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Partecipate, caos in Aula. Il voto 5S interrompe i lavori, l'opposizione: "Emergenza democratica"

Al consiglio straordinario sulla riorganizzazione delle aziende comunali anche l'assessore Lemmetti

Scranni riservati alla Giunta occupati per protesta e un’opposizione decisa a lanciare l’allarme “emergenza democratica”. È questa la fotografia che ha chiuso il consiglio straordinario sulla riorganizzazione delle partecipate in programma per questa mattina, dalle 11 alle 14, in Aula Giulio Cesare. Un consiglio dedicato alla complicata situazione delle aziende della galassia di Roma Capitale, che si sarebbe dovuto concludere, ha spiegato il capogruppo Pd “con la votazione di 5 ordini del giorno relativi alle 5 aziende più problematiche”. Invece, a consiglio partito alla terza chiamata per assenza di numero legale, la discussione si è esaurita insieme al tempo a disposizione con la maggioranza del Movimento cinque stelle che ha negato all’opposizione la richiesta di prolungare i lavori fino alla replica dell’assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti, e alla votazione finale.

Anche l’avvio della seduta, inizialmente convocata martedì e poi slittata ad oggi per assenza degli assessori competenti, è stato segnato dalle proteste delle opposizioni contrarie alla decisione del presidente dell’Aula, Marcello De Vito, di far partire la discussione generale senza una relazione di Lemmetti. Alla fine l’assessore è intervenuto, anche se il quadro delineato rappresenta una serie di situazioni aperte. “Sto portando avanti il piano di razionalizzazione delle aziende contenuto nella delibera 53” ha spiegato specificando però che “gli obiettivi non sono stati completamente raggiunti”. 

Sulla cessione delle quote di Centrale del Latte “ci sono alcuni dialoghi aperti. È intervenuta anche la magistratura”. Poi ha ammesso: “Siamo in ritardo sulla programmazione del bilancio consolidato”. Il motivo, ha spiegato Lemmetti, è da individuarsi nella situazione di Ama, il cui bilancio non è ancora stato approvato scatenando l’allarme dei sindacati sul fronte degli stipendi. “I tecnici stanno eseguendo delle verifiche sulle partite in contestazione dichiarate nel vecchio consolidato da parte di Ama e che riguardano anche i 18 milioni di euro proventi dei servizi cimiteriali restituiti dalla società a fine 2017 perché spettavano all'ente pubblico Roma Capitale”.

Anche per Roma Metropolitane, che si trova senza presidente dall’inizio di agosto, senza contratto di servizio e con i bilanci del 2015, 2016, 2017 non ancora approvati, “sono in corso ulteriori verifiche da parte del Segretariato in merito al riconoscimento del debito fuori bilancio (parte di questo debito è stato oggetto di un contenzioso e riconosciuto all’azienda dal Tribunale, ndr)". E ancora Atac: “Il semestrale si è chiuso con un risultato positivo ma ammetto che l’utile deriva anche dalla procedura del concordato”. C’è “un dubbio da sciogliere” anche su Farmacap: “Dobbiamo capire se rientra o no nell’applicazione dei bilanci ma non c’è nessuna ipotesi di cessione. Al momento è oggetto di trattazione negli incontri tra Roma Capitale e il Mef”. 

Quando Lemmetti smette di parlare manca poco più di un’ora al termine della seduta. Parte la discussione alla quale partecipano solo le opposizioni. Undici consiglieri firmano la richiesta di prolungare i lavori ma il voto della maggioranza a Cinque Stelle è negativo. La seduta si chiude alle 14. Senza voto e senza che Lemetti abbia risposto agli interrogativi dei consiglieri. Insorge il capogruppo di Fdi, Andrea de Priamo: “È un atto gravissimo. C’è un senso di irresponsabilità totale della maggioranza, con livelli mai toccati nella storia della città”. 

I consiglieri di Pd, RomaTornaRoma, Sinistra per Roma e Gruppo Misto, occupano gli scranni della Giunta per protesta. “Bastavano dieci minuti per avere una risposta alle nostre domande” ha spiegato ancora Pelonzi. “Farmacap resterà in vita? Quando verrà firmato il contratto di servizio di Risorse per Roma? Quando verrà approvato il bilancio di Ama? E quello di Atac? A Roma Metropolitane servono due delibere per restare in vita. Hanno intenzione di votarle? Il bilancio consolidato verrà approvato entro il 30 settembre? Hanno impedito la votazione per non esporsi su una linea politica che non erano pronti a prendere perché il loro politburo nazionale non ha ancora mandato la velina”. 

Anche dall’ex grillina Cristina Grancio, oggi nel gruppo misto, arriva un attacco politico: “La maggioranza è serva della Giunta che decide. Questo accadeva già quando ero nel M5S, la Giunta non metteva a conoscenza la maggioranza delle sue posizioni se non 5 minuti prima delle votazioni”. Svetlana Celli sottolinea: “Si parla dei lavoratori e dei servizi alla città e non sappiamo nemmeno se continueranno o meno”. Stefano Fassina annuncia l’invio “di una lettera al Prefetto per far presente l’inagibilità democratica in Assemblea capitolina”.

Delusione tra i lavoratori presenti in Aula. Daniela Orlando, rsa Filt-Cgil di Roma Metropolitane parla di "dipendenti ormai sfiduciati che stanno vivendo dei mesi di forte stress a causa dell'incertezza della situazione. Lavoriamo senza contratto di servizio" ha spiegato, "il presidente si è dimesso e non sappiamo cosa accadrà. I lavoratori di Roma Metropolitane sono sfiniti". 

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