Il Pd smonta il sindaco Marino: "Noi trasparenti, non come la giunta"

Critico il presidente dell'Aula Coratti verso le parole del primo cittadino. Intanto il Pd capitolino lo mette alla prova: "Ora piano di rientro allineato al bilancio"

Un piano di rientro allineato al bilancio e un rilancio dell'azione amministrativa rafforzata, magari più avanti, da qualche nuovo nome in giunta che potrebbe arrivare entro l'estate. Dopo la vittoria elettorale delle europee, il sindaco Ignazio Marino e la 'sua' maggioranza democratica sono di nuovo ai ferri corti. E le indicazioni che dettano la linea al Campidoglio suonano come l'ennesimo banco di prova per il sindaco Marino, da sempre imputato di “fare sempre di testa sua”, per dare seguito al cambio di passo richiesto da un Pd romano a sua volta alle prese con un riassestamento interno. “Dare risposte ai cittadini” ed evitare, almeno ufficialmente, le polemiche, sembra essere la linea del Pd in Campidoglio, sorvegliato speciale dal partito nazionale.

LA LINEA Prima i problemi di Roma, poi il rimpasto. La linea è tracciata dal coordinatore della maggioranza Fabrizio Panecaldo al termine dell'incontro che si è tenuto ieri pomeriggio in via delle Vergini: “L'incontro con il gruppo è andato molto bene, abbiamo parlato dei temi di Roma, su quelli costruiremo un percorso e una volta che avremo concentrato l'attenzione su quelle tre o quattro linee guida a quel punto potremo parlare di eventuali nomi, ovviamente fuori da logiche di corrente, ipotizzando sulla base dei problemi quali possano essere i solutori migliori. Che forse non saranno quelli letti sui giornali” ha spiegato. Per Panecaldo un possibile rimpasto dovrebbe arrivare “tra l'estate e l'autunno, ma non lo so di preciso, perchè prima bisogna individuare i temi e poi i nomi".

TENSIONE - A pesare su una giornata non proprio distesa, le parole che l'ex senatore dem ha rilasciato sulle pagine del Corriere della Sera: “Io sono veloce come Renzi. La maggioranza cambi ritmo”. E ancora.“Nelle ultime settimane l'Assemblea capitolina si è riunita poche volte” ha affermato imputando non proprio velatamente al Consiglio i ritardi nell'azione amministrativa capitolina in particolare per quanto riguarda il bilancio, approvato entro la fine di aprile in giunta e non ancora licenziato dall'Aula Giulio Cesare che attendeva di passare prima la tornata elettorale delle europee. Affermazioni che non sono piaciute ai consiglieri capitolini, in particolare al presidente dell'Aula Giulio Cesare Mirko Coratti: “Abbiamo dati confortanti sugli atti votati e presentati in Assemblea capitolina, è tutto consultabile online in massima trasparenza, a differenza magari della Giunta, che non trasmette in videostreaming nè mi sembra abbia fatto quella grande operazione di trasparenza anche di pubblicazione dei costi come noi, ma non voglio entrare in polemica" ha detto.

L'INCONTRO – Ieri pomeriggio oltre tre ore di riunione, dalle 12 alle 15, in via delle Vergini per il gruppo capitolino del Pd insieme ai segretari di Roma e del Lazio, Lionello Cosentino e Fabio Melilli. Al centro gli obiettivi per le prossime settimane: “L'impostazione del piano di rientro e il legame che ci deve essere con il bilancio, con i municipi che stanno iniziando a dare i pareri” spiega Cosentino. Per il segretario “l'obiettivo è un documento di piano di rientro serio e impegnativo che indichi la direzione per il taglio degli sprechi e la riorganizzazione della macchina, perché questo è il vero banco di prova del cambio di passo politico che chiediamo” ha spiegato. Valutare la tenuta del governo Marino prima di effettuare, eventualmente, un bilancio. Questa sembra essere la linea che si sono dati i democratici romani.

I TEMPI –“Bilancio e piano di rientro devono correre insieme. Il 6 giugno scadrà il termine dei municipi per restituire i pareri sul bilancio e il 10 dovrebbe essere pronta la bozza del piano di rientro” ha spiegato il capogruppo Pd in campidoglio Francesco D'Ausilio. “Sostanzialmente arriveranno in parallelo, dunque ci aspettiamo che le previsioni del 2014 contenute nel piano di rientro possano anche influenzare la bozza di bilancio”.

RIMPASTO – Nelle dichiarazioni ufficiali nessuno parla di rimpasto. “Il Pd è compatto con il sindaco" ha assicurato a fine riunione Antonio Stampete, consigliere capitolino democratico, spiegando che, in chiave rimpasto, “nessuno formalmente ha mai avanzato proposte di poltrone. Se proprio ci deve essere un cambio, comunque, sia politico e non tecnico perché per dare risposte ai cittadini serve la politica". Dello stesso parere anche Lionello Cosentino: “Su un eventuale rimpasto deciderà il sindaco, e comunque, se lo riterrà necessario, sarà il frutto e la conseguenza di questa prima parte di lavoro su piano di rientro e bilancio. Comunque non ci interessano trattative sui nomi”.

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