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Multiservizi, Colomban in Aula smentisce Muraro: esplode la protesta dei lavoratori

L'assessore alle Partecipate frena sull'acquisizione promessa dalla collega all'Ambiente. "Probabilmente non era ancora uscito il dettaglio della legge Madia" spiega. I dipendenti: "Buffoni"

Dietrofront. Il discorso dell'assessore alle Partecipate Massimo Colomban ha avuto l'effetto di una doccia fredda ieri pomeriggio per le decine di lavoratori della Roma Multiservizi presenti in Aula Giulio Cesare per il consiglio straordinario sul tema: il Campidoglio, al momento, non proseguirà all'acquisizione di tutte le quote della municipalizzata che si occupa del global service scolastico e della manutenzione di una parte del verde cittadino. La strada per trasformarla in municipalizzata di 'primo livello' internalizzando il servizio e mettendo di fatto al sicuro gli oltre quattro mila posti di lavoro.

Colomban ha ribadito le sue preoccupazioni relative alla salvaguardia dei posti dell'occupazione e della qualità del servizio "ma operando come nel nostro caso con partecipate pubbliche, ci dobbiamo attenere al rispetto di leggi e norme governative (il riferimento è alla legge Madia, ndr) che potrebbero dettare o limitare le interpretazioni e soluzioni sopra dette e che quindi anche noi dovremo rispettare". Un discorso molto diverso rispetto alle affermazioni dell'assessore all'Ambiente Paola Muraro che nel corso di una commissione capitolina all'inizio di ottobre aveva assicurato che la "volontà dell'amministrazione è che la Roma Multiservizi diventi al 100 per cento di proprietà del Campidoglio". Cosa è cambiato nel frattempo? "Probabilmente non era ancora uscito il dettaglio della legge Madia, poi rileggendola abbiamo consultato fior fiore di avvocature per trovare una via d'uscita" ha spiegato ancora Colomban sollecitato dalle opposizioni. 

La rabbia dei lavoratori è palpabile. Fin dai primi minuti della seduta, che inizia con la sala praticamente vuota e decine di dipendenti in coda all'ingresso di Palazzo Senatorio. Qualche minuto di polemica con l'opposizione e la sala si riempie di lavoratori. Con loro anche il sindacato Usi (Unione sindacale italiana) che diffonde un volantino con alcune richieste: internalizzazione dell'azienda, clausole di salvaguardia per tutti i lavoratori, sospensione del bando di gara a cinque lotti per il global service e la modifica della delibera dell'amministrazione Marino che prevede la razionalizzazione di tutte le partecipate. Sulla discussione pende anche il ricorso al Tar al bando per l'affidamento dei servizi in Global Service, che occupa circa 2400 lavoratori, pubblicato dall'amministrazione Raggi nel luglio scorso avanzato da un gruppo di piccole e medie imprese. L'11 gennaio ci sarà la discussione. "Inseriremo tutte le clausole possibili, previste e ammesse dalle leggi per la salvaguardia dei lavoratori e della qualità dei servizi. Saranno due punti importantissimi che inseriremo nell'eventuale bando che faremo dopo l'11 gennaio" ha aggiunto l'assessore che incalzato dalle proteste ha poi aggiunto: "Stiamo valutando ogni possibile misura alternativa alla dismissione". 

IL VIDEO DELLA CONTESTAZIONE

La discussione in Aula è accesa. Tra l'opposizione e la maggioranza pentastellata ma anche tra i dipendenti della Roma Multiservizi. Il presidente dell'Aula Marcello De Vito, che da consigliere si era occupato della vertenza, scende tra il pubblico per parlare direttamente con i lavoratori. La protesta esplode al momento della discussione degli ordini del giorno. A far scattare cori e urla la bocciatura del documento presentato dal consigliere Alessandro Onorato della Lista Marchini, primo firmatario della richiesta del consiglio straordinario su Roma Multiservizi, che chiedeva l'internalizzazione della società e la piena salvaguardia dei posti di lavoro tramite la sospensione del bando in global service. La contestazione si incanala verso i consiglieri pentastellati. La discussione dell'ordine del giorno della maggioranza viene spesso interrotta dalle urla dei presenti. "Capisco gli interventi accorati del pubblico, ma noi abbiamo accordato questo Consiglio straordinario e ci stiamo mettendo la faccia. Per 20 anni chi ora si erge paladino non ha fatto nulla, ma non vuol dire che non ci prenderemo le nostre responsabilità" prova a chiudere il capogruppo Paolo Ferrara. 

Alla fine viene approvato l'ordine del giorno della maggioranza, "meno impegnativo del precedente (l'odg a firma Onorato, ndr) ma ha un valore perché ci mettiamo l'impegno e la faccia" ammette Ferrara. L'impegno è quello di "verificare ed eseguire tutte le procedure giuridicamente percorribili per rendere la Multiservizi una società di primo livello" e a "verificare, in ogni caso, tutte le possibili alternative e procedure atte a garantire la massima tutela dei livelli occupazionali e, nel contempo, il più elevato livello del servizio". Nelle premesse dell'odg si sottolinea che "l'amministrazione si è riservata il diritto di revocare il bando global service qualora 'dovessero maturare i presupposti per l'esercizio in autoproduzione delle relative prestazioni'". Torna il silenzio in Aula ma l'ordine del giorno viene accolto con freddezza dai presenti. "Oggi ci aspettavamo altre risposte" il commento di un lavoratore. 

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