Urbanistica, intesa tra architetti, Regione e Ater: "Favorire concorsi per la rigenerazione"

Il primo progetto per l'Ater di Roma sarà la demolizione della 'stecca' di Tor Sapienza

Il concorso internazionale per la riqualificazione di Corviale come modello che trasformerà anche il quartiere popolare di Tor Sapienza. Così come molti altri edifici e quartieri degradati del Lazio, soprattutto nelle periferie, con il patrimonio delle Ater provinciali del Lazio in prima linea. Questa mattina, presso la sede dell’Ordine degli architetti di Roma (Oar) in piazza Manfredo Fanti 47 all’Esquilino, l’assessore all’Urbanistica e Politiche abitative, Massimiliano Valeriani, il presidente dell’Oar, Flavio Mangione, e le Ater regionali hanno firmato un protocollo d’intesa volto a promuovere e diffondere l’uso dei concorsi di progettazione nei processi di rigenerazione urbana dei comuni del Lazio partendo proprio dal patrimonio delle aziende territoriali di edilizia residenziale.

“Puntiamo entro il 2020 a mettere in campo su tutte le aree provinciali almeno un progetto di rigenerazione urbana importante”, ha annunciato Valeriani nel corso della conferenza stampa. C’è già un primo annuncio: si partirà proprio con la cosiddetta ‘stecca centrale’ di Tor Sapienza, nata come edificio a vocazione commerciale ma occupata e trasformata in abitazioni.

Un concorso di progettazione per Tor Sapienza

Per l’assessore Valeriani, il protocollo firmato questa mattina rappresenta “un salto in avanti rispetto alla nostra capacità di progettare interventi di riqualificazione urbana puntando sul bello”. L’attenzione è rivolta soprattutto alle zone periferiche. “Abbiamo la necessità di intervenire sulla qualità edilizia delle nostre città. Questo strumento verrà promosso attraverso le sette Ater regionali. Tutte hanno ambiziosi progetti di rigenerazione urbana, una sfida mondiale di recupero del patrimonio edilizio all'insegna del consumo di suolo zero”.

Proprio come per l’intesa raggiunta nei mesi scorsi con il Comune di Roma, anche in questo caso il protocollo punta a diffondere il ricorso a concorsi di progettazione in due gradi. Con un un “primo momento di confronto aperto a tutti i professionisti senza richieste di caratteristiche speciali”, quindi anche ai professionisti più giovani, e un secondo step con la “selezione dei progetti che la giuria riterrà meritevoli”, ha spiegato Andrea Iacovelli, responsabile concorsi dell'Ordine degli architetti di Roma e Provincia.

A garanzia dei tempi e della fattibilità economica del piano, “allo stesso progettista verrà dato l'affidamento sia del progetto definitivo che di quello esecutivo”.
Si tratta di “procedure trasparenti”, ha aggiunto Mangione, “che permettono ai professionisti di concentrarsi sulla qualità dei progetti e non sulle procedure”. Il modello a ‘due fasi’ inoltre, ha sottolineato nel corso della conferenza stampa Fabrizio Pistolesi del Consiglio nazionale degli Architetti, valorizza i giovani professionisti che “stanno vincendo il 70-80 per cento dei concorsi”.

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Quanto annunciato questa mattina riguarderà soprattutto i quartieri periferici romani e quelli popolari di molte altre città del Lazio. “Penso a Tor Sapienza, Tiburtino III, Primavalle per quanto riguarda Roma, nella Provincia ci sono Fiumicino, Villa Adriana, Guidonia, e nel resto della regione ci sono aree degradate a Frosinone, Latina e Viterbo” ha proseguito Valeriani. “Lanciamo una sfida sull’estetica, perché là dove c’è un miglioramento da questo punto di vista aumenta anche la qualità della vita”. 
Non si parte da zero. “Ogni direttore generale dell'Ater ha un elenco programmato”, ha spiegato ancora l’assessore. Il concorso di progettazione verrà quindi previsto “ovunque sia possibile”. La quantità dei progetti dipenderà anche dalla “disponibilità finanziaria che i vari enti possono utilizzare”. 

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