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Campidoglio: venerdì il primo consiglio post arresto di De Vito, ma il presidente non verrà revocato

In calendario per il 29 marzo la prima seduta d'aula dopo l'arresto del grillino Marcello De Vito

Immagine d'archivio

Si riparte. Domani, venerdì 29 marzo, è convocata la prima seduta di Assemblea capitolina dopo l'esplosione del caso giudiziario che ha portato all'arresto per corruzione di Marcello De Vito. 

Dalel 12 alle 19, l'aula aprirà con un intervento della sindaca Virginia Raggi. La maggioranza M5s però non revocherà il presidente, lasciando il ruolo ancora "congelato" anche dopo la sospensione del Prefetto, almeno fino all'interrogatorio di garanzia, in attesa 
di dimissioni spontanee di De Vito, che però ancora non sono arrivate. 

I pentastellati hanno quindi chiesto un parere formale al Segretariato e all'Avvocatura per evitare di incorrere in cause, come già successo in Regione Lazio con il caso di Adriano Palozzi, confermando la volonta' politica di voler comunque rimuovere De Vito dal ruolo ma senza almeno per ora fornire all'opposizione le firme necessarie per la presentazione della loro istanza. 

La revoca, ha spiegato il vicepresidente vicario Enrico Stefàno, "è un atto che ha vincoli normativi e amministrativi molto stringenti e non può essere fatto per umori politici del momento. Abbiamo richiesto un parere che ci dirà se la fattispecie del caso ricade nella regola del Regolamento, l'articolo 20 comma 6, che si rifa' al Tuel". 

La revoca dalla carica di presidente, si legge nel Regolamento, 'è ammessa nel solo caso di gravi violazioni della legge, dello statuto e del regolamento ed è deliberata dal Consiglio a maggioranza assoluta, sulla base di una richiesta motivata, sottoscritta da almeno la metà dei componenti del Consiglio'.

L'intenzione emersa dalla capigruppo di oggi è quella di consegnare le chiavi dell'Aula al vicepresidente vicario Enrico Stefano, senza per il momento eleggerlo presidente, e di procedere alla supplenza - una surroga temporanea - di De Vito (l'interdizione prefettizia dura massimo 18 mesi o fino alla revoca della misura cautelare) con il primo dei non eletti che ha accettato la nomina, Carlo Maria Chiossi, che ha rinunciato alla candidatura alle prossime elezioni europee: "Penso che il Movimento stia già provvedendo alla sua espunzione dalla lista delle persone che potranno essere votate su Rousseau per la candidatura", ha fatto sapere il capogruppo del M5S, Giuliano Pacetti. 

Il voto della supplenza sarà il primo punto all'ordine dei lavori di venerdì, seguito dalle dichiarazioni della sindaca Raggi e da interventi di 5 minuti per ogni gruppo consiliare. Sul resto del calendario non c'è stata unanimità: la maggioranza ha inserito due delibere - entrambe in scadenza il 31 marzo - la 39/2019 per la determinazione della Tari per l'anno 2019 e la 40/2019 per l'adesione alla definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti. 

Un tentativo di ritorno alla normalità che ha fatto infuriare i consiglieri di minoranza: "L'intervento della sindaca in Aula ma non è sufficiente, la città non può tornare alla normalita' se prima non viene messo un punto sulla vicenda", ha commentato il capogruppo del Pd, Giulio Pelonzi. "Non si sa che fine abbia fatto Frongia, non c'è l'assessore all'Ambiente, sta succedendo di tutto: come si fa ad andare avanti così? Raggi ha la possibilità di semplificare tutto con un gesto facilissimo, dimettendosi" ha concluso l'esponente dem. 

(Fonte Agenzia Dire)

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