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Consumi idrici, a Roma aumentate le bollette di oltre il 5% in un anno

Nel report di CittadinanzAttiva su prezzi e tariffe emergono anche le maggiori criticità lamentate dalle famiglie:

Bollette incomprensibili, livello di pressione dell’acqua troppo basso ed interruzioni idriche eccessivamente frequenti. Sono questi alcuni degli aspetti che i residenti del Lazio considerano più critici nell’ambito delle forniture idriche garantite alla regione, come emerge dal recente report stilato dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanza attiva.

L'aumento della bolletta in percentuale

I disservizi di cui i cittadini del Lazio si lamentano maggiormente, fanno il paio con una situazione che vede un costante aumento della bolletta idrica. Nella regione si è registrato infatti un aumento del 5,5 % rispetto al 2021. E’ in linea con l’aumento registrato su tutto lo stivale, con differenze tra un capoluogo e l’altro. Ad esempio a Roma questo incremento è stato superiore, attestandosi al 7,4%. Un dato che è calcolato sulla base del consumo di 192 metri cubi d’acqua: valore che corrisponde all’utilizzo dell’acqua che mediamente fa una famiglia di 3 persone.

Quanto si paga in media a Roma

Sul piano economico il nucleo famigliare descritto, a Roma, paga 442 euro. Più dei reatini, che arrivano a 400 euro, ma sicuramente meno degli abitanti di Frosinone. Il capoluogo ciociaro sembrerebbe un caso a parte perché lì una famiglia di tre persone deve fare i conti con una bolletta davvero molto salata: 883, la più cara d’Italia. Per ridurre l’impatto del consumo idrico sul portafogli, CittadinanzAttiva ha calcolato anche quanto potrebbe essere la spesa per una famiglia più attenta, che consuma 150 metri cubi d’acqua. A Roma, questa ipotesi, farebbe spendere 341euro l’anno, con un risparmio di 101 euro.

Bollette nei capoluoghi di provincia

Le criticità rilevate nel servizio

Cosa c’è che maggiormente non va nel servizio idrico? Andando a confrontare il giudizio degli abitanti della regione con quelli emessi dal resto del paese, si riscontra subito una maggiore insoddisfazione delle famiglie laziali per il Livello di pressione dell’acqua: se ne lamentano il 21.4%, contro la media del 15,4% registrata nel resto del paese. In generale non va proprio il servizio complessivo, che fa registrare l’insoddisfazione del 18,5% dei laziali, contro il lamentato nel resto dello stivale.

Altra questione che merita attenzione è relativa alla frequenza di lettura dei contatori: per chi abita nella regione vengono controllati troppo di rado. E questo rischia d’inficiare i sacrifici di quanti cercano di essere virtuosi, nel consumo idrico, sperando così facendo di ricevere anche una bolletta meno salata. Di questo aspetto si sono lamentate il 28,9% delle famiglie laziali, mentre nel resto del paese è una lagnanza che ha riguardato il 5% in meno della popolazione.

Motivi di insoddisfazione delle famiglie laziali

La dispersione idrica

Cosa fare, oltre a cercare di diminuire il consumo idrico delle famiglie? Secondo Cittadinanza Attiva, a livello nazionale, “è necessario l’intervento sulle infrastrutture per evitare la perdita di circa la metà dell’acqua immessa nelle tubature”. Vale anche per il Lazio ma con significative differenze. Latina, come capoluogo di provincia, disperde infatti il 70,1% della risorsa idrica, Roma il 32,9%. E’ meno della media nazionale (42%) ma è comunque un fattore di spreco su cui poter intervenire.

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