Colosseo, Bergamo: "Mai detto balle, non si può paragonare il centro di Roma a Pompei"

Ancora un botta e risposta tra Campidoglio e Governo centrale, sempre sull'istituzione del parco archeologico del Colosseo

Colosseo, immagine d'archivio

"Si può criticare, ma non dire balle". Intervistato da Lucia Annunziata a In 1/2 ora su Rai3, il ministro della cultura Dario Franceschini torna sulle polemiche e i ricorsi per l'istituzione del Parco del Colosseo: "A Roma ho fatto quello che ho fatto in tutta Italia. I musei e i parchi archeologici non esistevano, abbiamo dato autonomia, scelto direttori, e lo stesso si farà per il Colosseo. Mi pare che i risultati si vedano in tutta Italia e sono riconosciuti in tutto il mondo". 

Il Colosseo, ha aggiunto il ministro, "era un pezzo della soprintendenza, diventerà il parco archeologico più importante del mondo". E aggiunge: "Non capisco perché nel resto d'Italia gli altri sindaci abbiano gradito e ringraziato e a Roma no. Comunque, accetto le critiche ma non le balle: le risorse rimangono come prima: l'80 per cento su Roma il 20 per cento a in fondo di solidarietà per i musei minori, come avviene in tutta Italia".

A stretto giro la replica dell'assessore alla cultura, Luca Bergamo. "Noi di balle non ne abbiamo mai dette. Nel momento in cui abbiamo presentato il ricorso al Tar, l'unico atto compiuto dal ministro Franceschini era il decreto di costituzione del Parco archeologico con cui si prescrive che il 30% dei ricavi derivanti dal nuovo parco archeologico vada alla riformata Soprintendenza che deve gestire tutto il resto della città. Nessun riferimento alle risorse che restano in seno al Parco archeologico è negli atti"

E ancora: "Il ministro ha poi successivamente detto che tutte le risorse sarebbero rimaste a Roma. Se questo avverrà vorrà dire che l'iniziativa che noi abbiamo intrapreso, almeno sul lato delle risorse, ha prodotto il risultato che si intendeva. Resta da segnalare - conclude Bergamo - che le ragioni per cui il Comune di Roma si oppone alla costituzione del Parco archeologico sono, in primo luogo,  di altra natura. 

Per questo abbiamo proposto, ricevendo il rifiuto da parte del ministro Franceschini, la costituzione di un unico organismo su tutto il territorio di Roma dove Comune e Stato possano insieme amministrare il patrimonio archeologico in favore dello sviluppo della città e del paese senza gli spezzatini di competenze che fanno soli guai. Ma il ministro questa argomentazione non intende sentirla perchè ritiene il centro di Roma comparabile con Pompei o gli Uffizi". 

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