Politica

Settecento euro alle famiglie rom per portare i bimbi a scuola: è scontro

Tramite un comunicato stampa FP CGIL Roma Ovest, ha espresso il suo parere negativo in merito a questa decisione presa dalla Giunta Alemanno: "L'unico risultato sarà ulteriore ostilità nei confronti di una fetta di popolazione rom presuntamente privilegiata"

La Giunta Alemanno ha annunciato pubblicamente che dal prossimo anno verranno dati soldi direttamente alle famiglie dei minori Rom affinchè accompagnino questi ultimi a scuola. In virtù di questo, dal prossimo anno non esisterà più il servizio di scolarizzazione dei rom, che prelevava e portava i bimbi a scuola.

Questa decisione però non ha trovato l'approvazione di tutti. La FP CGIL e il  il consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà e Coordinatore del Gruppo Federato della Sinistra in Provincia Gianluca Peciola, hanno infatti criticato il Comune di Roma.

FP CGIL - Tramite un comunicato, la FP CGIL Roma Ovest ha espresso la sua opinione in proposito: “In generale non possiamo non accogliere con favore l’idea di un contributo di 700 euro a qualsiasi famiglia a basso reddito con minori a rischio di evasione scolastica, anche per quelle residenti nei campi. In questo caso invece si vuole dare un'elemosina ad alcune famiglie che vivono nei campi affinché si preoccupino di mandare i propri figli a scuola, cosa che normalmente qualsiasi famiglia sarebbe obbligata a fare senza per questo prendere un euro.”  Ritengono che in questo modo si arrivi ad ottenere come unico risultato, ulteriore ostilità nei confronti di una fetta di popolazione rom presuntamente 'privilegiata'. “Niente più mediazione con le famiglie, lavoro di rete nei quartieri, progetti di autonomia e sostegno didattico – continua il comunicato - Niente più laboratori e soprattutto nessun servizio sociale deve entrare nei campi rom grazie a vigilantes armati che stazionano all'esterno, dopo che le loro ditte si sono viste aggiudicare direttamente dal Comune (senza regolare gara) appalti milionari a spese della collettività.”

In base all'opinione di FP CGIL, per la Giunta Alemanno, la pubblica amministrazione deve disinteressarsi di servizi essenziali che si preoccupano di andare alla radice di gravi problemi sociali, mandando inoltre a casa centinaia di operatori qualificati, ma può sperperare il denaro di tutti i cittadini per servizi inesistenti o per appalti a ditte amiche per lavori di nessuna utilità collettiva (come la sorveglianza armata).

“Viene così mandato al macero il patrimonio di lavoro, competenze educative e di "cultura della mediazione" costruito negli ultimi 15 anni dagli operatori sociali e da quella parte di società civile che ha interagito con le persone che abitano nei campi e con i territori che li ospitano” - prosegue il comunicato stampa -  Come operatori del settore pensiamo il nostro intervento come rivolto ai territori, non sentiamo di avere utenti da assistere, ci rivolgiamo ai quartieri, comprendendo quindi anche chi abita i campi, abbiamo la presunzione di voler migliorare la qualità della vita delle persone che vivono nelle periferie romane, la convinzione di credere che la scolarizzazione sia un processo che ha come scopo la lotta all’evasione scolastica, all’esclusione dal mondo del lavoro, alla devianza giovanile, alla decompressione dell’odio etnico, al sostegno alla conoscenza reciproca ed alla partecipazione e al rafforzamento della libertà di scelta per i giovani.” La FP CGIL ritiene inoltre che gli effetti reali del piano nomadi,  siano stati fino ad ora assolutamente disastrose che abbiano portato indietro di decenni con il moltiplicarsi dei campi abusivi e l’isolamento dal territorio all’interno del quale molti dei rom avevano relazioni sociali e lavorative.

“Come FP Cgil e operatori che lavorano nei campi vogliamo impegnarci in una battaglia per impedire questo scempio e per difendere il nostro lavoro ed il nostro ruolo nella fantomatica 'emergenza rom'. E’ ora di togliere la foglia di fico dell’emergenza a chi vuole decidere, in deroga a ogni funzionamento democratico e trasparente, su ogni aspetto della vita economica e sociale dei cittadini. Chiediamo di aprire un tavolo di confronto serio sugli interventi di integrazione che coinvolga gli operatori che hanno esperienza pluriennale sul campo e tutti gli attori sociali coinvolti per confrontarsi sulle proposte del Comune di Roma, fare un bilancio degli interventi fatti e concordare la futura progettualità.”

GIANLUCA PECIOLA  - Anche il consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà e Coordinatore del Gruppo Federato della Sinistra in Provincia Gianluca Peciola non si trova d'accordo con la decisione del Comune di far sparire la scolarizzazione e quindi i pullmini che portavano a scuola i bambini rom e in una nota ha affermato: "E' inaccettabile che la Giunta Alemanno stia tentando di smantellare il servizio di scolararizzazione per i minori rom, che funziona da oltre 15 anni e che vede impiegati 200 operatori sociali, che ora rischiano di perdere il posto di lavoro".

"La fine del servizio di accompagno dei bambini con i pullmini a scuola deve essere graduale e dovrebbe coincidere con la chiusura dei campi grazie allo sviluppo di progetti di inserimento socio-abitativo. - continua Peciola - Un taglio drastico avrà ricadute pesantissime sul tasso di scolarizzazione dei rom. Il fatto, poi, che i soldi vengano dati direttamente alle famiglie per incentivarle a mandare i figli a scuola è un'aberrazione, in quanto in Italia vige l'obbligo scolastico. La prospettiva deve essere quella della fine graduale del servizio di accompagno quando però le famiglie saranno in grado di portare i loro figli a scuola, e per favorire questo processo - conclude Peciola - devono essere coinvolti gli operatori sociali che dovranno essere utilizzati come mediatori scuola-famiglia".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Settecento euro alle famiglie rom per portare i bimbi a scuola: è scontro

RomaToday è in caricamento