Concorsone, Roma Capitale teme i ricorsi: possibile ricorrezione delle prove scritte

Il Capo dell'Avvocatura Capitolina Murra è al lavoro per studiare gli strumenti legislativi in 'autotutela'. Nei prossimi giorni le irregolarità anche alla Corte dei Conti

Come annunciato nei giorni scorsi, il concorsone di Roma Capitale è arrivato negli uffici giudiziari della Capitale. Ieri il Comune di Roma ha inviato tutti i documenti in suo possesso alla Procura di Roma che ha aperto un fascicolo processuale, al momento senza ipotesi di reato nè indagati. Quella della magistratura però non sarà l'unica inchiesta che verrà aperta a riguardo. Nei prossimi giorni infatti il Campidoglio manderà tutte le carte in suo possesso anche alla Corte dei Conti. Dopo la segnalazione, il concorso prosegue. “Non abbiamo la competenza per prendere una simile iniziativa” fanno sapere dall'amministrazione comunale. Segnalare le irregolarità però non è il solo nodo da risolvere per l'amministrazione. L'Avvocatura capitolina infatti sta studiando i possibili strumenti per 'autotutelarsi' da eventuali ricorsi che i concorsisiti non ammessi, viste le “pesanti irregolarità” ipotizzate, potrebbero avanzare.

L'INDAGINE – Alcune buste avevano l'interno bianco e non viola “come prescritto”. Così bastava mettere la busta in controluce per leggere le generalità del candidato. In altri casi nome, cognome e data di nascita del candidato erano scritti in grassetto tale da permettere la lettura “anche se l'interno della busta presenta il colore giusto”. L'incartamento con le presunte irregolarità riscontrate nel maxiconcorso per 1.995 posti del Campidoglio, al quale è stata allegata una lettera del sindaco di Roma Ignazio Marino, è ora all'attenzione del procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, che dovrà assegnare l'attività di indagine ad uno dei suoi aggiunti ed, eventualmente, affidare una delega agli inquirenti per svolgere attività istruttoria. Il reato ipotizzabile potrebbe essere l'abuso d'ufficio o, in casi più gravi, la corruzione. Tra i compiti dei magistrati anche quello di verificare le procedure seguite dalla Praxi, la società che ha coordinato l'organizzazione del concorso già finita sotto la lente di ingrandimento per lo scandalo parentopoli ad Atac.

CORTE DEI CONTI – Dietro l'ipotesi di danno erariale, l'incartamento verrà inviato anche alla Corte dei Conti. Il plico dovrebbe essere trasmesso nei prossimi giorni, "entro questa settimana". Per la questione del maxiconcorso capitolino quindi si prefigura una doppia indagine.

AUTOTUTELA – Consegnato tutto alla magistratura, “era un atto dovuto” ha ribadito ieri il sindaco Ignazio Marino, il concorso va avanti. “Non abbiamo né la volontà né gli strumenti legislativi per prendere iniziative di questo tipo” comunicano dal Campidoglio. Solo la magistratura, verificati eventuali casi di corruzione, potrebbe decidere di annullare le prove. Intanto l'amministrazione sta studiando gli strumenti legislativi per tutelare i concorrenti ma anche per 'autotutelarsi' a sua volta da eventuali ricorsi che concorrenti non ammessi potrebbero avanzare. Il Capo dell'Avvocatura Capitolina Rodolfo Murra è al lavoro per individuare gli strumenti legislativi più adatti. Tra le ipotesi sul tavolo c'è quella di ricorreggere gli scritti. La strada è tracciata da una sentenza del Consiglio di Stato che lo scorso anno si è espresso su un caso simile in Lombardia, in relazione a un concorso per i presidi. “Questa è solo una delle ipotesi”. L'esito verrà comunicato nei prossimi giorni. Intanto si procederà alla sostituzione delle buste.

CONSIGLIO COMUNALE – Polemiche in Aula Giulio Cesare per l'assenza del sindaco Ignazio Marino. Nel corso della seduta di ieri infatti il vicesindaco con delega al Personale Luigi Nieri è intervenuto in aula per riferire sulla vicenda ma poco prima dell'inizio del suo intervento i consiglieri di Fdi, Pdl, M5S, Lista Marchini e Cittadini Xroma hanno lasciato l'aula. Il motivo proprio l'assenza del sindaco che secondo le opposizioni avrebbe dovuto riferire in prima persona sull'accaduto.

OPPOSIZIONE - “Marino è un irresponsabile: prima annuncia urbi et orbi che il concorso sarà annullato, poi fa marcia indietro lasciando nel dubbio migliaia di persone. Che cosa c'è dietro questa mossa? Perché prima di andare in tv il sindaco non è andato in Procura? Oggi continua a scappare dalla proprie responsabilità e rifiuta persino di riferire in Consiglio” dichiara Alessandro Onorato capogruppo della Lista Marchini in Assemblea capitolina. “Non è accettabile che Roma sia governata da chi prima lancia slogan e poi corre a nascondersi quando si tratta di dare risposte concrete ai cittadini”. I consiglieri del Movimento cinque stelle invece fanno sapere di “aver richiesto un'apposita seduta della Commissione Personale con l'assessore Nieri e chiesto formalmente al Sindaco copia della relazione dei direttori Murra e Caprioli sugli eventuali vizi dell'iter concorsuale”.

MAGGIORANZA – Per il capogruppo del Pd capitolino Francesco D'Ausilio la reazione dell'opposizione è stata “eccessiva” ha commentato. Hanno “fatto una bandiera politica dell'assenza del sindaco. I fatti, se verranno confermati, sono gravissimi ed era compito dell'amministrazione usare tutte le cautele su un concorso comunque organizzato dalla passata gestione" ha concluso.

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CONCORSO – Ieri mattina intanto si sono ritrovati in uno dei tanti Dipartimenti del Comune di Roma pronti a sostenere la prova orale. Tra loro c'era anche Ilenia, 31 anni, due lauree, un dottorato e un master, ma ancora precaria nella pubblica amministrazione. E' partita da Campobasso, subito dopo aver saputo della protesta organizzata in Campidoglio dagli altri candidati in 'bilico'. Stamattina si è presentato al Dipartimento comunicazione e diritti dei cittadini per un posto da dirigente. "L'atmosfera era serena - racconta - anche se nei corridoi non si parlava d'altro che del presunto scandalo delle buste. Nessuno della commissione ha fatto alcun accenno a quello che è successo in questi giorni e gli orali sono andati avanti senza problemi". A fine giornata, Ilenia è una delle tante candidate ad essere risultata idonea per un posto da funzionario.

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