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Lunedì, 23 Maggio 2022
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Due Giugno: un minuto di silenzio per le vittime del sisma e polemiche

Conclusa la Festa della Repubblica nel segno della sobrietà. Pubblico silenzioso. Napolitano ringrazia la Protezione Civile impegnata in Emilia. Alemanno diserta la sfilata, la Polverini no, Zingaretti perplesso. Applausi per i due Marò ancora fermi India. Di Pietro: "Sagra dello spreco"

Una parata sobria dedicata alle vittime del sisma che ha colpito l'Emilia. Si sono concluse le celebrazioni per il 66° anniversario della Repubblica. Parata del 2 giugno nel segno della sobrietà senza il tradizionale volo delle Frecce Tricolori che non ha visto sfilare i sistemi d'arma e i cavalli. Celebrazioni accompagnate prima e dopo dalle polemiche di favorevoli e contrari che hanno visto le bande passare davanti le tribune, dove erano posizionati i gonfaloni delle regioni e delle province colpite dal sisma, al solo suono dei rullanti per ricordare le vittime del terremoto. La parata è stata chiusa da una simbolica rappresentanza di tutte le componenti, militari e civili oggi impegnati in Emilia nelle operazioni di soccorso assistenza alle popolazioni colpite dal terremoto. "Il 2 giugno 1946 - le parole di Giorgio Napolitano - gli italiani, risorti dalle sofferenze di due guerre e spezzato il giogo della dittatura, completarono il loro lungo e difficile cammino verso un nuovo stato democratico, i cui principi fondanti trovarono poi mirabile sintesi nella Carta costituzionale, architrave delle istituzioni e supremo riferimento per il paese e per il cittadino".

INIZIO CELEBRAZIONI - Ad attendere il presidente Giorgio Napolitano all'Altare della Patria il presidente del Consiglio Mario Monti, i presidenti di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani ed il presidente della Corte Costituzionale Alfonso Quaranta. Quindi l'arrivo del Capo dello Stato che ha reso omaggio, accompagnato dal ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, alla Tomba del Milite Ignoto depositando una corona d'alloro al sacello tra gli applausi della gente assiepata a piazza Venezia. Quindi il minuto di silenzio per onorare le vittime del terremoto in Emilia che ha dato il via alla sfilata dei Fori Imperiali. "Pur stretto nell'impegno volto a fronteggiare una grave crisi economica e profondamente ferito da uno sconvolgente e luttuoso evento sismico - il messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitanto - il nostro Paese è più che mai determinato a proseguire nella propria azione in seno alla comunità internazionale, consapevole che, fino a quando la legalità e i diritti fondamentali saranno offesi, la cooperazione pacifica tra i popoli e lo sviluppo sociale ed economico non potranno definitivamente affermarsi". Capo dello Stato che ha poi espresso un particolare ringraziamento ai reparti di Protezione Civile: "Un riconoscimento particolarmente sentito va ai reparti intervenuti con la Protezione Civile in soccorso dei cittadini emiliani che un disastroso terremoto ha, in questi giorni, così duramente e dolorosamente colpito. Con il loro impegno essi testimoniano ancora una volta la totale dedizione delle Forze Armate alla nostra Italia ed alla sua gente di cui sono nobile espressione. Quei reparti saranno oggi virtualmente al fianco delle unità che sfileranno in Roma".

LUTTO PER LE VITTIME DEL SISMA - La Parata, articolata su tre settori, é stata fortemente contenuta rispetto al passato. Ad un primo taglio di partecipanti deciso nell'ambito della spending review, è stata aggiunto un ulteriore ridimensionamento dopo il terremoto che ha colpito l'Emilia. Ai piedi della tribuna i gonfaloni delle regioni e delle province colpite dal sisma (Lombardia, Veneto ed Emilia Romana, Bologna, Ferrara, Mantova, Modena, Reggio Emilia e Rovigo). Quindi il primo settore comprendente i reparti rappresentativi della formazione militare, scuole ed accademie. Il secondo con i reparti impegnati nelle missioni internazionali ed il terzo settore con gli enti e i corpi impegnati nelle emergenze e nella cooperazione. "La festa del 2 Giugno é una ricorrenza di cui è protagonista il popolo, il nostro popolo, che, in questo momento, si riconosce nelle comunità colpite dal sisma in Emilia e altrove. E' intorno a loro che la famiglia della Difesa si stringe in un abbraccio forte e caloroso - le parole del ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, nel sio messaggio inviato ai militari -. Alle popolazioni colpite va quest'oggi la solidarietà dello Stato, valore su cui si fonda una nazione davvero coesa. Questa tragedia infatti, non tocca solo una parte di italiani, ma tutti".  Vicinanza al Presidente della Repubblica per la scelta di celebrare la parata sobriamente da parte del presidente del consiglio regionale del Lazio Mario Abbruzzese: "Colgo l'occasione di questa ricorrenza anche per segnalare la mia personale vicinanza al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per la scelta coraggiosa di cui si è fatto promotore. Sono convinto che il clima di grande sobrietà in cui si è svolta la manifestazione abbia rappresentato un momento di comunione, solidarietà e straordinaria mobilitazione delle forze dello Stato e della società civile, testimonianza reale della vicinanza alle migliaia di cittadini dell'Emilia Romagna colpiti dal terremoto".

ALEMANNO, POLVERINI E ZINGARETTI - Una sfilata per le vie del centro di Roma che non ha visto la presenza del sindaco Gianni Alemanno che ha scelto di non partecipare alla parata militare in coerenza con quanto dichiarato nei giorni scorsi dal primo cittadino che, alla luce dei danni in termini di vite umane ed economici provocati dal sisma in Emila, aveva detto di sperare che "la parata del 2 giugno fosse annullata per destinare quei soldi ai terremotati". Roma Capitale è stata rappresentata dalla presenza del presidente dell'Asemblea capitolina Marco Pomarici che ha indossato la fascia tricolore. Presente sulle tribune il presidente della Regione Lazio Renata Polverini: "Credo che per chi rappresenta le istituzioni sia giusto essere qui, in una giornata dedicata alle Forze Armate ma prima di tutto alla Repubblica, e quindi a tutti gli italiani". Governatore della Regione Lazio che, a margine della Parata delle Forze Armate del 2 giugno, rispondendo a chi le chiedeva se fosse giusto parteciparvi. "Io ho partecipato con grande convinzione ed ho condiviso la decisione del presidente Napolitano di mantenere questa manifestazione, seppure in una dimensione più sobria. Non possiamo rinunciare a quelli che sono i valori della nostra Patria e della nostra democrazia". Perplesso invece il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti: "E' una giornata complessa. Personalmente avevo molte perplessità a tenere questa parata e le ho anche espresse nelle forme dovute, ma nel momento in cui il Presidente della Repubblica decide di mantenerla con tutte le istituzioni, il compito delle istituzioni e di chi le rappresenta è essere presente".

COMMENTI E POLEMICHE - Parata del Due Giugno che ha anche visto la presenza di Annamaria Cancellieri, dei ministri Terzi, Profumo, del guardiasigilli Paola Severino, dei sottosegretari Antonio Catricalà e Paolo Peluffo. Presenti in tribuna anche Casini, Cesa, Rutelli, Grasso e Manganelli a cui si sono poi aggiunti Franca Latorre e Christian D'Addario, sorella e nipote Massimiliano Latorre il marò ancora bloccato in India assieme a Salvatore Girone: "Siamo qui per Massimiliano e Salvatore, per ricordare, insieme al dramma dei terremotati dell'Emilia, anche il loro. Che non sono liberi di tornare in patria". Celebrazioni per la festa che hanno visto gli spettatori assiepati sulle tribune applaudire proprio i due marò, quando lo speaker li ha ricordati nel momento in cui passavano i militari del Reggimento San Marco della Marina Militare. Festa della Repubblica che se  da una parte ha trovato i pareri positivi del capogruppo al Senato del Pdl Maurizio Gasparri, dei ministri Cancellieri e Di Paola, del presidente del Senato Renato Schifani e dell'ex ministro della Difesa Ignazio La Russa, dall'altra hanno visto il leader dell'Idv Antonio Di Pietro rimarcare la necessità di non celebrare la ricorrenza: "In un momento così difficile per il nostro Paese siamo più che mai sensibili alla necessità di celebrare la nascita dello Stato repubblicano. Riteniamo, però, che lo si possa fare solo restando fedeli ai principi che ispirarono quella nascita, non con festeggiamenti formali che quei principi li ignorano. Siamo sorpresi e amaramente stupiti - prosegue - per una tale assenza di sensibilità da parte delle istituzioni dello Stato italiano". Per l'ex pm in questo momento "dallo Stato ci si attenderebbe un'identica prova di serietà e concreta solidarietà, non la scelta assurda di buttare al vento alcuni milioni di euro. Mi chiedo se chi ha deciso di confermare la parata di oggi, si renda conto di quale contradditorio messaggio simbolico invia ai cittadini una simile sagra dello spreco e dell'insensibilità sociale".

L'ITALIA STA MANGIANDO I NOSTRO SOGNI - Pubblico numeroso ma sobrio sulle tribune di piazza Venezia dal quale ad un certo punto è apparso un cartello con la scritta: "L'Italia sta mangiando i nostri sogni. Ma noi non vogliamo andar via". Ad appenderlo una giovane di Napoli che al termine della sfilata ha spiegato: "La mia non è una protesta contro una parata, sono anche abbastanza patriottica. La mia è una protesta contro l'Italia che non dà spazio ai giovani. Sono laureata e non ho lavoro, ho finito gli studi a marzo e avrò mandato trecento curriculum e domande, ma niente. Sono disoccupata. Mi ripetono ogni giorno di andar via dall'Italia ma io non voglio farlo, forse, però, sarò costretta". Spettatori vicini alle vittime del terremoto che ha colpito l'Emilia: "E' vero, è un momento difficile, sia per la crisi sia per le vittime del territorio, ma la Parata é comunque un evento molto emozionante che ci unisce". Lo afferma Iolanda, bresciana, in via dei Fori Imperiali insieme a tanti altri spettatori che stavano attendendo l'inizio della Parata militare. "Per me è la prima volta. Indubbiamente siamo in un momento storico molto particolare - le fa eco Paola, di Brescia anche lei - ma sono emozionata anche io e non vedo l'ora che inizi". Secondo Beniamino, ex bersagliere romano, "la Parata militare del 2 giugno non andava assolutamente eliminata perché è una cosa molto bella che riafferma il valore della Patria. A volte soprattutto i giovani pensano che il soldato non serva a niente e invece senza di lui non ci sarebbe l'Italia".


 

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