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Concordato Atac, depositate le integrazioni al piano: entro giugno il parere del Tribunale

Niente bilancio tra gli allegati: la giunta non l'ha ancora approvato

A due mesi dalle osservazioni dei giudici, Atac ha consegnato oltre mille pagine con le integrazioni al piano industriale per il rilancio dell’azienda su cui pesa un debito da 1,4 miliardi di euro, che accompagna la richiesta di concordato preventivo in continuità. Il presidente e amministratore delegato Paolo Simioni ha depositato ieri la documentazione presso il Tribunale fallimentare di Roma nel corso dell’udienza dedicata alle integrazioni alla strategia consegnata a febbraio.

Entro il mese di giugno, o forse addirittura entro un paio di settimane, la Procura di Roma depositerà un nuovo parere. Gli accertamenti sul caso a piazzale Clodio sono coordinati dal procuratore aggiunto, Rodolfo Sabelli, e seguiti direttamente dal pm Stefano Rocco Fava. 

In marzo-aprile – si ricorda – gli inquirenti avevano dato parere negativo sul concordato perché la proposta così come era formulata presentava “problemi di legalità” e soprattutto non dava garanzie sulla fattibilità del piano che sarebbe risultato “carente, o del tutto insufficiente, su alcuni punti essenziali”. 

Atac, quindi, integra il suo piano e aggiunge dettagli in merito a come intende aumentare i ricavi. In primis la capacità dell’azienda di garantire i chilometri promessi con un considerevole aumento della velocità commerciale. Più corsie preferenziali e investimenti per nuovi mezzi. In allegato anche il bando da 320 nuovi bus pubblicato nei giorni scorsi. E ancora. Più controllori e l’introduzione dell’autista-verificatore. Tutto questo va a sommarsi al ‘piano produttività’ firmato con i sindacati che ha portato un aumento da 37 a 39 ore per i dipendenti.

Nelle oltre mille pagine anche una nuova perizia dei suoi immobili. Tra gli altri punti, la difesa della legittimità del trasferimento di  55 milioni di euro alle banche pochi giorni prima del concordato. Non è stato consegnato invece l’ultimo bilancio dell’azienda, che ha certificato una perdita di 120 milioni di euro. Atac l’ha chiuso a fine aprile ma la Giunta capitolina sta attendendo il via libera della ragioneria generale per approvarlo. Già approvata, invece, è la delibera che ha ratificato il fatto che il Comune finirà in coda ai creditori. Una decisione che pesa sulle casse capitoline 500 milioni di euro. 

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