Impianto di compostaggio a Cesano, sì della Regione. L’ira del territorio: “E’ aggressione a periferia”

Nella Valutazione di Impatto Ambientale la pronuncia di “compatibilità” del sito proposto dal Comune ma anche più di sessanta punti di prescrizioni autorizzative. Il capogruppo Pd: "Scelta M5s folle e dannosa”

immagine archivio: vasca TMB Salario

Valutazione di impatto ambientale (VIA) favorevole alla realizzazione dell’impianto, seppur accompagnata da sessantadue punti di prescrizioni generali e autorizzative. Per l’impianto di compostaggio di Cesano arriva il primo via libera della Regione Lazio. 

L’impianto di compostaggio a Cesano 

Il progetto di Ama e Comune prevede la costruzione di un impianto di recupero di rifiuti urbani biodegradabili provenienti da raccolta differenziata mediante compostaggio, ossia bio ossidazione aerobica. Il processo si pone l’obiettivo, così si legge sui documenti relativi all’intervento, di trattare la frazione organica (scarti di cucina, scarti mercatali, fanghi biologici) e lo scarto verde al fine di ottenere un compostato misto di qualità da utilizzare in ambito agricolo, forestale e florovivaistico. Un sito dedicato ai rifiuti da realizzare in via della Stazione di Cesano, a ridosso del confine con i comuni di Anguillara Sabazia, Campagnano e Formello. A servirsi dell’impianto saranno i territori più a nord di Roma: Municipio III, Municipio XV e una parte del XIV: la capacità di trattamento complessiva è pari a 60mila tonnellate l’anno di cui 50mila di rifiuti organici e 10mila di rifiuti verdi. 

L’impianto per i rifiuti tra antenne e scorie nucleari

Ma l’arrivo dello stabilimento voluto dalla Giunta Raggi agita il territorio che, durante processo partecipativo e assemblee di quartiere, ha espresso più di qualche malumore: a preoccupare i residenti, oltre all'incertezza sull'emissione di eventuali miasmi (ipotesi già smentita dall'ex assessora Montanari), la vicinanza del futuro sito di Ama alle antenne di Radio Vaticana, al depuratore CoBis di Acea e all'ENEA Casaccia che nel suo stabilimento custodisce anche scorie nucleari. Non lontane nemmeno case e scuole. Perplessità anche per la rete viaria a servizio di impianto e quartiere: con l’arrivo di circa 48 mezzi al dì su quelle stradine strette e dissestate, seppur con il divieto di transitare nei centri abitati, il quadrante di Osteria Nuova e Cesano teme l’impatto negativo sulla viabilità e il peggioramento della qualità dell’aria. Ma per la Regione Lazio la compatibilità ambientale c’è.

Antenne, scorie nucleari e pure rifiuti: il Campidoglio cala il compostaggio su Cesano

Cesano contro l’impianto di compostaggio: “Aggressione a periferia”

“Una vera e propria aggressione alla periferia nord di Roma: consumo di suolo a favore del cemento e contaminazione di aree di pregio agricolo” - commenta Giandaniele Giampaoli, fondatore del comitato contro la realizzazione dell’impianto di compostaggio di Cesano. “E dire che la cittadinanza era anche disposta a parlare e contribuire alla soluzione smaltimento rifiuti ma aveva pur sempre affermato con ogni mezzo che il sito scelto non era idoneo. Certamente la città di Roma necessita di impianti per il trattamento dei rifiuti ma le soluzioni si debbono trovare in prossimità delle grandi strade di comunicazione, come il Grande Raccordo Anulare, non di certo lontane dalla produzione dei rifiuti e non certo investendo la periferia più lontana con ulteriori penalizzanti situazioni di degrado e con viabilità praticamente già al collasso”. Così incassata la pronuncia favorevole sulla VIA il territorio è pronto a riprendere la battaglia.

Impianto di compostaggio a Cesano: “Scelta folle e dannosa”

A giudicare “folle e dannosa” la scelta di realizzare l’impianto di compostaggio a Cesano anche il capogruppo del Pd in Municipio XV, Daniele Torquati. “Come noto e come sapevamo la Regione Lazio, per legge, ha il dovere di adottare tutte le procedure per la verifica di ogni proposta di localizzazione che arriva da privati o comuni. Purtroppo nulla di nuovo, soprattutto l'ostinazione del Comune di Roma, e quindi della Raggi attraverso l'AMA, di realizzare l'impianto.È ormai evidente a tutti che tale scelta sia folle e dannosa non per Roma Nord, ma per l'intera città: lo confermano le dodici pagine di prescrizioni che la Regione Lazio ha formalizzato nella valutazione di impatto ambientale. Prescrizioni che - ne è certo il dem - costeranno di più dell'impianto stesso”. 

Dalla Regione sì alla VIA ma sessantadue prescrizioni autorizzative

Si perchè i sessantadue punti indicati nella determinazione regionale potrebbero pesare, e molto, nella conferenza di servizi che dovrà aprirsi per l'autorizzazione integrata ambientale (AIA).

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“La battaglia persa in questa prima fase contro il Campidoglio e il Municipio XV compiacente non può, non deve fermarsi e non si fermerà. Il M5S romano invece di trovare soluzioni in questi anni occupa il proprio tempo a cercare di trovare scuse per non risolvere la questione rifiuti e continuare con questo progetto irrealizzabile lo conferma. È una localizzazione sbagliata - sottolinea Torquati - che ha fatto già perdere troppo tempo e troppi soldi ai cittadini romani che continuano ad avere l'immondizia per strada, mentre la raccolta differenziata è addirittura regredita e peggiorata”. 
 

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