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Commemorazione del Quadraro, 80 anni fa avveniva il rastrellamento: presentata la targa dedicata ai deportati

Tre appuntamenti nel corso della mattinata del 17 aprile per celebrare gli 80 anni dal rastrellamento. Sindaco, minisindaci ed assessori alla cultura di Comune e Regione insieme per commemorare i deportati

C’è una nuova strada, al Quadraro. È intitolata ai “deportati” che le truppe guidate da Kappler catturarono nel “nido di vespe”. Una drammatica vicenda che il territorio a cavallo tra i municipi VII e V non ha mai dimenticato e che, in occasione degli 80 anni dallo storico “rastrellamento”, ha portato le istituzioni cittadine ad organizzare una particolare cerimonia. 

L'incontro con gli studenti del Quadraro

“Il tempo rischia di far venire meno la memoria, il rischio dell'oblio è molto forte e non possiamo permettercelo. Lo dobbiamo a loro e a noi. Il rastrellamento del Quadraro è uno degli episodi più cupi della Roma occupata dai nazisti, e i fascisti collaboravano attivamente” ha ricordato il sindaco ai tanti studenti del territorio che hanno partecipato all’appuntamento organizzato al Parco 17 aprile 1944, davanti al monumento dedicato ai deportati. È stato, quello nel parco, il secondo dei tre eventi che le amministrazioni hanno dedicato al rastrellamento. La mattinata è infatti cominciata, con i minisindaci Mauro Caliste e Francesco Laddaga che, insieme all’assessore alla cultura del comune Miguel Gotor ed all’assessora della cultura della regione Renata Baldassarre, hanno deposto   una corona a largo dei Quintili.

Il racconto sul rastrellamento

“C'era una battaglia tra chi voleva che vincesse Hitler e chi invece voleva un futuro di libertà, democrazia e giustizia. Questa battaglia ha attraversato la città e ha avuto momenti tragici, tra cui il rastrellamento del Ghetto, l'eccidio delle Fosse Ardeatine e, appunto, il rastrellamento del Quadraro. Da questa storia- ha ricordato Gualtieri - è nato il riscatto, l'idea di non limitarsi a contrastare, ma di essere diversi da loro. I cittadini di questo quartiere hanno messo a rischio la loro vita per regalarci un futuro migliore e noi lo dobbiamo ricordare e raccontare. Mai più nazismo, mai più fascismo, mai più discriminazione. Difendiamo la nostra Costituzione nata dalla lotta al nazifascismo. Viva i cittadini coraggiosi del Quadraro"  ha dichiarato il sindaco, raccontando agli studenti che qui “C'erano persone, vostri nonni e bisnonni, coraggiosissime”. Duemila di loro vennero rastrellati. Alcuni, anche grazie al lavoro di don Gioacchino Rey, sono riusciti a scappare, ma almeno 683, stando all'elenco all'epoca compilato dal parroco,  sono stati deportati nei campi di lavoro. La metà non ha fatto ritorno.

La targa dedicata ai deportati

A tutte le vittime del Quadraro è stata dedicata la nuova via. “I nomi dei luoghi che viviamo quotidianamente restituiscono storie, modelli e valori ai quali una comunità si richiama e dai quali si sente ispirata. Per questo motivo non era più tollerabile avere nel nostro territorio una via intitolata al guardasigilli che controfirmó le Leggi Razziali, a maggior ragione una via dove si trova il liceo “Teresa Gullace” – ha ricordato il minisindaco Francesco Laddaga – è stata riaffermata questa volontà popolare con un atto di consiglio municipale e finalmente oggi abbiamo risanato questa ferita. Via Enrico Solmi dal 17 aprile 2024 ufficialmente non esiste più. Il sindaco, con i presidenti di municipio ed i rappresentanti dell’Anpi, nel terzo appuntamento in programma per la giornata di commemorazione del Rastrellamento, hanno disvelato la nuova targa toponomastica: ora, nella strada del liceo Gullace, c’è “via dei deportati del Quadraro”.

Rastrellamento Quadraro, deposizione corona

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