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Martedì, 5 Luglio 2022
Politica

Coronavirus, Amazon interviene: meno personale e più distanza. Stop allo sciopero, resta la paura dei lavoratori

Il colosso dell'e-commerce americano è corso ai ripari mettendo in campo alcune misure a tutela degli operai tra i quali comunque non cessano i malumori: "Stabilimento va chiuso, non svolge funzione necessaria"

Dopo giorni in stato di agitazione e lo sciopero proclamato dai lavoratori che chiedevano il rispetto delle misure anticontagio da Coronavirus, lo stabilimento di Amazon a Passo Corese torna a lavorare a pieno regime. Il colosso americano dell’e-commerce è infatti corso ai ripari rispondendo, almeno in parte, alle richieste di dipendenti e sindacati.

Coronavirus, lo stabilimento di Passo Corese torna alla normalità

Pause scaglionate ogni quarto d’ora per ridurre l’afflusso di persone nelle aree comuni, bar esterno chiuso perchè troppo piccolo per poter rispettare le disposizioni in materia di sicurezza. Anche i turni di lavoro sono stati riorganizzati in modo da ridurre il personale presente contemporaneamente nel magazzino. Nel reparto AFE, quello che si occupa dell’impacchettamento, le postazioni sono state distanziate fino a 3,5 metri, sono stati inoltre definiti percorsi per far defluire il personale a fine turno e anche a mensa. 

VIDEO | Amazon ai tempi del Coronavirus, il racconto di un lavoratore dello stabilimento di Passo Corese

Amazon, ecco le misure anticontagio da Coronavirus

“Tutti questi accorgimenti consentono ai lavoratori di rispettare la distanza di sicurezza di un metro sia durante l’attività lavorativa che nell’uso degli spazi comuni. Una riorganizzazione che rappresenta un grande risultato frutto della mobilitazione dei lavoratori” – hanno scritto in una nota Massimo Pedretti, per la Filt Cgil Roma e Lazio, e il Segretario Generale di Nidil Rieti Roma Est Valle dell’Aniene, Mihai Popescu, evidenziando però come per molti addetti continuino a mancare le mascherine.

L'USB invece chiede ad Amazon di provvedere a sanificazione e igienizzazione di tutti gli ambienti: pulizie più accurate e frequenti, per il sindacato di base, non bastano.

"Le postazioni vengono pulite dai singoli lavoratori a inizio e fine turno" - raccota uno degli operai di Amazon al telefono con RomaToday. “Amazon è un posto dove si lavora di fretta, non è l’ideale per mantenere misure di sicurezza stringenti. Tante norme - evidenzia il lavoratore - non si possono mettere in pratica”.

Ma nello stabilimento di Passo Corese le attività proseguono a ritmo incessante. L'azienda ha dato indicazione di privilegiare la spedizione di prodotti essenziali ossia generi alimentari, prodotti per la salute e la cura personale, oggetti necessari per lavorare da casa, libri e giocattoli per bambini.

"La realtà però è un'altra" - denuncia ancora l'operaio. "Ci troviamo ad impacchettare piastre per capelli e attrezzi per la ginnastica. Le persone stanno chiuse in casa e ordinano di tutto. E' paradossale che si continui a tenere aperto un polo come questo, grosso ma chiuso, che svolge una funzione non indispenabile".

VIDEO | Amazon ai tempi del Coronavirus, il racconto di un lavoratore dello stabilimento di Passo Corese

Coronavirus, i sindacati: “A lavoratori spetta indennità”

“Continueremo a vigilare sul rispetto delle misure previste dal DPCM e, anche a tal fine, ribadiamo la richiesta che venga costituito il comitato di cui all’articolo 13 del Protocollo firmato da Governo e parti sociali lo scorso  14 marzo per la verifica. Infine, ricordiamo ad Amazon e alle agenzie Adecco e GiGroup che i lavoratori con reddito inferiore a 40 mila euro, che hanno operato in sede a marzo, - sottolineano i sindacalisti - hanno diritto ad un premio di 100€, da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro, come previsto dall’articolo 63 del Decreto 18 del 17 marzo 2020”. 
 

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