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Politica

Il mistero del convegno anti-gender ospitato dal Campidoglio: "Abbiamo detto no"

La locandina di un'iniziativa promossa da associazioni ultracattoliche e a protezione della famiglia tradizionale riporta la Sala della Protomoteca come luogo di svolgimento. Tempesta (Pd): "Erano stati già diffidati"

Un convegno sulla transizione di genere organizzato da associazioni che si occupano di "teoria gender" e famiglia tradizionale, al quale aderisce anche il "Family Day", in una delle sale più belle del Campidoglio guidato da un'amministrazione di centrosinistra. E' possibile? A leggere una locandina diffusa nelle ultime ore sì. Ma forse gli organizzatori si sono fatti prendere la mano.

locandina transizione di genere 28 novembre-2

L'evento anti-transizione di genere sponsorizzato da ultracattolici e Family Day

L'evento si chiama "transizione di genere: idee e strumenti per proteggere donne e bambini". Tra i promotori l'associazione "Non si tocca la famiglia", la rivista mensile cattolica "Tempi", "Le petite sirene", "Genitori De Gender" e l'osservatorio di Bioetica di Siena. Tra gli ospiti il giornalista Emanuele Boffi, il presidente del Family Day Massimo Gandolfini e l'insegnante Giusy D'Amico, che nel 2016 si scagliò duramente contro la legge Cirinnà sui diritti civili della coppie omosessuali. Il tutto con l'indicazione di luogo nella sala della Protomoteca in Campidoglio, anche se senza il logo di Roma Capitale. 

La reazione dell'ufficio Lgbt+: "Non c'è spazio per omofobi anti-diritti in Campidoglio"

Immediatamente si è scatenata la polemica. La consigliera del Pd Giulia Tempesta sul suo profilo personale di Facebook fa sapere che "ho accertato che il cerimoniale del Campidoglio il 17 ottobre ha intimato agli organizzatori di rimuovere dalla locandina l'indicazione della Sala e ha diffidato gli stessi dalla diffusione". E' intervenuta poi anche la coordinatrice dell'ufficio diritti Lgbtq+ di Roma Capitale, Marilena Grassadonia: "È politicamente inaccettabile che una qualsiasi sala del Campidoglio e dell'amministrazione capitolina in genere - scrive in una nota - ospiti e dia spazio ad iniziative evidentemente discriminatorie. Ho segnalato questa iniziativa non appena ne sono venuta a conoscenza - prosegue - e non capisco come sia stato possibile che sia circolata, e circoli ancora, una locandina in cui si invita ad un improbabile evento 'contro la propaganda gender', per di più nel giorno dell'anniversario della marcia su Roma. Voglio essere molto chiara: non ci può essere spazio, in Campidoglio, per eventi promossi da organizzazioni notoriamente omofobe e contrarie ai diritti". 

La Lega: "Clima di violenza, faremo interrogazione su esistenza ufficio politico Lgbt+"

Una presa di posizione che non è piaciuta affatto al leghista Fabrizio Santori e al vicecoordinatore Maurizio Politi: “Riteniamo assurdo e discriminatorio che alcuni delegati del Sindaco vogliano tornare al medioevo - scrivono - , stilare liste di proscrizione e vietare l'utilizzo delle sale in Campidoglio. Un atto di protervia istituzionale che rischia di creare un pericolosissimo precedente. L'ufficio politico Lgbt+ capitolino è dunque il nuovo organo deputato a stabilire chi può utilizzare le sale del Campidoglio, un patrimonio che appartiene a tutti i romani? Per l'utilizzo delle sale esiste un regolamento e pretendiamo che il Sindaco lo faccia rispettare. L'assurda nota da parte dell'ufficio politico, su cui presenteremo un’interrogazione per capire a che titolo occupa delle stanze in via dei Cerchi senza alcun atto che lo autorizzi, dimostra ancora una volta come la volontà di questi soggetti sia semplicemente quella di censuare chi la pensa diversamente, ponendosi al livello dei peggiori odiatori e dittatori in circolazione. Questo clima ha già visto appesi due manichini di La Russa e Fontana a Roma e tanto altro che a breve scaturirà in ulteriori atti di violenza”. 

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