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Marcello De Vito e Virginia Raggi (Foto Ansa)

Marcello De Vito e Virginia Raggi (Foto Ansa)

Non c'è pace tra i grillini, consiglieri contro De Vito: "Si riconosce ancora nel Movimento?"

Ancora attacchi tra esponenti della maggioranza. Al centro stavolta il presidente del Consiglio comunale

Non c'è pace nella maggioranza pentastellata. Ogni occasione è ormai buona per attacchi e contrattacchi pubblici specie se via social. L'ultimo stavolta arriva dal consigliere M5s, presidente della commissione Commercio, Andrea Coia e ha come bersaglio il presidente del Consiglio comunale Marcello De Vito. "Si riconosce ancora nel Movimento 5 Stelle?" è la domanda retorica nell'incipit di un post che accompagna la foto del foglio presenze in aula Giulio Cesare. Ieri la seduta di Consiglio - importante per l'approvazione dell'assestamento di bilancio - non si è aperta. Al quarto appello mancava il numero legale. La maggioranza non aveva un numero sufficiente di consiglieri presenti. Tra gli assenti anche De Vito. 

"Oggi l'Assemblea capitolina non ha potuto aprire anche per l'assenza ingiustificata del Presidente dell'assemblea che come le opposizioni non ha garantito il numero legale per aprire la seduta" attacca Coia. "Presidente De Vito la invito a chiarire questa ambiguità con serenità e trasparenza". Il post guadagna il like del consigliere Enrico Stefàno, nella fazione interna dei critici (al contrario di Coia) rispetto all'operato della sindaca Virginia Raggi e anche rispetto alla sua decisione di scendere nuovamente in campo come candidata sindaco. 

Anche Gemma Guerrini dà ragione a Coia e commenta il post: "Quanto alla posizione presa dal M5S nei confronti del presidente De Vito, dopo le dichiarazioni di Di Maio secondo il quale sarebbe stato "fuori", non è seguita ancora alcuna decisione da parte dei probiviri". Il riferimento va alla fase immediatamente successiva al coinvolgimento di De Vito nell'inchiesta sullo stadio della Roma, quando l'allora leader Luigi Di Maio ne annunciò un'espulsione poi mai effettivamente attuata. Un rapporto difficile con la maggioranza quello del presidente dell'Assemblea capitolina, con contrasti che sono più volte venuti alla luce durante le sedute di Consiglio comunale. 

L'episodio più eclatante ha riguardato di recente la proposta di delibera dello stesso De Vito sul Forum Sviluppo 2030-2050. Puntava alla realizzazione per Roma di un organo innovativo, di una sede di confronto permanente tra forze sociali, società civile, ordini professionali e Campidoglio, dotato di un consiglio direttivo, di comitati tecnici e di laboratori tematici sulle materie fondamentali per la rinascita della città. Una sorta di masterplan con obiettivi di sviluppo che guardavano ai prossimi 30 anni, da presentare all'interno di un grande Forum internazionale. Redatta e sottoscritta la proposta, De Vito è stato però costretto a ritirarla in aula, dopo l'approvazione di alcuni emendamenti della sua stessa maggioranza che, è l'accusa, avrebbero di fatto snaturato l'organo stesso. E ancora, gli stessi Andrea Coia, Enrico Stefàno e Angelo Sturni che avevano già messo il loro veto alla proposta mesi fa durante il voto in commissione capitolina, vennero per questo segnalati dallo stesso De Vito con un esposto al collegio dei probiviri. Insomma, una "guerra" interna che non trova tregua. 


 

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