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Concorsone, vincitori fuori dall'udienza per mafia capitale: "Il merito è morto"

Un gruppo di idonei e vincitori del Comitato 22 Procedure per la Giustizia ha inscenato a piazzale Clodio il funerale del merito. Poi l'appello a Tronca: "Le risorse del Comune sono spese male"

"Il merito è morto". E' l'annuncio provocatorio annunciato questa mattina dai vincitori e idonei del concorsone di Roma Capitale, bandito ormai cinque anni fa, che questa mattina hanno protestato a piazzale Clodio, in concomitanza con la prima udienza del processo per mafia capitale. "Sotto i colpi della corruzione è venuto a mancare, dopo una lunga e lenta agonia, il merito. Ne danno il triste annuncio vincitori e idonei dei concorsi pubblici di Roma Capitale" hanno affermato inscenando il funerale al merito "ucciso da una classe politica miope e corrotta".

Scrivono in una nota: "Con la giunta Marino e con il turn over al 25% stabilito dall'ultima legge di stabilità possiamo definitivamente dire addio al merito. E, insieme al merito, sono morti anche futuro e speranze di centinaia di giovani che hanno vinto un concorso ma che non hanno mai visto realizzato il loro diritto all’assunzione, conquistato superando difficili prove concorsuali" denuncia il Comitato 22 Procedure per la Giustizia, in piazza stamattina. "Mentre la capitale veniva saccheggiata con ogni forma di ruberia, a noi veniva ripetuto che non c’erano soldi per le nostre assunzioni. E così, da anni, vincitori di concorso rimangono a casa, mentre passano tutti gli altri" afferma Federica Ragno, portavoce del Comitato. 

L'appello è rivolto anche al neo commissario del Comune di Roma Francesco Paolo Tronca: "Vogliamo denunciare l’ennesima ingiustizia che stiamo subendo in questi giorni: noi restiamo ancora al palo, mentre gli ingenti fondi straordinari per le attività connesse al Giubileo verranno utilizzati per assumere ricorrendo a società partecipate, prima fra tutte Risorse per Roma, società con un’elevata presenza di personale dirigente. Col risultato che ad aumentare saranno soprattutto i costi dell’amministrazione". 

Per il Comitato la strada scelta non è quella più econimica: "I 416 dipendenti della società Risorse per Roma addetti al Dipartimento patrimonio, ad esempio, hanno un costo medio annuo di 50.962 euro, mentre quello di un dipendente di ruolo nell’organico di Roma Capitale è al di sotto dei 30.000 euro. Non a caso, lo stesso Organo di revisione Economico-Finanziaria ha sollevato spesso molti dubbi sulle politiche che favoriscono il personale degli enti esternalizzati di Roma Capitale. Queste attività potrebbero essere svolte in autonomia dal comune assumendo i vincitori e gli idonei di concorso. Con 20 milioni di euro si potrebbero assumere 700 vincitori di concorso ma si preferisce pagare 416 dipendenti delle società esternalizzate con un costo di 21 milioni di euro. È evidente che non si sceglie né la strada del merito né della economicità, pilastri della pubblica amministrazione. È una questione di numeri: il vero risparmio è l’assunzione dei vincitori di concorso. Siamo noi gli anticorpi al malaffare di questa città". 

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