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Atac, le opposizioni: "Ritirate il concordato". Meleo: "E' l'unica soluzione"

In Aula il consiglio straordinario sul concordato sulla situazione di Atac

"Il concordato era, è e continua ad essere l'unica soluzione possibile da intraprendere". C'è l'assessora alla Mobilità Linda Meleo, e non la sindaca Virginia Raggi, come avrebbero voluto le opposizioni, a riferire in Aula Giulio Cesare nel giorno del consiglio straordinario su Atac. O meglio: sulle osservazioni al concordato preventivo da parte del tribunale fallimentare di Roma che ha di fatto bocciato i documenti presentati dalla municipalizzata capitolina e dal Campidoglio fissando l'udienza al 30 maggio prossimo. "Il tribunale ha dato una serie di indicazioni e l'azienda sta lavorando e producendo tutti gli atti necessari ad accontentare le richieste dei giudici" ha spiegato Meleo. Attorno a lei, gli scranni riservati alla Giunta sono tutti vuoti. La richiesta avanzata dal Pd di ascoltare anche i rappresentanti delle sigle sindacali "è stata purtroppo respinta" spiega il capogruppo Giulio Pelonzi che aggiunge: "Avremmo voluto ascoltare anche la sindaca e i verici di Atac". 

Le richieste di chiarimento da parte delle opposizioni si susseguono. "Atac rischia il fallimento?" chiede la consigliera dem Michela Di Biase. "Quali risorse pensate di mettere in campo per aumentare l'offerta chilometrica?" aggiunge. "Come pensate di compensare il rinvio del pagamento del debito di Atac nel bilancio del Comune di Roma?" aggiunge il consigliere di Sinstra per Roma, Stefano Fassina. "Cosa è stato presentato al Trubunale?" rincara la dose Svetlana Celli. Da Fratelli d'Italia chiedono un "piano di indagine per la verifica del debito di Atac". 

Dal centrodestra al centrosinistra, la richiesta delle opposizioni è stata quella di fermare il cammino di Atac verso il concordato preventivo. Il Pd, con un ordine del giorno che è stato respinto, avrebbe voluto impegnare la sindaca ad un passo indietro per avviare invece una procedura di amministrazione straordinaria (così come previsto dalla legge Prodi-Marzano) con la nomina di un commissario puntando ad una "ristrutturazione aziendale". Una strada che, per i proponenti, avrebbe dovuto rispettare una serie di indicazioni tra cui la salvaguardia dei posti di lavoro, "l'alienazone del patrimonio non strumentale", "l'efficientamento del servizio di tariffazione delle soste su strada", il "riconoscimento in carico a Roma Capitale del debito da 200 milioni di euro, maturato per oneri da contratti nazionali e per ad accordi locali sottoscritti direttamente dalla giunta Alemanno senza il coinvolgimento dell'azienda". Anche per il capogruppo di Fratelli d'Italia, Fabrizio Ghera, l'amministrazione a Cinque stelle dovrebbe fare un passo indietro sul concordato e trovare una strada comune con Regione e Governo: "La sindaca dovrebbe andare dal governatore del Lazio e dal futuro ministro dei Trasporti a ragionare insieme ad Atac per capite come salvare l'azienda". 

Sul tavolo della discussione, inevitabilmente, anche il licenziamento di 140 lavoratori Corpa, "voglio capire come Atac sta sopperendo al servizio di manutenzione che svolgevano" la richiesta di Stefano Fassina, di Sinistra per Roma, e il referendum richiesto dai Radicali sulla messa a gara del servizio di trasporto che si terrà il prossimo 3 giugno. "A che punto è il regolamento attuativo?". La mozione del consigliere che impegna l'Aula ad esprimersi per il 'No' viene bocciato mentre fuori, nella piazza del Campidoglio, i Radicali hanno dato vita a un flash mob con rotoli di carta igienica "perché questo è quello che vale per la Raggi il referendum". 

Non sono mancati momenti di protesta. Tra le poltrone riservate al pubblico, infatti, numerosi lavoratori Atac, Roma Tpl, nuovamente con gli stipendi in ritardo, e Corpa, licenziati all'inizio del marzo scorso. Con loro l'Unione sindacale di base. Presenti anche numerosi animatori del comitato per il No al referendum 'Mejo de no'. "Vergogna" e "buffoni" gli slogan più sentiti. Sul cartelli sollevati: 'Dici di essere per il pubblico e aumenti la quota dei privati. Lavoratori e cittadini Raggi-rati'. Intanto, a supporto, i consiglieri di centrodestra hanno srotolato uno striscione con al scritta 'Salviamo Atac'. Seduta sospesa per qualche minuto. 

"L'amministrazione straordinaria sarebbe deleteria per la gestione, perché perderemmo completamente il controllo dell'azienda, e anche per i lavoratori" replica Meleo che promette "cabine 'blindate' per dare maggior sicurezza ai lavoratori". Alla fine, ad essere approvata è una mozione a firma Cinque Stelle in cui si prevede l'installazione di tornelli a bordo di bus per consentire l'accesso solo dalla porta anteriore e solo agli utenti muniti di biglietto, con la possibilità di acquistare titoli di viaggio a prezzo maggiorato a bordo dei mezzi. 
 

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