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Venerdì, 14 Giugno 2024
Politica

Pd Roma, per la nuova segreteria la corsa è a due. Ma occhio ai "terzi incomodi"

Si delinea una sfida tra Foschi e Torquati. Non è escluso che altre aree del partito possano decidere di esprimere una candidatura. Zannola: "C'è bisogno di qualcuno che ricostruisca il rapporto tra amministrazione e città"

Ancora una ventina di giorni, poi il quadro delle candidature alla segreteria del Pd Roma saranno delineate. Quello che si sa, al momento, è che la corsa sarà sicuramente a due, perché all'attuale vicesegretario del Pd Lazio, Enzo Foschi, si contrapporrà il presidente del XV municipio, Daniele Torquati. Ma c'è chi garantisce che entro il 18 giugno spunteranno altri nomi.

Per il Pd romano è sfida a due

Per settimane negli ambienti più vicini al Partito democratico di Roma, per la corsa al successore di Andrea Casu, si sono fatti diversi nomi: il coordinatore della mozione Schlein nella Capitale e zingarettiano Enzo Foschi, il consigliere capitolino e presidente della commissione mobilità Giovanni Zannola, il segretario dei Giovani dem Ludovico Di Traglia e il presidente del III municipio Paolo Emilio Marchionne, altro zingarettiano e come Foschi anche lui vicino al consigliere regionale Massimiliano Valeriani. Poi si è aggiunto un altro amministratore, vicino all'area degli orfiniani: Daniele Torquati, minisindaco del XV. Proprio quest'ultimo, a detta di molti, sarebbe l'unico sfidante rimasto in campo a insidiare Foschi.

Enzo Foschi il veterano scelto da ZIngaretti

Sarebbero loro due, quindi, i più quotati a ridosso del momento in cui le candidature andranno messe nero su bianco. Da una parte il 57enne veterano della politica romana, con una carriera iniziata nel 1989 come consigliere municipale, proseguita da membro dell'assemblea capitolina e infine da consigliere regionale. Negli ultimi 4 anni è stato - ed è tuttora - vicesegretario del Pd Lazio e con l'entrata in campo di Elly Schlein, diventata poi segretaria nazionale, ne ha coordinato la mozione nella Capitale dopo aver avuto un ruolo organizzativo anche nel comitato elettorale di Alessio D'Amato, candidato alla presidenza della Regione Lazio, corsa persa contro Francesco Rocca. Lui è l'uomo indicato da Nicola Zingaretti e appoggiato dall'ex assessore regionale Massimiliano Valeriani: un profilo che secondo una parte del Pd sarebbe in grado di tenere unite le varie anime presenti attualmente nel partito e fare da ago della bilancia tra l'esterno e l'interno del Campidoglio. I franceschiniani di AreaDem, che nel Lazio sono guidati con mano salda da Daniele Leodori, lo appoggiano. 

Daniele Torquati ci prova con l'appoggio di Orfini

Dall'altra c'è Daniele Torquati, 39 anni, nato a Cesano nel XV municipio ne è presidente da ottobre 2021, dopo aver guidato il territorio già dal 2013 al 2015 prima della caduta di Ignazio Marino. Ha iniziato a fare politica come amministratore dell'ex XX municipio nel 2006, riconfermato nel 2008 e capogruppo in consiglio nel 2010, tre anni dopo è stato colui che ha interrotto praticamente un ventennio di centrodestra al governo del territorio. Nella corsa alla sedia di Casu avrebbe l'appoggio di Matteo Orfini. La sua candidatura è venuta fuori in sordina, viene però confermata in via ufficiosa anche dal diretto interessato, anche se per lui viene fatto lo stesso discorso valido per Marchionne: riuscirà a tenere le redini di una federazione da rimettere in piedi mentre governa un territorio? 

I terzi incomodi e la spinta che arriva "dal basso"

Occhio, però: RomaToday in queste ultime ore ha raccolto indiscrezioni che aprono spiragli a una terza candidatura. Il motivo è da ricercare nella figura di Enzo Foschi, che non tutti vedono come davvero capace di racchiudere un pensiero unitario in grado di vincere il congresso romano. Qualora venisse confermata la presenza del vicesegretario regionale (ma non è tanto un'ipotesi, anzi) i circoli territoriali dovranno prepararsi a sorprese. Provenienti sia dall'area che fa riferimento al deputato Claudio Mancini e al sindaco Roberto Gualtieri, sconfitta nettamente al congresso ma che non può in alcun modo essere considerata come "messa all'angolo", sia dall'area di Base Riformista che ad oggi potrebbe rappresentare i più scontenti della nuova piega presa dal Pd. Ma c'è dell'altro da segnalare: sovvero una spinta che parte un po' più dal basso e che vede tra i promotori principali alcuni giovani consiglieri municipali ed esponenti dei Giovani democratici, quali Fabrizio Grant (VII municipio), Tomas Osborn (GD del II municipio), Nastassja Habdank (III municipio) e Raffaele Biondo (X municipio). Questi ultimi hanno dato vita, il 13 maggio, a un'assemblea pubblica che si è tenuta a Snodo Mandrione davanti ad un nutrito pubblico, fatto anche di dirigenti ed ex dirigenti del partito e alla quale hanno partecipato anche la consigliera capitolina Nella Converti e l'assessore al sociale del II Gianluca Bogino.

"Il cambiamento reale parte dai territori"

Chiedono maggiore dialogo, una linea politica netta e condivisa, ma soprattutto che il congresso romano non sia solo l'ennesima occasione in cui candidati decisi nelle segrete stanze vengono messi di fronte agli iscritti con la richiesta di votare senza troppe domande: "In un partito come il nostro il cambiamento e il rinnovamento, se vogliono essere reali - scriveva giorni fa Grant sul suo profilo Facebook - devono partire innanzitutto dai territori e dalle nostre comunità, dalle sezioni e dai Circoli, confrontandoci sul futuro della città e del partito che la governa. Il nostro partito, la nostra comunità, la nostra casa. Noi vogliamo farlo a faccia aperta, senza nasconderci, e con quelle realtà con cui dialoghiamo abitualmente". Per Osborn "gli iscritti non vengono mai ascoltati - aggiunge a RomaToday - e alla fine la discussione si riduce a chi sta o non sta con Gualtieri e la sua giunta, quando invece c'è molto altro di cui parlare e su cui confrontarsi. Adesso inizieremo le assemblee su tutti i municipi, partendo da II e X e alla fine l'obiettivo è presentare una proposta organica che sintetizzi la grande spinta generazionale e la trasversalità di questa iniziativa". 

Zannola: "Bisogna ricostruire il rapporto con la città"

C'è un ultimo, ma non meno importante profilo da valutare: Giovanni Zannola. Se gli si chiede quanto sia convinto di volersi candidare, il consigliere capitolino di Ostia non dà risposte certe, ma al contempo non si nasconde e puntualizza: "Per il Pd romano ci vuole una candidatura che sia in grado di allargare il più possibile il campo - spiega a RomaToday - e che costruisca le giuste condizioni affinché il partito possa ricostruire il rapporto tra l'amministrazione e la città". 


 

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