Aprire gli spazi chiusi e stop all'obiezione di coscienza: scatta la mobilitazione del Coordinamento dei consultori

Obiettivo: arrivare a inizio settembre con una manifestazione sotto la Regione Lazio

Apertura dei consultori chiusi di via Casilina e via Spencer, nel V municipio. Somministrazione della pillola abortiva Ru486 nei consultori e a casa fino alla nona settimana. Eliminazione degli obiettori di coscienza nei consultori. Sono alcune delle richieste alla base della campagna di mobilitazione lanciata oggi dal Coordinamento delle Assemblee  dei consultori  delle donne e delle soggettività Lgbtqi+ dei Consultori del Lazio. Obiettivo: dare appuntamento a tutte le realtà che in questi mesi si sono mosse per una sanità territoriale, pubblica, laica, gratuita e umanizzata per un presidio sotto la Regione a inizio settembre.

"La Regione Lazio, in due anni di tavoli con il Coordinamento, si è impegnato pubblicamente con le donne, i lavoratori e le lavoratrici, di sciogliere i nodi che abbiamo denunciato come determinanti l'impoverimento dei consultori, rendendoli sempre meno accessibili e funzionali", si legge in una nota. "Si tratta di problemi strutturali legati al personale, che porta alle chiusure di consultori o annessioni snaturanti in Case della Salute, ridotto a causa del blocco del Turn Over e di concorsi lenti per le neo assunzioni, legati alla logica aziendale a cui si è piegata la sanità pubblica, legati al continuo e sottile lavoro di limitazione della libertà di scelta delle donne". Continua a nota: "Tavoli e promesse hanno un senso solo se si concretizzano: non tolleriamo più chiacchiere ben orchestrate in campagna elettorale".

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La mobilitazione chiede la riapertura dei consultori chiusi di via Casilina 711 e di via Spencer, 282; l'adeguamento degli spazi di Silveri ad oggi insufficienti; la somministrazione della Ru486 nei consultori/at home fino alla nona settimana; l'eliminazione degli obiettori di coscienza dai consultori, garantendo il loro trasferimento in altre strutture, entro il 4 settembre 2020, non essendo la loro presenza confacente alla legge 194/78, tantomeno conforme al Decreto 152/2014 a firma di Zingaretti. Infine: "L'effettiva apertura dei consultori pubblici a tutte le libere soggettivitá nel loro processo di autodeterminazione rispetto a genere e orientamento sessuale consapevol* che a questo debba corrispondere una mirata formazione del personale che garantisca anche il consolidamento dei programmi di educazione  alle differenze, all’affettivita e alla sessualità in tutti i livelli di formazione". 

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