La fronda M5s esce allo scoperto. Cinque consiglieri grillini snobbano (e archiviano) Virginia Raggi 

Il post su Fb dei consiglieri "ribelli" Donatella Iorio, Enrico Stefàno, Angelo Sturni, Marco Terranova e Alessandra Agnello

Virginia Raggi in aula Giulio Cesare (foto Ansa)

L'ambiente e i cambiamenti climatici, la mobilità, il lavoro e l'economia, le infrastrutture fisiche e digitali, le nuove tecnologie, la cultura e la ricerca come temi chiave all'interno di un piano "che abbia lo scopo di delineare la visione del futuro della città di Roma, da attuare anche attraverso misure di forte impatto, che vadano oltre gli schemi consolidati". E soprattutto il coinvolgimento della cittadinanza, lontano dai personalismi.

Sembra lo slogan di un partito pronto per la campagna elettorale, e invece è una sorta di mini manifesto dei "ribelli" a Cinque Stelle. Donatella Iorio, Enrico Stefàno, Angelo Sturni, Marco Terranova e Alessandra Agnello, i "dissidenti" della maggioranza capitolina, escono allo scoperto. 

Per nulla d'accordo con la ricandidatura di Virginia Raggi e soprattutto con il metodo applicato nella scelta, senza confronto con la base e con gli iscritti, in polemica con l'accentramento delle decisioni intorno alla sindaca e al suo staff, critici da tempo nei confronti dei vertici del Movimento, i consiglieri lanciano una sorta di appello tramite social network. Che suona quasi come un "superamento" (e archiviazione) dell'era Raggi.

"Si rende necessario un salto di qualità, come MoVimento 5 Stelle, da realizzare con il coinvolgimento di tutte le persone volenterose e capaci, animate dal nostro stesso spirito di rinnovamento - spiegano - crediamo quindi che la strada giusta sia quella del confronto e del dibattito con tutte le forze civiche, sociali e politiche che hanno a cuore il futuro della città eterna e dei suoi cittadini con cui avviare un percorso sano e costruttivo, facendo tesoro dell'esperienza politica e amministrativa che abbiamo acquisito negli ultimi anni, e di quanto di buono e positivo realizzato a Roma fino ad oggi"

Stefàno contro la sindaca: "No a un Raggi bis"

Secondo gli esponenti pentastellati capitolini "nelle ultime settimane il dibattito politico cittadino sta scadendo sempre di più. Vuoti slogan che lanciano soluzioni semplicistiche per problematiche complesse, estrema personalizzazione della contesa elettorale alla spasmodica ricerca del candidato 'ideale', tutto a discapito della costruzione di un progetto serio che si fondi su proposte concrete, portato avanti da una squadra di persone, dotate di capacità e visione. Roma è una città complessa, che vive da anni un declino che solo pochi hanno provato a contrastare". 

Qui la critica è diretta anche e soprattutto alla ricandidatura di Raggi. Il tema chiave è il "coinvolgimento" di tutti gli attori in campo, di "uomini e donne che abbiano voglia di mettersi in gioco al di là degli schieramenti e delle appartenenze politiche. Dovremo affrontare sfide difficili dalla cui soluzione dipenderà il futuro delle prossime generazioni. L'ambiente e i cambiamenti climatici, la mobilità, il lavoro e l'economia, le infrastrutture fisiche e digitali, le nuove tecnologie, la cultura e la ricerca, sono questi i temi principali su cui fondare l'azione politica futura puntando sulla riduzione delle disuguaglianze sociali e ripensando il concetto stesso di città, e degli spazi pubblici in particolare, in un'ottica di sostenibilità, trovando un punto di equilibrio tra azioni di sviluppo per un rilancio economico e qualità della vita dell'intera comunità cittadina". 

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Il tutto a partire dalla riforma "dal rafforzamento del decentramento dell'ordinaria amministrazione in capo ai municipi, Roma Capitale dovrà essere trasformata in una Città - Stato sul modello delle altre capitali e megalopoli del mondo, nel rispetto della sua storia millenaria, ripensando anche le forme di finanziamento con una specifica identità nel Bilancio dello Stato - aggiungono - si dovrà lavorare assieme a tutte le Istituzioni dello Stato affinchè, con una riforma costituente, venga riconosciuta l'importanza di Roma come Capitale d'Italia, nella sua unicità ed indissolubilità storica". Insomma, così la fronda grillina si dichiara alla luce del sole.   

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