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Il progetto di riqualificazione cancella le colonie feline. Il Comune minimizza

Abbattute per errore le casette che ospitavano le colonie feline. Ora dovranno essere ricostruite ma a distanza di giorni ci sono ancora gatti dispersi

Non doveva andare così. Ed è il Campidoglio per primo a riconoscerlo. Perché le casette delle colonie feline presenti all’interno del “Fosso delle Campanelle, un’area verde di circa 33 ettari tra Torrevecchia e Santa Maria della Pietà, non andavano demolite. Lì è in corso un discusso progetto di riqualificazione, voluto e finanziato dall'ex Provincia, su un'area che è di proprietà della stessa Città Metropolitana di Roma.

Abbattute le casette delle colonie feline

Le ruspe invece, come testimoniato da associazioni animaliste giunte subito sul posto, come Lndc Animal Protection, “hanno abbattuto le colone all’interno del parco, dove ci sono gli orti. C’era una nota del dipartimento capitolino che diceva non dovevano essere toccate” che però è stata evidentemente disattesa “e non sappiamo se ci sono gatti morti o feriti” era stato spiegato nella mattinata del 2 agosto, subito dopo la demolizione delle casette che ospitavano decine di gatti. A distanza di due giorni, “mancano ancora alcuni gatti all’appello, di cui due anziani, si spera siano ancora terrorizzati e nascosti – ha fatto sapere l’ENPA, con una nota pubblicata nella mattinata del 4 agosto - Aspettiamo la rimozione dei detriti, auspicando che non sia successo il peggio”.

L'incomprensione tra gli uffici

Ma cos’è successo? "Al Fosso delle Campanelle, giovedì mattina (3 agosto), nell’ambito di un progetto di riqualificazione attinente al programma sulla sicurezza delle periferie finanziato dalla presidenza del Consiglio, mentre la ditta incaricata, conformemente alle determine di legge ed in presenza di personale di polizia, procedeva all’abbattimento di manufatti abusivi, è rimasto coinvolto lo spazio su cui insistono due colonie feline. Il fatto si è determinato in virtù di una incomprensione tra uffici" ha dichiarato Cristina Michetelli, consigliera Pd delegata al patrimonio della Città Metropolitana. 

La promessa dell'ex Provincia

“Che fine faranno i gatti? Verranno inserite delle nuove aree riservate esclusivamente alle colonie feline, che sono una realtà da tutelare e proteggere. Provvederemo - dichiara il consigliere delegato all’ambiente della Città Metropolitana, Rocco Ferraro -  quanto prima a recuperarlo, all’interno di un’area che sarà completamente rigenerata.  Nel frattempo individueremo luoghi temporanei non interessati ai lavori, dove i referenti delle Colonie potranno entrare autorizzati per accudire i gatti”.

Le colonie feline non vanno spostate

Decidere di mettere nuove casette per i gatti, dopo che le oasi feline sono state demolite “per incomprensione”, non placa però le polemiche. “In base al regolamento tutela animali del Comune di Roma, le colonie feline non possono essere spostate ma sono stanziali proprio per favorire la natura dei gatti in esse presenti” ha osservato Cristina Valeri, presidente dell’associazione “Ambiente Animali Territorio (Am.An.T)” e coordinatrice del dipartimento benessere animali di Fratelli d'Italia Lazio, che reputa “un fatto gravissimo” la demolizione, ma “ancor più grave” il tentativo di “minimizzare il fatto, attribuendolo ad una incomprensione tra uffici”.

Un progetto contestato

Già in passato non erano stato poche polemiche che avevano anticipato l’intervento in corso al “fosso delle Campanelle”. Sull'area, nota anche come Valle Fontana, l'ex Provincia ha avviato un progetto di riqualificazione che è stato duramente  contestato dagli ortisti, ma anche da Italia Nostra e dal WWF di Roma, che ne temevano la cementificazione. Ora, sull’area verde che in passato era stata usata anche per scopi terapeutici, si è aperto un altro fronte di proteste, anche da parte delle associazioni animaliste che promettono denunce. Nel frattempo procede la ricerca dei gatti dispersi.

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