Mafia Capitale, sotto la cupola destra e sinistra: "Ecco a cosa servono le larghe intese"

Tanti i commenti del mondo politico alla maxi inchiesta. M5S: "Sistema corruttivo che abbiamo denunciato più volte". Radicali: "Da tempo puntiamo il dito contro l'industria della solidarietà". Marino: "Siamo fiduciosi nel lavoro dei magistrati"

Una vera bomba scoppiata su Palazzo Senatorio. Destra e sinistra al servizio di una rete di relazioni mafiose che, tra appalti pilotati e tangenti d'oro, da anni tiene in scacco la città. L'operazione Mondo di Mezzo ha portato all'arresto di 37 soggetti, mettendo in luce un "sodalizio mafioso radicato nella Capitale". Un sistema di infiltrazioni nel tessuto imprenditoriale, politico e istituzionale, facente capo all'ex terrorista dei Nar, Massimo Carminati. C'è chi è finito in manette, ma c'è anche una lunga lista di indagati per reati che vanno dalla corruzione aggravata, all'estorsione, dall'usura alla turbativa d'asta.

I NOMI DEGLI ARRESTATI

C'è l'estrema destra sì, gli affari con Ama e le società partecipate, ma c'è la sinistra delle cooperative con immigrati e rifugiati trasformati in business su cui fare cassa. C'è la vecchia amministrazione Alemanno sì, ma qualche nome, tra gli indagati, fa parte oggi del consiglio comunale, se non proprio della di squadra di Marino. 

Non si contano i commenti del mondo politico alla maxi inchiesta. Parlamentari e consiglieri del Comune e dei Municipi hanno sottoscritto una nota congiunta con i colleghi della regione Lazio. "Se hanno un minimo di dignità - si legge - tutti i coinvolti dovrebbero immediatamente dimettersi dalle proprie cariche pubbliche, così come ha fatto l'assessore Pd alla casa Ozzimo". Già, l'assessore alla Casa è nella lista degli indagati per corruzione aggravata, e ha rimesso il mandato. Lo stesso ha fatto il presidente dell'aula Giulio Cesare, Mirko Coratti, anche lui raggiunto da avviso di garanzia.  

E in Campidoglio si preannuncia il terremoto. Il segretario del Pd Roma Lionello Cosentino ha incontrato il sindaco Marino. "Mi ha convocato - dice prima di salire a Palazzo Senatorio - faremo il punto e cercheremo di capire bene questa vicenda". E poi, "mi pare che il lavoro che stiamo facendo è coerente con la consapevolezza che le cose devono cambiare". Anche il primo cittadino ha commentato l'accaduto. 

"Siamo fiduciosi nel lavoro della magistratura, questa amministrazione è stata sempre orgogliosa di collaborare con la giustizia" e "anche in questa circostanza ci auguriamo sia fatta piena luce su una vicenda inquietante e che sta facendo emergere l'esistenza di un sistema diffuso di illegalità ai danni della città". Sottolineando che "questa amministrazione ha improntato il suo lavoro sulla trasparenza: per questo apprezzo profondamente la decisione personale e il coraggio di Daniele Ozzimo che rassegnando le dimissioni, a seguito del coinvolgimento nelle indagini coordinate dal Procuratore capo Giuseppe Pignatone, ha agito prima di tutto nell'interesse della città mettendo immediatamente in secondo piano se stesso". 

M5S - Dure le parole del Movimento Cinque Stelle. "L'operazione svela i contorni di un ramificato sistema corruttivo nelle amministrazioni locali del Lazio che, come da noi denunciato più volte in ogni sede istituzionale e giudiziaria, inquina l'assegnazione di incarichi, appalti e finanziamenti pubblici". 

E ancora: "L'operazione di stanotte, frutto dell'encomiabile impegno della procura di Roma e delle Forze dell'ordine, ne è l'ennesima dimostrazione, con una lista di indagati e arrestati che abbraccia destra e sinistra, da Alemanno a Luca Odevaine, capo di Gabinetto del sindaco Veltroni e già al ministero dell'Ambiente con la Melandri, l'ex ad dell'ente Eur, Riccardo Mancini e l'ex presidente di Ama Franco Panzironi, nomi messi lì dall'amico sindaco di turno. Il fatto che siano coinvolti nell'indagine anche Eugenio Patanè, consigliere Pd Lazio, il capogruppo di FI Luca Gramazio e il presidente dell'Assemblea capitolina, Mirko Coratti dimostra a cosa servono veramente le larghe intese".

RADICALI - Stesso tono nel comunicato diffuso dai Radicali. "Da tempo denunciamo quell'industria della solidarietà, alimentata da affari e interessi che ruotano intorno alla gestione dei centri per immigrati e campi rom" esordisce Riccardo Magi, presidente del partito e consigliere comunale, al secondo giorno di sciopero della fame per chiedere la chiusura del centro di accoglienza rom di via Visso. 

"Da garantisti - continua la nota - attendiamo l'esito delle indagini con il massimo della cautela, ma quanto emerge in queste ore dà pienamente ragione alla nostra impostazione. Da mesi, infatti, come Radicali ripetiamo e denunciamo in tutte le sedi, dalla Procura e alla Commissione europea, all'Anac, la verità del sistema romano, fondato su spese disastrose e clientele trasversali, da destra a sinistra. Non è vero che mancano i fondi per governare l'accoglienza di rifugiati e rom, per rilanciare la mobilità e per offrire servizi con standard minimi di decenza. Le risorse ci sono, ma vengono sperperate da un apparato deficitario e fallimentare, gestito con logiche che vanno perfino oltre quelle della partitocrazia". 

ALEMANNO - Anche i diretti interessati commentano sui social. L'ex sindaco Alemanno, anche lui indagato: "Chi mi conosce sa bene che organizzazioni mafiose e criminali di ogni genere io le ho sempre combattute a viso aperto e senza indulgenza. Dimostrerò la mia totale estraneità ad ogni addebito e da questa incredibile vicenda ne uscirò a testa alta. Sono sicuro che il lavoro della magistratura, dopo queste fasi iniziali, si concluderà con un pieno proscioglimento nei miei confronti. 

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A sostegno dell'ex sindaco, il deputato di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale, Ignazio La Russa. "Conosco da decenni Gianni Alemanno e con lui ho avuto condivisioni e anche scontri politici, ma sono sempre stato convinto della sua pulita e disinteressata passione per la politica e per le idee per le quali si è battuto. Sono certo e glielo auguro di cuore, che saprà dimostrare la sua innocenza e la sua estraneità a realtà che ha sempre avversato". Anche il leader de La Destra, Francesco Storace, commenta con un tweet: "Sono stato cinque anni all'opposizione di Alemanno in Campidoglio. Ma che c'entra la mafia?". 

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