Sciopero Ama del 5 Novembre, tutti i commenti dei politici

Da ogni fazione politica pervengono commenti sull'operato della giunta Raggi a seguito dei dati emersi dallo sciopero

Lo sciopero di Ama, del 5 Novembre, ha delineato un quadro critico per i dipendenti della controllata del comune di Roma. Lo sciopero, organizzato per protestare contro la mancata approvazione del bilancio, ha registrato un'adesione del 70% giungendo ad un'adesione totale in alcuni casi, come al Tmb Salario.

Gli appunti  da parte degli esponendi del mondo politico sono aspri e non risparmiano critiche all'operato della  giunta Raggi, pervengono uniformemente dal Pd a Forza Italia, indipendentemente dal colore politico. Partendo dall' abnorme numero di adesioni, i politici sono tutti concordi nel proporre un'analisi della gestione Raggi con risvolti disastrosi.

"Lo sciopero dell'Ama viene come la ciliegina sulla torta per Roma, gia' alle prese con tutti i suoi problemi, col maltempo, con gli alberi che crollano ovunque e ora con la spazzatura che riempie le strade", dichiara Davide Bordoni, capogruppo Forza Italia in Campidoglio che continua, "uno sciopero che ha raccolto il 70% di adesioni e che poteva essere evitato se la sindaca Raggi e la sua giunta lavorassero per il bene di Roma. Infatti vi e' una vertenza con l'Ama aperta da 18 mesi che non trova sbocchi e dunque ci sono grosse responsabilita' da ambo le parti ma a pagarne le conseguenze come al solito saranno i romani".

Qui le immagini della protesta

"La questione Ama ci sta dimostrando che i grillini con le responsabilità hanno un rapporto piuttosto complicato: quando ci sono decisioni da prendere, scappano miserabilmente e con indifferenza senza considerare cio' che accade intorno. Fanno come il classico pesce in barile. Mi auguro che lo sciopero di oggi, che ha visto la partecipazione del 70% dei lavoratori Ama, riesca ad abbattere il muro di omerta' alzato da Virginia Raggi e compagnia davanti a una situazione gravissima che rischia di buttare sul lastrico centinaia di famiglie, oltre che incrementare l'emergenza rifiuti in città", afferma il consigliere del Pd alla Regione Lazio Emiliano Minnucci che prosegue, "È chiaro che la mancata approvazione del bilancio da parte del Campidoglio e la confusionaria gestione della vicenda sia figlia della politica pressappochista dalla sindaca. Un modus operandi, quello della Raggi, che mira esclusivamente a mantenere gli equilibri interni a quel M5S che, a tutt'oggi, garantisce a lei e a tutta la schiera dei grillini incompetenti la possibilita' di ricoprire un ruolo e, di conseguenza, di percepire uno stipendio. E questo a danno di Roma e dei romani".

"La Giunta Raggi rischia di far fallire l'Ama. Oggi la sindaca Raggi e la sua giunta, che da mesi rimandano l'approvazione del bilancio dell'azienda comunale, hanno costretto i sindacati allo sciopero e la citta' ad una ennesima umiliazione. Siamo a fianco dei lavoratori che nella stragrande maggioranza si sono astenuti dal lavoro per difendere il futuro dell'azienda, un servizio di nettezza urbana dignitoso che ridoni decoro alla citta' e i loro stipendi di novembre messi a serio rischio dall'irresponsabilita' dell'amministrazione M5S." sentenziano i consiglieri capitolini del Pd Marco Palumbo, Ilaria Piccolo e Giovanni Zannola riaffermando con forza la necessità di dialogo. "La Sindaca e la Giunta debbono dare risposte ai cittadini e ai lavoratori. Da oltre un mese abbiamo chiesto un consiglio straordinario sull'emergenza rifiuti e su AMA. La Sindaca, se ancora governa la citta', venga in aula e spieghi. Mentre la raccolta differenziata e' ferma, il porta a porta funziona a singhiozzo e i cumuli di rifiuti crescono come le proteste dei cittadini, il Campidoglio preferisce una rissa fratricida con Ama a danno dei cittadini romani e del decoro della Capitale. Una rissa che non passa inosservata agli occhi di banche che minacciano la chiusura delle linee di credito, e delle aziende erogatrici di servizi per Ama preoccupate della solvibilita' dell'azienda", concludono i consiglieri capitolini. 

"E' inaccettabile che, a causa di conflitti e litigi interni al Movimento 5 Stelle, i dipendenti Ama rischino di non avere lo stipendio a fine mese. Oltre a questo, la Sindaca Raggi, l'Assessore Lemmetti e il Presidente di Ama Bagnacani devono chiarire qual è il futuro dell'azienda, perchè le inefficienze e i conflitti della maggioranza non possono essere scaricati sui lavoratori di Ama, ne' compromettere un servizio tanto importante per i cittadini e la Città", sottolinea il consigliere della Regione Lazio del centrodestra, Roberta Angelilli, delineando un unico esito possibile: "La mancata approvazione del bilancio Ama sta paralizzando l'azienda e Roma rischia di trovarsi difronte ad nuova emergenza rifiuti".

"Vorrei consigliare alla Sindaca Virginia Raggi di cambiare il proprio autore prima di commentare lo sciopero odierno dei lavoratori dell'Ama, la cui adesione e' del 70%, con picchi del 100% come all'impianto Tmb del Salario, chiuso appunto per la presenza in Campidoglio di tutti i dipendenti, costretti come i cittadini a convivere con una puzza nauseante", evidenzia  Riccardo Corbucci, coordinatore della segreteria del Partito Democratico di Roma che continua" I lavoratori giustamente protestano per l'immobilismo e l'incapacita' del M5S di assumere decisioni, chiedendo al contempo scusa alla cittadinanza per i problemi arrecati. Anche questa volta sono cittadini che in larga parte hanno votato il M5S e la Raggi e adesso se ne pentono. Il Partito Democratico di Roma e' vicino alla loro battaglia, cosi' come a quella dei cittadini romani, che anche ieri erano in piazza per chiedere la chiusura del Tmb del Salario".

"La frattura sempre piu' insanabile tra Ama ed il Comune di Roma, derivante dai giochi di potere tra i vertici del M5S, hanno ormai portato la Societa' partecipata ad un passo dal fallimento. Siamo ad uno snodo cruciale dove c'e' una maggioranza che fugge dalle proprie responsabilita' e le banche che sono pronte ad interrompere la linea di credito verso Ama se non sara' approvato il bilancio entro il 15 novembre" rimarca Riccardo Corbucci, coordinatore della segreteria del Partito Democratico che prosegue: "Lo stato di sconforto in cui sono precipitati tutti i lavoratori, ed esprimo massima solidarita' allo sciopero. La Citta' di Roma sara' chiamata ancora una volta a sostenere pesantissime conseguenze derivanti dalla mala gestione grillina".

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