Coronavirus, lavoratori Amazon “senza distanze nè mascherine”. I sindacati: “Azienda ci incontri o reagiremo”

Cgil, Cisl e Uil chiedono incontro urgente con Amazon di Passo Corese: "Si garantisca tutela salute a lavoratori che stanno compiendo sacrifici"

“Un incontro urgente sulle misure anticontagio”. E’ questo quanto chiesto dai sindacati ad Amazon di Passo Corese. La richiesta arriva dopo la denuncia di alcuni lavoratori e dei sindacalisti stessi sul presunto mancato rispetto delle prescrizioni utili ad evitare il contagio da Coronavirus

Coronavirus, lavoratori di Amazon “senza distanze e mascherine”

Nei giorni scorsi infatti i rappresentanti sindacali avevano segnalato criticità rispetto al distanziamento delle postazioni di alcuni reparti, la mancata dotazione di tutto il personale, sia diretto che in somministrazione, di dispositivi di protezione individuale per lo svolgimento della normale attività lavorativa e per l’utilizzo dei luoghi comuni, come la mensa, gli spogliatoi e i bagni. 

Coronavirus, stato di agitazione all’Amazon di Passo Corese

Da qui lo stato di agitazione. Sabato 14 marzo l’intesa di Cgil, Cisl e Uil con il Governo e le principali associazioni datoriali al fine di favorire protocolli anticontagio e mettere in sicurezza le lavoratrici e i lavoratori “che in questi giorni stanno garantendo, con enormi sacrifici, servizi pubblici essenziali, le produzioni necessarie per garantire il traffico merci, le produzioni alimentari e altro nel rispetto delle previsioni di cui al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020”.

Coronavirus, su Amazon ultimatum dei sindacati: “Sicurezza o reagiremo”

Tra loro anche i dipendenti di Amazon nello stabilimento di Passo Corese. “In caso di mancata convocazione, loro malgrado, le organizzazioni sindacali – avvisano Cgil, Cisl e Uil - saranno costrette ad attivare tutte le procedure contrattuali e di legge previste per la tutela dei diritti dei lavoratori”. 

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“Mai, ma soprattutto in questo momento, il profitto delle aziende deve essere realizzato sulla pelle dei lavoratori! Chiediamo alle autorità competenti di prendere i dovuti provvedimenti per ricordare ad Amazon che c’è una grande emergenza sanitaria e che vanno prese le giuste precauzioni sanitarie. Le attività lavorative di prima necessità, quali quelle relative ai beni alimentari e farmaceutici, vanno espletate con la massima prudenza. Le altre attività lavorative – il suggerimento di Marco Sgavicchia, segretario della sezione PCI di Fara Sabina - possono e debbono essere sospese”. 
 

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