Atac verso il concordato, l'opposizione annuncia ricorsi: "Sorpassata l'Aula"

Siglato anche l'accordo con i sindacati

Opposizioni in trincea contro la procedura di concordato preventivo che l'amministrazione guidata da Virginia Raggi ha deciso di intraprendere per traghettare Atac fuori dai debiti. In particolare, a far scattare polemiche, la decisione di non far votare specifica delibera all'Assemblea capitolina. Dopo la votazione dell'ordine del giorno di giovedì scorso, venerdì la Giunta ha approvato una memoria che dà il via alla procedura incaricando gli uffici competenti per assicurare l'esercizio del servizio in house oltre la scadenza del 2019 e per l'intera durata prevista dal concordato. Il Cda della municipalizzata dovrebbe essere approvato tra oggi e domani, e giovedì potrebbe partire la richiesta al tribunale. 

La capogruppo del Pd capitolino Michela Di Biase ha scritto al Segretario generale del Comune di Roma, Paolo Mileti, e alla prefetta, Paola Basilone, chiedendo: "Denunciamo come il Movimento cinque stelle si muova senza il rispetto di leggi e procedure" ha scritto su Facebook. "Non conoscono nemmeno il testo unico degli enti locali che è l'Abc degli amministratori pubblici". Nel documento, in particolare, si legge: "Evidenzio come la procedura segnalata per l'adozione del particolare caso in argomento, nell'evitare il dovuto ricorso alla deliberazione assembleare e ancor più con l'adozione dell'improprio strumento della memoria di Giunta, abbia di fatto sottratto all'Assemblea Capitolina una propria esclusiva prerogativa". 

Annuncia ricorso al Prefetto e poi al Tar anche il deputato e consigliere di Sinistra per Roma, Stefano Fassina: "È inaccettabile la scelta della Giunta Raggi di sostenere il concordato preventivo per Atac in assenza del Bilancio 2016, senza le audizioni degli assessori competenti in commissione e senza la presentazione del Bilancio 2016 in Assemblea Capitolina" ha scritto in una nota. "Atac, come le altre municipalizzate, è competenza e responsabilità del Consiglio Comunale. Il comportamento della Giunta Raggi non solo è contraddittorio con le promesse elettorali del M5S di trasparenza e di partecipazione democratica, ma va contro sia lo statuto di Roma Capitale sia le norme del Testo Unico degli Enti Locali" conclude. 

Intanto prosegue il confronto tra l'amministrazione e i sindacati. Ieri hanno sottoscritto un'intesa con Cgil, Cisl e Uil. Oggi è stata la volta di Fast-Utl-Sulct-Cambia-Menti M410. "Abbiamo riscontrato la disponibilità delle sigle a discutere del futuro dell’azienda, a tutela dell’efficienza del servizio del trasporto pubblico romano" dichiara in una nota il delegato alle relazioni sindacali, Antonio De Santis. "Abbiamo quindi ribadito la necessità di tutelare il mantenimento del carattere pubblico di Atac, nell’ottica di offrire un servizio di qualità ai cittadini, così come abbiamo ribadito l’intenzione di proseguire la strada del concordato preventivo in continuità, al fine di tutelare il servizio del trasporto pubblico e i dipendenti". 

Tra i punti del verbale sottoscritto la salvaguardia del "carattere pubblico dell'impresa", quella degli "attuali livelli occupazionali e retributivi riferiti anche alla contrattazione di secondo livello" e "nel rispetto rispetto della legislazione vigente di intraprendere le opportune azioni finalizzate all'esercizio del servizio in house da parte di Atac spa, oltre l'attuale scadenza e per l'intera durata del piano concordato". 

"A seguito della scelta politica del comune di Roma di aderire rapidamente al concordato preventivo, per evitare e scongiurare il fallimento dell'azienda riteniamo necessario che questa decisione venga ancorata ad alcune garanzie che insieme a Cisl e Uil abbiamo chiesto e preteso dalla giunta" scrivono in una nota Michele Azzola, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio ed Eugenio Stanziale,segretario generale della Filt Cgil di Roma e del Lazio.

"L'attivazione immediata delle procedure finalizzate al prolungamento dell'azienda in house fino al 2024; la certezza e la garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali e dei redditi dei lavoratori attraverso l'esigibilità del primo e secondo livello di contrattazione; un tavolo permanente da attivare su richiesta dei sindacati per tutte le ricadute occupazionali sull'indotto; un confronto reale delle categorie con la dirigenza sull'efficientamento organizzativo e funzionale dell'azienda per rilanciarne il ruolo pubblico strategico. È chiaro che per noi questo significa non abbassare la guardia. Se queste condizioni minime verranno meno, ci sarà una risposta tempestiva e forte da parte nostra per rilanciare e tutelare questa importante azienda pubblica della Capitale sia nell'interesse dei cittadini che dei lavoratori". 

"Il concordato preventivo sarà tutt'altro che facile, ma oggi abbiamo fissato dei paletti importanti che riguardano le tutele occupazionali, le tutele del lavoro indiretto che riguardano l'indotto e il lavoro dei fornitori, la tutela del salario di primo e di secondo livello e l'impegno a negoziare ogni singola fase di questa difficile vertenza" il commento unitario del segretario della Cgil Roma e Lazio, Michele Azzola, del responsabile Cisl Roma e Rieti, Paolo Terrinoni e del segretario della Uil Roma e Lazio Alberto Civica. "Se l'azienda e il Comune manterranno queste posizioni sarà un lavoro complicato ma potrebbe nascere anche un Atac che darà un servizio migliore ai cittadini. Se non terranno fede i lavoratori saranno pronti a difendere i loro diritti i diritti e quelli della città".

"Abbiamo aperto un tavolo con l'amministrazione e presto ci presenteranno i documenti per cominciare la discussione su un piano di intervento" le parole di Renzo Coppini, segretario di Roma e Lazio del Sul Ct. "Abbiamo chiesto che al centro del nostro lavoro non ci sia solo Atac ma sia ricompreso l'intero sistema di trasporto e della mobilità cittadina, anche con miglioramenti infrastrutturali". 

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"Non abbiamo ricevuto alcuna convocazione dal Campidoglio" denuncia Fabiola Bravi, dell'Unione sindacale di base, che per il 29 settembre ha all'attivo uno sciopero in tutte le municipalizzate capitoline. "Questa scelta, dimostrando che il Campidoglio decide di parlare solo con gli interlocutori che gli danno ragione, snatura le organizzazioni sindacali. Come altri sindacati, avevamo chiesto della documentazione scritta, a partire dal bilancio e dal piano industriale prima di poter fare un passo indietro rispetto alla nostra contrarietà sul concordato. Ma a quanto pare oggi bastano garanzie verbali. Restiamo della nostra posizione fino a che non vedremo un pezzo di carta che attesti nero su bianco le garanzie per i lavoratori, sia occupazionali sia salariali".
 

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