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Martedì, 16 Aprile 2024
Politica

"Ha dato dell'avvenente a una consigliera": scoppia il caso-Di Stefano in assemblea capitolina

L'esponente dell'Udc-FI accusato di sessismo dalla maggioranza di centrosinistra. La replica: "Sono isterici e non conoscono l'italiano"

Dopo Roberto Gualtieri che gioca a carte con lo smartphone, ecco il caso del consigliere di centrodestra accusato di sessismo. Protagonista involontario è Marco Di Stefano (Udc-FI), che durante un intervento in aula Giulio Cesare di lunedì 17 aprile mattina si rivolge alla collega di maggioranza Antonella Melito (Pd), definendola "avvenente". Apriti cielo: "E' un sessista", la sintesi delle dichiarazioni arrivate da esponenti del centrosinistra. 

Di Stefano (Udc-FI) accusato di sessismo

Durante la discussione sulla delibera urbanistica per le linee guida sui criteri utili ad attuare gli usi temporanei nelle aree degradate di proprietà pubblica, il consigliere Marco Di Stefano stava esponendo il suo intervento quando si è accorto che la consigliera Pd Antonella Melito interloquiva con l'assessore competente Maurizio Veloccia. Una mezz'ora di fitte chiacchiere che evidentemente non sono passate inosservate e così il consigliere lo ha fatto notare, citando la consigliera e definendola "avvenente". Un sinomino di gradevole, leggiadra, piacevole, graziosa. L'uscita dell'unico rappresentante dell'Udc-FI in assemblea capitolina non è passata sotto silenzio, anzi.

Il centrosinistra in difesa della consigliera Pd

L'intero gruppo Pd ha definito "vergognose" le dichiarazioni di Di Stefano: "Non è la prima volta che il consigliere si rivolge alle colleghe e ai colleghi con apprezzamenti volgari e inappropriati - scrivono - che non hanno nulla a che fare con l'attività politica. Stigmatizziamo e condanniamo questi atteggiamenti e li attenzioniamo alla presidente dell'Aula affinché prenda i dovuti provvedimenti. Non è davvero accettabile rivolgersi ad una consigliera in questo modo". Anche la presidente della commissione pari opportunità, Michela Cicculli (SCE) ha detto la sua sull'accaduto: "Esprimo la mia solidarietà alla consigliera Melito destinataria di parole improprie da parte del consigliere Di Stefano - ha esordito in una nota -. Commentare la presenza delle consigliere richiamando ad ambiti che nulla hanno a che vedere con i lavori di Aula, è una mancanza di rispetto per la collega e per ogni donna impegnata in politica che non può in nessun caso essere oggetto di commenti sessisti". Per Riccardo Corbucci, l'aggettivo "avvenente" è "sessista" ed è stato usato da Di Stefano con "l'intento maldestro e inopportuno di screditare il grande lavoro di miglioramento che la vicepresidente della commissione Urbanistica sta portando avanti in queste ore in Aula sulla delibera degli usi temporanei di aree urbane degradate". 

La replica: "Studiassero l'italiano, sono isterici"

Il diretto interessato ha replicato così: "Oramai è un classico per il Pd, i suoi componenti preferiscono esaltare le pagliuzze negli occhi degli altri anziché le travi nei propri - ha detto - . Dopo la scandalosa difesa di un sindaco che preferisce giocare a scopa in Aula piuttosto che ascoltare lavoratori che rischiano di perdere il loro posto di lavoro, oggi tocca alla difesa d`ufficio di una collega che ha trascorso la mezz`ora in cui ho parlato a dialogare tra gli scranni della Giunta con l`assessore Veloccia". "I piddini prima dei loro interventi isterici dovrebbero studiare - conclude il consigliere -, se non l`urbanistica, almeno il vocabolario Zingarelli. State sereni in assenza di argomenti e seguite la collega Melito, l`unica che studia e che dà un contributo al dibattito urbanistico della città con competenza". Anche Giovanni Quarzo di Fratelli d'Italia ha difeso il collega di centrodestra: "Sulla polemica surreale  probabilmente i colleghi e le colleghe di maggioranza cercano polemiche su fatti irrilevanti - accusa - perché sono irritati dalla minima attività di opposizione che stiamo svolgendo. Li informo che, nello svolgimento del nostro ruolo di controllo, siamo solo all'inizio. Il meglio deve ancora venire".

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