Puzzle commissioni: il 'Pd pigliatutto' spacca e fa slittare il Consiglio

Lo schema delle presidenze doveva arrivare giovedì in aula Giulio Cesare. Ma la convocazione non arriva. La discussione slitta alla prossima settimana

La 'battaglia' per definire le presidenze delle commissioni è ancora aperta. Lo schema doveva essere ratificato dal consiglio comunale di domani (anche se mai ufficialmente convocato era stato dato quasi per certo). Ma con il passare delle ore, e senza la convocazione ufficiale, è ormai chiaro che se ne riparlerà la prossima settimana, molto probabilmente lunedì.

E intanto continuano le riunioni e gli incontri. In tutto si parla dodici commissioni (anche se il numero potrebbe variare e arrivare fino a quindici). Di queste la maggior parte, almeno dieci, dovrebbe andare al Pd impegnato a trovare la quadra per un delicatissimo equilibrio interno.

Sel vorrebbe tre commissioni, di cui una 'speciale'. Anche perché, l'ennesimo braccio di ferro tra il Pd e i partiti della coalizione, in particolare Sel, si è riproposto in merito alla presidenza della Commissione delle Elette, carica cui aspirava la consigliere Gemma Azuni. Esclusa, non senza indignazione da parte della diretta interessata, sia dalla giunta che dalla presidenza dell'aula capitolina per accontentarsi poi del ruolo di segretario d'aula, il consigliere è da sempre molto 'combattiva' sulle tematiche di genere. Anche qui, il Pd non ha mollato l'osso tanto che è la democratica Daniela Tiburzi ad essere sempre più vicina alla presidenza 'rosa'.

Tra i nomi in campo per il Pd, diverse sono le riconferme dei vicepresidenti di commissione nella scorsa legislatura. Tra questi c'è Dario Nanni ai Lavori Pubblici, Athos De Luca all'Ambiente, mentre il Bilancio va al consigliere vicino a Franceschini, Alfredo Ferrari. E nell'area del ministro per i Rapporti con il Parlamento anche la commissione alla Cultura destinata a Michela Di Biase, compagna di Franceschini.

Al Turismo dovrebbe andare la renziana Valentina Grippo mentre Valeria Baglio, vicina al governatore Zingaretti, alla Scuola. Erica Battaglia invece è indirizzata alla commissione Politiche Sociali mentre gli ex minisindaci  Orlando Corsetti e Gianni Paris dovrebbero guidare rispettivamente al Commercio e al Personale e Statuto. Il dalemiano Pierpaolo Pedetti invece è destinato al Patrimonio e alle Politiche Abitative anche se fino all'ultimo, non senza creare un certo scompiglio negli equilibri della maggioranza, ha puntato a una delle commissioni più delicate: quella all'Urbanistica che alla fine va al lettiano Antonio Stampete.

Ancora tutte da discutere le poltrone destinate agli altri partiti della coalizione di maggioranza. Alla Mobilità è quasi certa Anna Maria Cesaretti (Sel) mentre Imma Battaglia (Sel) dovrebbe guidare la commissione speciale all'Innovazione tecnologica e Smart City. Commissioni speciali anche per la Lista Civica di Marino con Sveltana Celli allo Sport e Riccardo Magi ai Grandi Eventi.

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E se il quadro dentro alla maggioranza è quasi definito, rimane aperto quello delle opposizioni alle quali, ad ora, andrebbe solo la commissione Controllo e Garanzia. In prima fila per ora c'è il Movimento cinque stelle anche se il Pdl non sembra intenzionato a stare fuori del tutto dalla partita. La mela della discordia potrebbe proprio essere la commissione Riforme, anche questa 'presa' dal Pd e affidata all'ex minisindaco Gianni Paris, a cui nei giorni scorsi si era dimostrato interessato il Pdl. Insomma, il nodo commissioni potrebbe creare non pochi malcontenti tra l'opposizione. Non è rimasto a guardare nemmeno il gruppo Marchini che si chiede dove siano 'sparite' le commissioni da affidare all'opposizione, oltre a Garanzia e Controllo e Riforme manca all'appello anche Spending Review. Il gruppo capitolino di Marchini pur non rivendicando nessuna presidenza in particolare, preferirebbe non essere escluso dalla partita.

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