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Senza delibere e in attesa del bilancio, il Consiglio comunale senza lavoro

Domani seduta straordinaria per "comunicazioni urgenti" del sindaco sulle municipalizzate capitoline. Possibile anche la discussione sulle commissioni

Il timido inizio dei lavori dell'assemblea capitolina di lunedì scorso, con solamente una manciata di mozioni da approvare all'ordine del giorno, non accenna a cambio di passo. Se infatti la discussione politica è occupata dalla proposta sulle Unioni Civili e l'accordo sulla presidenza delle commissioni speciali sembra essere raggiunto, di delibere all'orizzonte non se ne vedono. Per domani è stato indetto in tutta fretta un consiglio straordinario durante il quale il sindaco dovrà dare delle "comunicazioni urgenti". Al centro della richiesta recapitata al presidente d'aula Mirko Coratti, la volotà del primo cittadino di discutere e approvare la delibera sulla costituzione della Holding Roma Capitale e sul riassetto delle aziende municipalizzate. Secondo indiscrezioni la maggioranza vorrebbe riuscire a discutere domani anche la questione delle commissioni speciali, inizialmente previste per la settimana prossima.

A pochi giorni dal traguardo dei primi cento giorni di governo Marino, il distacco rispetto a quanto accaduto nello stesso periodo a Palazzo Senatorio con le precedenti è notevole: se infatti con Alemanno vennero approvati 13 provvedimenti, il primo Veltroni nel 2001 ne portò a casa 37.

L'autunno comunque, in presenza di un bilancio da approvare, si preannuncia caldo. La sfida è quella di evitare che la Capitale, già commissariata dalla precedente amministrazione Alemanno per un debito pregresso stimato in 12 miliardi di euro, vada in default. Per concentrare gli sforzi necessari a coprire il 'buco' della gestione corrente che ammonta a più 800 milioni di euro, di cui 500 di mancati trasferimenti dal governo per il 2012 (ma spesi comunque) nei giorni scorsi è stata istituita una cabina di regia per affiancare l'assessore al Bilancio Daniela Morgante. Quale strada ha deciso di intraprendere il Campidoglio non è chiaro. E visti i tempi che corrono un salvataggio del Governo Letta sembra improbabile.

Senza considerare la drammatica situazione delle casse delle aziende capitoline, in particolare Ama e Atac. Solo per quest'ultima, come annunciato dall'assessore alla Mobilità nel luglio scorso, i debiti dell'azienda del trasporto locale a fine 2013 ammonteranno a oltre 700 milioni di euro. La strada è in salita. C'è tempo fino a novembre.

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