Sanità, via libera alla fine del commissariamento: più assunzioni e investimenti ma il piano di rientro resta

La conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al piano della Giunta Zingaretti

Dopo 11 anni la Regione Lazio esce dal commissariamento della sanità. Nella seduta di ieri la Conferenza Stato-Regioni, convocata la ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, ha espresso parere favorevole alla delibera della Giunta guidata da Nicola Zingaretti con il piano regionale triennale 2019-2021. Un passaggio storico per il Lazio che ora avrà mano un po’ più libera in campo di investimenti e assunzioni anche se la stagione del commissariamento non potrà essere archiviata del tutto.

Almeno per i prossimi due anni, infatti, resterà in piedi un piano di rientro per mantenere i conti sotto controllo e non ci sarà alcun taglio di quello 0,5 per cento di Irpef (che i cittadini del Lazio pagano con aliquota progressiva in base al reddito) che era stato introdotto nel 2008 per ripianare i debiti di un sistema sanitario che perdeva ogni anno circa due miliardi di euro.

Gli effetti dell’uscita del commissariamento si vedranno soprattutto sul campo delle assunzioni di personale, che in dieci anni di blocco del turnover ha perso circa diecimila unità, e di investimenti sulle nuove tecnologie e negli ospedali. In quanto alle assunzioni la rotta è già stata invertita nel 2019, anno in cui sono uscite cento persone in meno di quelle che sono entrate. Nell’ultimo periodo sono entrate circa duemila nuove unità, tra stabilizzazioni e assunzioni. L’obiettivo per i prossimi anni è quello di proseguire con 1200 nuove assunzioni, tra medici e infermieri.

Il capitolo degli investimenti pesa invece un miliardo e 900 milioni di euro nel prossimo triennio. Nell’area romana arriverà un nuovo ospedale, il Tiburtino, che verrà costruito nel territorio di Tivoli, lungo l’omonima consolare. La nuova struttura servirà tutto il quadrante est della capitale e i comuni popolosi che insistono in quella direzione come Tivoli e Guidonia. L’iter è alle fase preliminare anche se una data per l’apertura dei cantieri ancora non c’è. La stima è che, a partire da quel momento, ci vogliano circa mille giorni. Per il territorio capitolino il piano di investimenti coinvolgerà anche l’ospedale Grassi di Ostia, che verrà ristrutturato. Nel Lazio stessa sorte toccherà alla struttura di Gaeta. Mentre un nuovo ospedale sorgerà ad Amatrice.

Così il Lazio è pronto a uscire dal commissariamento della sanità. Non è una sorpresa. L’ultimo tavolo di verifica interministeriale aveva valutato e confermato un utile per il 2018 di oltre 6 milioni, e un tendenziale per il 2019 che andrà oltre i 50 milioni di euro. Inoltre il tavolo aveva certificato un aumento sulla griglia dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) di circa 10 punti, che collocano il Lazio tra i 180 e 190 punti, a fronte di un livello minimo accettabile di 160.

Soddisfatto il governatore Zingaretti: “Ora siamo in una bella stagione di assunzioni per rafforzare la qualità degli operatori e anche di investimenti di centinaia di milioni di euro sulla infrastrutture sanitarie”. Poi ha aggiunto: “Vogliamo costruire un modello di difesa del diritto alla salute che unisce grandi strutture di eccellenza della sanità territoriale alla sanità domiciliare. Da oggi si volta pagina, ce l'abbiamo fatta”.

Commenta l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato: “L'uscita dal commissariamento del Lazio è il risultato della più grande azione riformatrice nel nostro Paese di un sistema sanitario regionale. Abbiamo dimostrato che si possono mantenere i conti in ordine senza effettuare tagli, ma aumentando l'erogazione dei Livelli essenziali di assistenza. Quando siamo arrivati in Regione il disavanzo era ancora di circa 700 milioni di euro con l'erogazione dei Lea inadempienti. Oggi, grazie all'azione della maggioranza del presidente Zingaretti, per la prima volta si è chiuso in attivo il consuntivo e i punteggi Lea sono di 30 punti sopra la soglia di adempienza. Ora occorre andare avanti, mai più il baratro del passato.

La notizia è stata commentata anche dalle opposizioni: “Dopo due anni di falsi annunci sull'uscita dal commissariamento, infatti questa volta sembrerebbe essere la volta buona”, dichiara il gruppo di Fratelli d'Italia alla Regione Lazio. “Ci aspettiamo quel cambio di passo anche quello sempre annunciato ma mai attuato. Per noi, infatti, l'uscita dal commissariamento significa riduzione delle liste d'attesa, aumento dei posti letto, riqualificazioni delle strutture sanitarie, riduzioni delle addizionali Irpef e Irap più alte d'Italia”.

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Critico anche il consigliere M5S Davide Barillari: “Zingaretti dice che con l'uscita dal commissariamento la Regione Lazio ha fatto goal ma la partita non è ancora finita. L'uscita dal commissariamento non farà scomparire i sacrifici che ancora si dovranno fare per rispettare il piano di rientro che durerà ancora diversi anni nel corso dei quali dovranno essere ripianati tutti i debiti”.

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