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Parchi e ville storiche, il Campidoglio naviga in alto mare: resta il rebus sull’apertura

La Sindaca deve sciogliere il nodo sui controlli necessari al rispetto delle distanze di sicurezza nei parchi. Anche i municipi restano alla finestra in attesa d'una decisione che, il Campidoglio, non può più rimandare

Nella foto Villa Lazzaroni

Prorogare l’ordinanza di chiusura oppure aprire nel rispetto della volontà espressa dal governo? Il Campidoglio si trova difronte ad una scelta complicata. La decisione deve però essere presa in tempi rapidi perché il 4 maggio si avvicina ed i cittadini vogliono sapere se sarà possibile tornare a frequentare parchi, giardini e ville storiche.

I municipi in attesa di risposte

“La decisione ancora non è stata presa” fanno sapere gli assessorati municipali, mai come in queste ore in contatto con Roma Capitale, per conoscere quali siano le sorti dei rispettivi territori. Le risposte sono attese nelle prossime ore, sono ancora numerosi i nodi da sciogliere. “A noi non hanno comunicato ancora nulla” ha spiegato Salvatore Basile, assessore all’ambiente del Municipio VII. E’ uno dei territori più verdi della capitale, quello dove ricadono il parco dei Tor Fiscale, degli Acquedotti e della Caffarella e dove sono presenti anche altri importanti e frequentati polmoni verdi come villa Lazzaroni, Villa Lais e Villa Fiorelli. “Dal punto di vista manutentivo – ha sottolineato Basile – noi siamo pronti. Durante questo periodo gli sfalci e tutti gli interventi necessari sono stati eseguiti”. 

La manutenzione dei parchi

Anche la Sindaca, il 20 aprile, aveva provato a rassicurare i romani. “In questi giorni di chiusura legata all’emergenza Covid-19 - aveva dichiarato  Virginia Raggi mostrando i giardinieri in azione - Abbiamo avviato un'operazione di manutenzione nei parchi e nelle ville storiche di Roma. Interventi di pulizia, sfalcio e potature delle piante, renderanno il nostro patrimonio verde ancora più bello sicuro, in modo da accoglierci al meglio al momento della riapertura”.  Va però risolto il rebus sul modo in cui, quest’ultima, andrà garantita.

Gli interrogativi da risolvere

Nel DPCM di domenica 25 aprile si fa riferimento alla necessità di far rispettare, nella aree verdi “la distanza di sicurezza interpersonale di un metro”.  E contestualmente resta “vietata ogni forma di assembramento di persone”. Ma quindi è possibile accedere alle aree ludiche dedicate ai bambini? E chi dovrebbe incaricarsi di verificare le distanze? Anche gli ingressi contingentanti necessitano di persone poste a controllare l’accesso nelle aree verdi. Ma chi dovrebbe occuparsene? I sindacati di Polizia locale hanno già espresso forti perplessità in relazione al loro possibile impiego. Anche l’efficacia dei droni è tutta da testare. Sono stati utilizzati quando l’accesso ai parchi era vietato, per verificare se qualcuno vi fosse entrato violando le prescrizioni. La validità del loro impiego è inversamente funzionale al numero di persone. 

Il nodo dei controlli

In definitiva, per aprire parchi e ville storiche, bisogna sciogliere il nodo relativo a chi affidare il controllo dei loro fruitori. Sono quindi due le strade che il Campidoglio ha la possibilità d’intraprendere. Può scegliere di prorogare l’attuale divieto di accesso. Oppure può provare ad aprire un limitato numero di parchi, per sperimentare le soluzioni più facili. La soluzione è attesa a stretto giro. 
 

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