Congresso Pd, chiuse le votazioni nei circoli: sarà ballottaggio tra Cosentino e Giuntella

L'elezione del segretario del partito romano spetta ora all'assemblea dei delegati che si dovrebbe riunire il prossimo 9 novembre. Polemica Zabatta: "Competizione dopata"

Chiuse le votazioni per l'elezione del nuovo segretario del Partito Democratico di Roma. Vince Lionello Cosentino con il 45,8% dei voti, 6.900 in tutto, seguito dal 'giovane turco Tommaso Giuntella che ha ottenuto il 34,22% delle preferenze. Terzo il renziano Tobia Zevi, al 15,42%, mentre Lucia Zabatta (area Pippo Civati) resta ferma al 4,55%. Nessuno ha raggiunto quindi il 50% più uno dei voti: l'assemblea dei delegati voterà quindi al ballottaggio tra Cosentino e Giuntella. A dividerli ci sono circa 2.000 voti, quelli ottenuti dal candidato renziano, Tobia Zevi, che all'assemblea dei delegati, con il suo 15%, sarà il vero ago della bilancia della sfida politica e generazionale tra i due aspiranti alla segreteria. Lucia Zabatta, espressione di Pippo Civati, si accontenta di 677 voti ma torna a denunciare il fenomeno del "tesseramento di massa" e non esclude che "alcuni circoli possano presentare ricorso". In totale hanno votato circa 15 mila persone.

GIUNTELLA - Soddisfatto Giuntella: “Forte e maggioritaria è la richiesta di rinnovamento nei nostri circoli” ha commentato di fronte ai dati definitivi. Giuntella parla di “un dato politico importante” che appare essere un appello a “colmare sempre più quella distanza tra rappresentanti e rappresentati, così evidente negli ultimi anni soprattutto a causa di una legge elettorale che disincentiva la presenza territoriale e che deve essere immediatamente cambiata”. Proprio in vista del ballottaggio, Giuntella si prepara ad “aprire un confronto con gli altri candidati” per “dare come classe dirigente risposte alle istanze e ai problemi emersi in questi giorni durante i dibattiti, dando così un sostegno alla difficile sfida di governo del Campidoglio e contribuendo all'azione di rinnovamento e di buon governo avviata da Nicola Zingaretti alla Regione Lazio”.

ZEVI - “È un risultato sorprendente e molto incoraggiante”. È il commento del renziano Tobia Zevi alla luce dei dati definitivi sull'elezione per il nuovo segretario romano del Partito Democratico. “Il fatto che nessuno abbia raggiunto il 50%  è la dimostrazione che l'operazione politica è stata giusta, che è cambiato l'orientamento di gran parte dei militanti del Pd. C'è voglia di rinnovare e cambiare. Il risultato significa evidentemente che non possono esserci sempre le stesse facce e che il gruppo dirigente va rinnovato e arricchito da nuove energie” continua il renziano: “Da oggi si apre un confronto con gli altri candidati ma se il movimento legato a Cosentino presenta il suo 45% come una vittoria e un'elezione inevitabile, questo sarebbe un errore. Bisogna capire invece che la maggioranza del partito ha chiesto rinnovamento e cambiamento. Bisogna ragionare insieme per dare al Pd una struttura efficiente, rinnovata e utile a sostenere l'amministrazione Marino”.

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ZABATTA - Polemica invece Lucia Zabatta: “È stata una competizione dopata, ora valuteremo un eventuale ricorso”. Lucia Zabatta, candidata dell'area di Pippo Civati alla segreteria romana del Pd non ci sta e si dice “delusa” non tanto dai risultati del primo turno, quanto da come le operazioni elettorali si sono svolte in queste settimane. “Se fosse stata una competizione leale, non drogata i risultati sarebbero stati diversi. Ben vengano i nuovi tesserati che hanno voglia di partecipare alla vita del partito, ma tutt'altra cosa sono quelli portati per mano ai circoli con i soldi della tessera in mano”. La Zabatta è stata una delle prime a denunciare “i tesseramenti di massa” nei circoli della Capitale. “Mi è stato riferito addirittura di gente del Pdl che ha fatto le tessere del Pd - continua - ora lo stop delle iscrizioni voluto dalla segreteria nazionale mi sembra arrivi in ritardo, come dire che si chiude la stalla quando i buoi sono scappati”. La candidata è comunque “soddisfatta del risultato” ottenuto al primo turno.

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