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Caos al concorso al Comune di Roma, prova annullata: la rabbia dei candidati rimandati a casa

Prima l'interruzione del test, poi la comunicazione dell'annullamento della prova a causa di due risposte identiche in una domanda. Sconforto tra gli aspiranti funzionari convocati questa mattina alla Fiera di Roma: "Chi ci rimborsa viaggio e tamponi?"

Tutto da rifare. Sconforto e rabbia tra i candidati al concorso al Comune di Roma convocati questa mattina, venerdì 25 giugno, per l’ultima sessione di prove dedicata al profilo professionale di Funzionario Amministrativo. La fila ordinata e sotto al sole verso i padiglioni della Fiera di Roma allestiti per le selezioni gestite da Formez, la consegna del referto del tampone negativo al Covid-19, poi la registrazione e il ritiro del tablet per sostenere la prova unica, digitale e scritta. 60 domande a risposta multipla in 60 minuti. Per qualcuno la prova della vita, l’ultimo ostacolo verso l’ambizione di lavorare negli uffici di Roma Capitale. Alle spalle mesi di studio, alle prese con manuali e leggi; davanti quei sessanta quesiti da dentro o fuori.

E invece no. Dovranno attendere ancora gli aspiranti funzionari del Comune di Roma, quelli con i cognomi da De Lucia a Ezmeri: prova interrotta e annullata “per problemi tecnici”. “Il motivo è che sono state riscontrate due risposte identiche ad una domanda” - racconta chi era tra i banchi della Fiera di Roma e dovrà tornarci. Il 5 luglio il recupero della prova.

Intanto sui gruppi social dei concorsisti monta la protesta. Si perchè tra le centinaia di candidati che questa mattina hanno raggiunto la Fiera di Roma per la prova del concorso al Comune sono tantissimi coloro che arrivano da fuori città: che hanno speso soldi per treni, aerei, viaggi in automobile e alloggio. E’ rivolta anche per chi ha effettuato il tampone a pagamento e che probabilmente dovrà rifare essendo valido solo quello fatto entro le 48 ore dalla prova. 

“Assurdo quello che è successo questa mattina” - commentano i concorsisti. Sono un fiume di rabbia in piena: “Tra di noi c’è chi ha speso centinaia di euro per arrivare a Roma, dormire in città per poter raggiungere la sede della prova” - dice una ragazza arrivata da Bologna. “Chi ci rimborsa i soldi dei tamponi?” - si chiedono in molti. Probabilmente nessuno.

L’appuntamento per i concorsisti rimandati a casa questa mattina è solo posticipato. Sul concorso al Comune di Roma si abbatte ora lo spettro dei ricorsi: non sorprenderebbe se quanto accaduto finisse in un nuovo esposto dopo quello annunciato dalla Lega per la selezione dei dirigenti durante la quale, dicono, sarebbe stata “violata la regola dell’anonimato”
 

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