mese di luglio.

Per i nidi pubblici e convenzionati invece, la Regione Lazio ha rivisto l’originaria destinazione dei fondi per l'abbattimento delle rette, pari a 6 milioni di euro. La quota che potrà essere utilizzata per fronteggiare l’emergenza è quella riferita al periodo da marzo a luglio e ammonta a circa 3 milioni di euro. Risorse da spendere per sostenere i costi di gestione e rimodulare i servizi sospesi, come previsto dall’articolo 48 del decreto Cura Italia. 

In soccorso dei nidi

“Quella decisa oggi dalla Giunta regionale è un’altra misura concreta e immediata che abbiamo voluto prendere per sostenere gli asili nido costretti ad affrontare questa emergenza sanitaria ed economica – ha commentato il governatore Nicola Zingaretti – Grazie ai fondi stanziati dalla Regione Lazio tutte queste attività, una volta terminata la fase più difficile, potranno riprendere più agevolmente il lavoro, senza il peso di bollette e affitti arretrati, ma anzi avranno anche la possibilità finanziaria di fare nuovi acquisti informatici e provvedere alla necessaria pulizia e sanificazione della struttura”.

Verso la fase 2

“Il nostro scopo è costruire le condizioni affinché, terminata l’emergenza, il servizio possa ripartire in sicurezza e continuità. -ha commentato l’assessora regionale Alessandra Troncarelli - entrambi i provvedimenti – rappresentano un ulteriore intervento concreto nell’ottica di una ripartenza che non escluda nessuno. La Regione Lazio conferma così l’attenzione continua verso le famiglie e i lavoratori, intervenendo per alleviare i contraccolpi della crisi sanitaria e gettare le basi per la fase 2”.

La prima Regione ad intervenire

Tiepidi apprezzamenti sono stati registrati anche da alcune realtà di settore. “Siamo grati alla Regione Lazio per il tempismo, dal momento che è stata probabilmente la prima, in Italia, a muoversi a supporto dei nidi privati – ha osservato Goffredo Sepiacci, presidente regionale Aninsei Confindustria – la speranza è che l’aiuto economico possa essere esteso anche ai nidi non accreditati che sono davvero tanti”. Si tratta di realtà che, per i servizi che offrono e per il lavoro che generano, non sono trascurabili.

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I nidi non accreditati 

“Sono grossomodo equivalenti, nel numero, ai nidi già accreditati – ha spiegato il presidente regionale dell’Associazione degli istituti non statali (Aninsei) - Il motivo per cui non hanno proceduto a registrarsi è di natura tecnica: c’è un progetto di legge regionale, il numero 99 del 2019, che sta per sostituire la legge precedente. E’ in dirittura d’arrivo, la concertazione con le sigle sindacali e le associazioni di categoria è già avvenuta. Poiché modifica in maniera significativa i parametri tra educatori e bambini e tra questi ultimi e gli ausiliari, molte strutture stavano attendendone la definitiva emanazione per accreditarsi”. Ad oggi queste realtà restano fuori dagli aiuti della Regione. E' un fatto però che 227 nidi privati non convenzionati, e le famiglie che vi avevano iscritto i figli, possono cominciare a guardare con più serenità al futuro. Si va verso la fase 2.
 

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